Tutti i film di M. Night Shyamalan in ordine d'uscita

Tutti i film di M. Night Shyamalan in ordine d'uscita

Pubblicato il30 settembre 2026

Aggiornato il30 settembre 2026

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Pochi registi hanno avuto una carriera altalenante come quella di M. Night Shyamalan. Dopo l'exploit di fine anni Novanta che lo incoronò come "il nuovo Spielberg", il regista ha collezionato sia capolavori che disastri, per poi risalire la china e diventare uno dei pochi autori davvero capaci di portare al cinema idee originali, in un mondo spesso arido di novità come quello di Hollywood. Il suo marchio di fabbrica, il colpo di scena finale, è diventato un genere a sé, al punto che ormai il pubblico entra in sala aspettandolo. Con il suo prossimo film, Remain, atteso nel 2027, ecco tutti i suoi lungometraggi da regista, dal primo all'ultimo, ognuno con una nostra recensione.

L'esordio, ancora sconosciuto ai più. Girato quando era studente alla New York University, Praying with Anger vede Shyamalan anche come protagonista, nei panni di un giovane americano di origini indiane che torna in India per un programma di scambio universitario e fa i conti con le proprie radici. È un film autobiografico e acerbo, lontanissimo dai thriller che lo renderanno celebre, e resta più che altro una curiosità per completisti. Vale come testimonianza di dove è partito, ma è il classico primo lavoro in cui il talento si intravede solo a sprazzi. Da recuperare solo se si vuole avere il quadro completo degli inizi del regista.
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Ad occhi aperti
Ad occhi aperti

Ad occhi aperti

1998

Prima della svolta, Shyamalan firma una commedia drammatica su un tema che gli resterà caro, la fede. Ad occhi aperti segue un bambino di dieci anni che, dopo la morte del nonno amatissimo, si mette in cerca di Dio tra i banchi della sua scuola cattolica. È un film gentile e sentimentale, con una sensibilità già riconoscibile nel modo di guardare il mondo attraverso gli occhi dei più piccoli, cosa che tornerà spesso nel suo cinema. Passò quasi inosservato all'epoca, ma con il senno di poi Ad occhi aperti contiene già in nuce i temi spirituali che spesso percorrono la sua opera. Resta minore, ma è più personale di quanto ci si aspetti.

Il film che ha cambiato tutto, e uno dei debutti al grande pubblico più fulminanti della storia recente. The Sixth Sense - Il sesto senso racconta di uno psicologo infantile, interpretato da Bruce Willis, che prende in cura un bambino capace di vedere i morti, e culmina in uno dei colpi di scena più celebri mai portati sullo schermo. Ma ridurlo al suo finale è ingiusto, perché regge benissimo anche a una seconda visione, quando "il trucco" è noto: è un film dolente sulla solitudine e sul lutto, con un piccolo Haley Joel Osment straordinario e una tensione costruita con pazienza. Valse a Shyamalan due candidature all'Oscar, per regia e sceneggiatura. The Sixth Sense - Il sesto senso è il suo capolavoro, quello con cui tutti gli altri film ancora si misurano.
Dopo il trionfo, invece di replicare la formula, Shyamalan vira in una direzione totalmente inaspettata. Unbreakable - Il predestinato è un film sui supereroi prima che i film sui supereroi diventassero il genere dominante, e li racconta calandoli nel quotidiano più grigio: un uomo comune, di nuovo Bruce Willis, scopre di essere l'unico sopravvissuto illeso a un disastro ferroviario, e un misterioso Samuel L. Jackson lo aiuta a capire cosa questo significhi. È un film lento, malinconico, tutto giocato sulla presa di coscienza, che all'uscita spiazzò chi si aspettava un altro Il sesto senso. Col tempo Unbreakable - Il predestinato è diventato uno dei suoi titoli più amati, tanto da generare due sequel a distanza di anni.
Signs
Signs

Signs

2002

Con Signs, Shyamalan viene incoronato negli Stati Uniti come il nuovo maestro del thriller metafisico. Mel Gibson interpreta un ex pastore che ha perso la fede dopo la morte della moglie e che si ritrova ad affrontare un'invasione aliena nella sua fattoria, tra i cerchi nel grano. Il film è un'ottima prova di regia della tensione, con spaventi costruiti sul non mostrato più che sull'effetto speciale, anche se il finale, tutto imperniato sul tema della fede e del disegno divino, ha diviso il pubblico. Signs funziona meglio come dramma familiare sul dolore che come film di fantascienza, e la scena della cantina resta un piccolo saggio di come si crea la paura con pochi elementi.
The Village
The Village

The Village

2004

Qui comincia la fase più discussa della carriera del regista. The Village racconta di una comunità isolata dell'Ottocento che vive nel terrore di misteriose creature nascoste nei boschi circostanti, con cui esiste un patto di reciproca non intrusione. Con Joaquin Phoenix e una giovane Bryce Dallas Howard, il film ha un'atmosfera magnifica e un'idea di fondo affascinante, ma il colpo di scena finale, stavolta, fu accolto con freddezza da molti, che lo trovarono forzato. Rivalutato negli anni come metafora politica sulla paura costruita ad arte per controllare le persone, The Village è più intelligente di come venne trattato all'epoca, anche se resta un gradino sotto i vertici del regista.
Il primo vero passo falso è, allo stesso tempo, uno dei suoi film più personali e sfortunati. Lady in the Water nasce da una favola della buonanotte che Shyamalan raccontava ai figli, e mette il custode di un condominio, un ottimo Paul Giamatti, di fronte a una creatura acquatica uscita da un mito, che deve aiutare a tornare nel suo mondo. È un film sull'importanza delle storie e sul destino, ma la costruzione è confusa e autoindulgente, con lo stesso regista che si ritaglia un ruolo di scrittore predestinato a cambiare il mondo, scelta che gli attirò molte critiche. Lady in the Water ha i suoi difensori, ma è il momento in cui l'ambizione di Shyamalan supera la sua capacità di controllarla.
Qui siamo forse al punto più basso della sua parabola discendente, insieme a quello che verrà dopo. E venne il giorno parte da una premessa inquietante: una misteriosa tossina si diffonde nell'aria e spinge chiunque la respiri a togliersi la vita, e un insegnante interpretato da Mark Wahlberg fugge con la moglie e una bambina cercando di sopravvivere. L'idea è potente e certe immagini restano impresse, ma il film si perde presto, tra dialoghi legnosi e una tensione che non decolla mai davvero. E venne il giorno voleva essere un horror ecologico sul pianeta che si ribella, e resta uno degli esempi più citati di come una buona premessa non basti a fare un buon film.

Il che quasi affossò la sua carriera. L'ultimo dominatore dell'aria è l'adattamento in live action dell'amatissima serie animata Avatar, e fu stroncato praticamente da tutti, fan compresi, per la recitazione legnosa, gli effetti sprecati e una regia che sembrava aver smarrito ogni ispirazione. Le accuse di whitewashing sul casting non aiutarono. È un film senza gioia, incapace di catturare la magia del materiale di partenza, e Shyamalan stesso ne è uscito ammaccato. L'ultimo dominatore dell'aria resta la macchia più grossa della sua filmografia, il titolo che perfino i suoi ammiratori faticano a difendere.
L'ultimo titolo, quasi il fondo del barile, prima della rinascita. After Earth è un film di fantascienza pensato come veicolo per Will Smith e il figlio Jaden, che interpretano padre e figlio precipitati su una Terra ormai ostile e abbandonata dall'umanità. Il progetto nacque da un'idea dello stesso Smith, e Shyamalan fu chiamato quasi come regista a contratto, e si vede: è il suo film meno personale, freddo e privo di quella scintilla che anche nei lavori peggiori di solito si intravede. Fu un flop di critica e pubblico, e per un attimo sembrò la fine. After Earth è il titolo in cui il nome di Shyamalan pesava così poco che la Sony lo tenne quasi nascosto nel marketing.

Informazioni su questa lista

Titoli

16

Costo totale di visione

53,86 €

Durata totale

27h 52min

Generi

Thriller e Mistero, Drammatico, Orrore

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  1. 2 titoliDisney Plus
  2. 2 titoliNow TV
  3. 1 titoloNetflix
  4. 1 titoloSky Go
  5. 1 titoloParamount Plus