
Il regista Zach Cregger consiglia 3 film da vedere dopo il suo “Resident Evil”
Il nuovo Resident Evil (2026) di Zach Cregger vi ha folgorato? Non siete i soli! Allo stato attuale è il film più visto al mondo al botteghino, segnando la miglior apertura di sempre per questo franchise dal punto di vista cinematografico. Cosa potreste fare? Andarlo a rivedere, ci sembra ovvio. Lo avete già fatto? Ok, allora potreste seguire i consigli dello stesso Zach Cregger che in una recentissima intervista, proprio con noi di Just Watch, ha consigliato tre film che, a suo dire, condividono l'energia e il DNA del suo Resident Evil.
Tre scelte tutt'altro che casuali – anche se siamo sicuri che sarete sorpresi da almeno due su tre di queste – che aiutano a capire meglio le intenzioni dietro un film che ha avuto il coraggio di reinventare la concezione di questo franchise al cinema, abbondando di sangue e risate, senza allontanarsi troppo dall’essenza videoludica della saga di Capcom.
Il primo titolo citato da Cregger è Evil Dead 2 (1987) di Sam Raimi, di cui dice: “Penso che abbia un po' di quell'energia.”
Va detto che in altre occasioni Zach Cregger aveva già come il cult di Raimi avesse influenzato profondamente il suo modo di fare cinema. Il collegamento con Resident Evil ci appare evidente fin dai primi minuti: come Ash Williams, travolto da una furia demoniaca che lo costringe a reagire con un misto di terrore autentico e comicità fisica quasi slapstick, anche Bryan si ritrova sopraffatto da eventi troppo più grandi di lui, rispondendo con lo stesso tipo di panico goffo e involontariamente comico che ha reso Evil Dead 2 un classico intramontabile del genere.
Il terzo e ultimo titolo scelto da Cregger, quello che probabilmente più vi lascerà sorpresi o farà inarcare un sopracciglio, è 1917 (2019) di Sam Mendes. Parlando di questa scelta, il regista dice: “Sento che Resident Evil abbiamo un po’ del DNA di quel film, nel senso che segue semplicemente una persona che va dal punto A al punto B, e trovo che sia davvero interessante.”
Qui il parallelismo è strutturale; così come il soldato interpretato da George MacKay in 1917, anche Bryan attraversa l'intera durata del film in un unico, ininterrotto e complesso viaggio verso una destinazione precisa, un ospedale invece di una trincea nemica. E anche qui l’urgenza è dettata soprattutto dal tempo che scorre e dalla posta in gioco sempre più alta a ogni metro. Senza contare che così come il percorso del soldato in 1917 era costantemente accidentato da bombe e attacchi nemici, allo stesso modo quello di Bryan è costellato di mostri sempre più terrificanti.





















