I 10 ruoli più strani di Daniel Radcliffe dopo il successo di “Harry Potter”

I 10 ruoli più strani di Daniel Radcliffe dopo il successo di “Harry Potter”

Gabriella Giliberti
Gabriella Giliberti

Pubblicato il 02 aprile 2026

Aggiornato il 02 aprile 2026

C'è qualcosa di deliberato nel modo in cui Daniel Radcliffe ha costruito la sua carriera dopo Harry Potter, una strategia dettata dalla consapevolezza di voler scegliere ogni ruolo per testare non solo i suoi limiti – e superarli – ma soprattutto quelli degli spettatori, dissacrando il più possibile la stretta iconografia cucitagli addosso.

Un cadavere flatulento. Un uomo con le corna. Un mago da quattro soldi con la pistola incollata alle mani. Radcliffe ha puntato il tutto e per tutto sull'assurdo, sul fisico, sull'autoironia, costruendo una filmografia che è quasi un manifesto: sono un attore, non un personaggio. Il risultato è una delle transizioni post-franchise più interessanti e sottovalutate degli ultimi vent'anni, fatta di scelte che sembrano stravaganti in superficie ma che nascondono una coerenza di fondo.

In questa lista vi consigliamo i 10 ruoli più strani di Daniel Radcliffe che dimostrano quanto detto. 

Il primo passo fuori da Hogwarts è anche quello apparentemente più cauto. Radcliffe interpreta Arthur Kipps, un giovane avvocato in lutto che viene mandato a sistemare le carte di una defunta in una casa isolata nel mezzo delle paludi inglesi, ma ad aspettarlo non sono di certo scartoffie burocratiche. The Woman in Black è un horror gotico all'antica, debitore della Hammer Film e dell'estetica vittoriana più cupa, e Radcliffe lo affronta con una compostezza quasi teatrale. Non sarà il ruolo più strano della lista, ma dal punto di vista strategico è il più significativo: dimostra che poteva reggere un film da solo, senza bacchetta magica e senza i compagni di sempre, portando sulle spalle una storia di fantasmi che gioca tutto sul silenzio e sull'atmosfera. Un esordio post-Potter volutamente austero.

Allen Ginsberg a diciassette anni, prima della Beat Generation, prima dell'Urlo, quando era ancora uno studente della Columbia University innamorato del carisma autodistruttivo di Lucien Carr. Kill Your Darlings è un film sulla nascita di un'identità – artistica e sessuale insieme – e Radcliffe lo abita con una vulnerabilità intima e sorprendente, immolandosi in scene in cui a parlare sono soprattutto gli sguardi su un mondo ancora sconosciuto, i non detti, i pensieri ammezzati pronti a dare origine ad un Ginsberg completamente nuovo. 

Sebbene il film sia imperfetto, a tratti troppo affascinato dai suoi stessi personaggi, è una visione che vale la pena fare non solo per la chimica eccellente tra Dane DeHaan (Carr) e Daniel Radcliffe, ma soprattutto per il modo in cui porta Ginsberg fuori dal mito e lo restituisce alla sua giovinezza disordinata. Inoltre, parliamo del suo primo ruolo esplicitamente queer, e non di certo l'ultimo.

03

Horns
Horns

Horns

2013

Tratto dal romanzo di Joe Hill (figlio di Stephen Kings), Horns è il film in cui Radcliffe si sveglia con le corna dopo la morte della fidanzata e scopre che la gente, in sua presenza, confessa i propri pensieri più oscuri senza riuscire a trattenersi. È un film che non sa bene cosa vuole essere – horror, commedia nera, storia d'amore, parabola morale? – e questa ambiguità lo rende più interessante di quanto sarebbe se avesse scelto un registro solo. Radcliffe si veste di grottesco con naturalezza, le corna in testa e un'espressione che oscilla tra il disgusto e una strana curiosità. C'è qualcosa di quasi terapeutico nel suo personaggio: un uomo che il mondo ha già giudicato colpevole e che usa il soprannaturale per smettere di difendersi.

Horns non è disponibile per lo streaming.
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Il cadavere flatulento. Lui, proprio lui! Va nominato immediatamente, altrimenti è impossibile anche solo cominciare un discorso su Swiss Army Man, considerando che tutto – o quasi – parte da lì. Infatti, Daniel Radcliffe interpreta un cadavere che un naufrago (Paul Dano) trova sulla spiaggia e che, grazie ai suoi gas intestinali, diventa una specie di motoscafo umano. Da lì in poi il film si trasforma in qualcosa di molto più strano e commovente di quanto la sinossi lasci immaginare. Sebbene gran parte del peso della pellicola verta sulle spalle di Dano, visto che Radcliffe non parla per buona parte del film, eppure è completamente presente: nel corpo, nella faccia, in ogni piccolo movimento involontario che il personaggio acquisisce man mano che riacquista frammenti di umanità. Una performance fisica nel senso più letterale del termine. Indubbiamente il ruolo più improbabile della lista, e probabilmente quello più coraggioso.

L'unico film della lista in cui Radcliffe interpreta un villain, e miseria se si diverte a farlo! Walter Mabry è un miliardario tecnologico ossessionato dal controllo, il tipo di antagonista che il cinema americano ama sfornare come sotterfugio ogni qual volta che vuole dire qualcosa di scomodo sulla Silicon Valley – o su “situazioni sensibili” – senza dirlo davvero. Non è un ruolo profondo, del resto il film non aspira a esserlo; Now You See Me 2 è intrattenimento ad alto ritmo, con trucchi di magia e colpi di scena impilati uno sull'altro. Ma Radcliffe si diverte e, come dicevamo prima, si vede. C'è una leggerezza nel suo approccio al cattivo che evita la trappola del villain monolitico: Mabry è ridicolo quanto è minaccioso, e questo lo rende più interessante della media.

06

Guns Akimbo
Guns Akimbo

Guns Akimbo

2020

Immaginate addormentarvi per poi risvegliarvi con due pistole avvitate chirurgicamente alle mani costretti a sopravvivere a un survival game in streaming. Un vero incubo! Intanto, questo è ciò che accade al povero Miles. 

Guns Akimbo è esattamente quello che sembra: caotico, sopra le righe, innamorato della propria energia, un action movie che non si prende sul serio. Il Miles di Daniel Radcliffe è un programmatore sfigato e codardo, catapultato in un'arena urbana dove tutti vogliono ucciderlo per mero divertimento. Anche qui, Radcliffe si dà al ruolo con un'intensità comica che regge anche nei momenti in cui la pellicola perde il controllo di se stessa. Miles ha quel tipico viso che non intimidisce, e il film lo sa, costruendo tutto il personaggio attorno a questa inadeguatezza fisica, un continuo controsenso che porterà a diverse sorprese.

Tecnicamente un cameo, ma abbastanza memorabile da meritare un posto in lista. Daniel Radcliffe appare nel film Netflix Unbreakable Kimmy Schmidt - Kimmy vs il Reverendo, sequel della serie TV Unbreakable Kimmy Schmidt (2015-2019) di Tina Fey nei panni di un ragazzo britannico ossessionato da Kimmy, con un accento e un'intensità romantica portati deliberatamente oltre il limite del credibile. Certo, un ruolo minuscolo, ma conferma quanto Radcliffe sia disposto a essere ridicolo, purché funzioni. L'autoironia non è una qualità scontata per chi viene da un franchise così ingombrante, e qui la usa tutta, senza riserve, facendo tesoro dell’esperienza accumulata con i film precedenti e che, in un certo senso, è diventata il suo marchio di fabbrica. Pur durando pochi minuti, lascia il segno quanto basta per essere memorabile.

Unbreakable Kimmy Schmidt: Kimmy vs il Reverendo non è disponibile per lo streaming.
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08

Miracle Workers

Miracle Workers, una serie antologica di TBS in cui Radcliffe ha interpretato, nella prima stagione, un angelo timido e ansioso che lavora nel reparto preghiere di un paradiso burocratico e disfunzionale. Ogni stagione cambia ambientazione e personaggi, e Radcliffe ha continuato a partecipare reinventandosi ogni volta – pioniere nel vecchio West, contadino nel Medioevo. È il progetto televisivo che meglio mostra la sua versatilità, grazie al formato antologico: non puoi appoggiarti alla continuità del personaggio, devi ricominciare da capo ogni volta. 

La prima stagione rimane la più riuscita, con Steve Buscemi nei panni di un Dio stanco e distratto che è anche, involontariamente, uno dei ritratti più malinconici del divino degli ultimi anni.

Miracle Workers non è disponibile per lo streaming.
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Il biopic parodistico del re della parodia musicale americana, Al Yankovic, e Radcliffe lo interpreta con un'energia da film degli anni Ottanta portata fino all'estremo. Weird - La storia di Al Yankovic è un film che prende tutte le convenzioni del biopic musicale e le smonta dall'interno, e Radcliffe entra nella logica del progetto con un entusiasmo totale: canta, balla, recita scene di melodramma assurdo con la stessa serietà con cui un altro attore affronterebbe un drama da Oscar. C'è una sorta di legame particolare e ironico tra Yankovic e Radcliffe: il primo ha costruito una carriera sul non prendersi sul serio nel modo più serio possibile, e Radcliffe sta facendo esattamente la stessa cosa.

10

The Lost City

Abigail Fairfax (Radcliffe), eccentrico miliardario dalla flemma britannica che rende l'assurdità del piano ancora più comica, rapisce un'autrice di romanzi d'avventura durante la serata di presentazione del suo ultimo libro, convinto che le sue storie siano basate su ricerche reali e che nascondano le coordinate di una città perduta sull'Atlantico – e con essa la tomba di Taha e del suo amante Calaman, dove sarebbe custodita la Corona di fuoco. The Lost City è una commedia d'avventura che si diverte a giocare con i propri archetipi, e il villain di Radcliffe è costruito su quella stessa logica: un uomo che si è raccontato troppe storie su se stesso fino a crederci davvero. Radcliffe riesce comunque a portarlo oltre il cliché, aggiungendo una dignità grottesca che è ormai diventata la sua cifra più riconoscibile.

Informazioni su questa lista

Titoli

10

Costo totale di visione

11,97 €

Durata totale

28h 3min

Generi

Commedia, Azione e Avventura, Drammatico

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