Ti è piaciuto "Obsession"? Ecco 10 thriller e horror psicologici sul controllo

Ti è piaciuto "Obsession"? Ecco 10 thriller e horror psicologici sul controllo

Pubblicato il02 luglio 2026

Aggiornato il02 luglio 2026

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Magari non sarà capitato a tutti, ma siamo sicuri che almeno a qualcuno di voi che in questo momento sta leggendo ha provato la speranza che il suo sentimento d’amore verso qualcuno potesse essere ricambiato. Sembra qualcosa di scontato, ma in realtà non è così. Qualcuno che ci è sempre stato amico, magari il/la best friend di sempre, ma che per noi è sempre stato qualcosa in più. Però, quanta paura fa dichiararsi? E se poi dovesse svanire tutti? E se poi non dovessimo essere ricambiati? Tuttavia, fa anche malissimo vedere la persona che si ama accanto a qualcun’altro. Cosa fare in questi casi? A volte, ingenuamente, ci si affida a un desiderio. In fondo, è solo uno sciocco desiderio, no?Questo lo pensava anche Bear, il protagonista di Obsession (2026), da sempre innamorato della sua migliore amica e collega Nikki, ma non ha mai trovato il coraggio per confessarsi, per questo si affida a un piccolo “trick”, un bastoncino che promette di realizzare qualsiasi desiderio. Si, ma a quale prezzo?

Curry Barker mette in scena un horror geniale, claustrofobico e ricco di spunti attuali, dove l’oggetto del desiderio di qualcuno viene completamente annullato, smontato della propria identità, asservito unicamente all’altro. Se quello di Bear ci appare un desiderio sciocco e innocente, qualcosa anche di comune, in realtà è la metafora di molti rapporti che si consumano nell’ossessione e che portano una persona a distruggerne un’altra affinché gli sia totalmente devota. Amore non è possessione, e la possessione porta sempre a tragiche conseguenze in quella che, a tutti gli effetti, è una relazione tossica. 

Ma le relazioni tossiche possono avere più sfumature e il cinema ha rappresentato il controllo in molteplici modi, dall’annullamento di un’altra persona alla sua persecuzione, dal fargli completamente terra bruciata per vendetta o rancore al voler ingannare per un secondo fine, dalla manipolazione al travestimento dell’abuso in cura, e non è detto che di mezzo debba esserci necessariamente una relazione romantica o presunta tale; a volte si tratta anche di famiglia o di un fan eccessivamente accanito. 

Perciò se Obsession ti ha lasciato addosso quel disagio e il desiderio di approfondire ancora di più il sottobosco della rappresentazione del controllo nel cinema, allora ti consigliamo di recuperare questi film! 

Companion
Companion

Companion

2025

Iris e Josh partono per un weekend in una villa sul lago insieme ad altri amici. Ma quello che doveva essere un weekend idilliaco, ben presto porta a galla una verità sconvolgente: Iris è in realtà un’androide da compagnia, e Josh è il suo proprietario. Controlla il suo livello di intelligenza, il suo linguaggio, la sua capacità di provare rabbia, tutto da un'app sul telefono. La personalità di Iris è un menù di impostazioni che lui regola a piacere. 

Companion prende l'idea di un partner perfetto e la mostra per quello che è: una persona ridotta a oggetto programmabile, costruita per amare senza poter scegliere. La pellicola che ha il legame più diretto con Obsession, perché racconta cosa succede quando l'altro esiste solo in funzione del tuo desiderio. La svolta arriva quando Iris inizia a volere qualcosa per sé.

Fresh
Fresh

Fresh

2022

Noa è stanca degli appuntamenti via app, ma proprio quando si smette di cercare, ecco che incontra al supermercato, precisamente al reparto ortaggi, Steve. È spiritoso, gentile, fuori dagli schemi delle solite delusioni. Noa è talmente rapita da accettare un weekend fuori città con lui, ed è qui che Fresh cambia pelle. Così come non si accettano le caramelle dagli sconosciuti da bambini, bisognerebbe evitare di accettare weekend in baite isolate al primo appuntamento (o quasi). Steve la droga, la rinchiude e inizia a tagliarle pezzi di carni. Si, perché il “caro ragazzo così spiritoso”, in realtà gestisce un traffico di carne umana per ricchi facoltosi. 

La vera particolarità di questo film? Il primo atto è costruito come fosse una commedia romantica, proprio per far cadere lo spettatore nella stessa trappola di Noa, prima di trasformarlo in un thriller all’ultimo colpo di scena. Il controllo qui è sul corpo nel senso più letterale, ridotto a merce da macellare e servire.

La regista Mimi Cave rappresenta il rapporto tra predatore e preda con un'ironia fredda che rende tutto più disturbante. Resta la domanda su quanto sia facile abbassare la guardia davanti a qualcuno che sa dire le cose giuste.

Amy, donna brillante, moglie devota e musa ispiratrice di romanzi per l’infanzia, sparisce il giorno del suo anniversario, e tutti gli indizi puntano contro il marito Nick, il quale viene subito messo sotto l’occhio dei riflettori e alla gogna pubblica.

Tratto dal romanzo di Gillian Flynn, David Fincher costruisce la prima parte di Gone Girl – L’amore bugiardo come fosse un'indagine dove il colpevole sembra fin troppo lampante, per poi ribaltare il punto di vista e mostrare chi tiene davvero i fili. 

Amy ha messo in scena la propria scomparsa per incastrare Nick, manipolando prove, media e opinione pubblica con una precisione chirurgica. Il celebre monologo sulla cool girl smaschera l'idea della donna perfetta come una recita costruita a tavolino per accontentare un uomo. 

Qui il controllo passa per il racconto: Amy, stanca di aderire a quel ruolo che gli altri, a partire dai suoi genitori, le hanno appiccicato su, scrive la realtà degli altri costringendoli a sua volta a un ruolo che, però, conduce a diverse conseguenze il più delle volte non piacevoli.

Cecilia scappa nel cuore della notte dal compagno Adrian, un uomo ricco e violento che controllava ogni suo movimento. Poco dopo arriva la notizia del suo suicidio, e con essa una sensazione di libertà. Tuttavia attorno a Cecilia, nel momento stesso in cui può finalmente riprendere in mano la sua vita e indipendenza, cominciano a verificarsi degli eventi strani. Si sente sempre più perseguitata, in trappola, ma è come se nessuno vedesse, tanto da farla apparire agli occhi degli altri paranoica. 

Con L’uomo invisibile Leigh Whannell prende uno dei mostri sacri dell’Universal e rende letterale quel controllo coercitivo tipico di questa “creatura”: l'aguzzino che cancella la realtà della vittima agli occhi di tutti, presente anche quando sembra assente. In poche parole? Stalking. Forse il miglior retelling – soprattutto rispetto a tutti gli altri esperimenti che hanno visto la Universal provare a svecchiare, senza successo, i suoi personaggi degli anni ‘30 e ‘40 –  di un mostro iconico in chiave contemporanea. Tra l’altro, a differenza di tutte le altre trasposizioni sull’uomo invisibile dove a essere protagonista è sempre lui, qui il punto di vista è proprio della vittima. 

Run
Run

Run

2020

Chloe è una ragazza con diverse disabilità, cresciuta in isolamento dalla madre Diane, che si occupa di ogni aspetto della sua vita. La loro casa sembra un nido di cure e dedizione, finché Chloe non inizia a notare delle incongruenze nelle medicine che prende ogni giorno. In questo thriller via via sempre più angosciante e claustrofobico, Aneesh Chaganty rivela poco a poco la verità: Diane somministra alla figlia farmaci che la tengono malata e dipendente, in una forma di sindrome di Münchhausen per procura. 

In Run il controllo qui indossa la maschera dell'amore materno, e il corpo della figlia diventa un territorio da amministrare, ricordando drammaticamente la storia di Gypsy Rose che per anni, a causa della madre, ha creduto di essere gravemente malata di patologie sempre più debilitanti che hanno completamente stravolto la sua vita fino alla presa di coscienza che ha portata la ragazza a ribellarsi contro la madre nel più tragico dei modi.

Se parliamo di ossessioni pericolose è impossibile non citare Misery non deve morire, uno dei più grandi film del compianto Rob Reiner, basato sul bellissimo romanzo di Stephen King. 

Lo scrittore Paul Sheldon ha un incidente d'auto in mezzo a una tempesta di neve e viene salvato da Annie Wilkes, un'infermiera che si presenta come la sua più grande ammiratrice. La gratitudine, purtroppo per Paul, dura poco. Annie lo tiene prigioniero in casa propria e, quando scopre che lo scrittore ha ucciso il personaggio dei suoi romanzi preferiti, lo costringe a riscrivere il libro come vuole lei. Rob Reiner trasforma il rapporto tra fan e autore in una prigionia, dove l'ossessione pretende di possedere non solo la persona ma anche la sua opera. E, diciamocelo pure, molti fandom al giorno d’oggi presentano quelle stesse sfumature di follia, costringendo autori e autrici a riscrivere o cancellare le proprie opere per tutelarsi il più possibile da minacce e pressioni.

Audition
Audition

Audition

2000

Con Audition ci troviamo di fronte al film più feroce e disturbante della lista, ma la cosa non dovrebbe troppo sorprendervi se siete avvezzi al cinema del maestro Takashi Miike. 

Aoyama è un vedovo che, sotto consiglio del figlio, vuole risposarsi perciò accetta un piano discutibile da parte di un suo amico produttore, ovvero scegliere la propria donna ideale attraverso il falso provino per un film. Qui conosce Asami, una ragazza schiva e all'apparenza perfetta, ma ben presto Aoyama si rende conto di aver proiettato sulla ragazza un ideale molto lontano da lei. 

Takashi Miike lascia scorrere la prima parte come un dramma sentimentale, prima di rivelare cosa si nasconde dietro quella figura modellata sulle aspettative dell'uomo. Audition punisce la fantasia di una donna controllabile, e lo fa con uno dei personaggi femminili più affilati e spietati del cinema, smontando completamente l’idea che si possa selezionare un'altra persona come se si stesse scegliendo un oggetto. Ovviamente lo fa con il suo stile disturbante e torbido, lasciando emergere il lato più marcio e perverso dell’essere umano.

Reynolds Woodcock è un sarto d'alta moda che controlla ogni dettaglio della propria esistenza, dalle mansioni in atelier al silenzio durante la colazione. Quando incontra Alma e la rende sua musa e amante, la inserisce nel suo sistema di regole. Alma però non accetta di restare un elemento dell'arredamento, soprattutto perché comprende quanto sia facile perdere a sua volta l’interesse su Reynolds. 

Con Il filo nascosto Paul Thomas Anderson racconta un controllo negoziato e reciproco, in cui lei trova un modo per ribaltare gli equilibri e rendere l’uomo amato dipendente da lei e dalle sue cure, e a sua volta Reynolds sempre attratto e desideroso della presenza di Alma nella sua vita. 

Una pellicola dal sottotesto sottile sul controllo proprio perché non viene rappresentato come un abuso unilaterale, ma un patto strano tra due persone che scelgono di legarsi in un modo poco convenzionale. Il risultato è una dinamica tenera e malata allo stesso tempo, dove non è chiaro chi domini chi. E in fondo non è neanche così importante.

Chris accompagna la fidanzata Rose a conoscere la sua famiglia in una tenuta isolata. L'accoglienza è cordiale fino all'eccesso, eppure qualcosa nei domestici e negli ospiti non torna, tanto da rendere Chris sospettoso e diffidente fino al punto di scoprire cosa non vada tanto nella famiglia di Rose quanto nell’intero vicinato.

In Scappa - Get Out, il film di Jordan Peele che ha dato un nuovo volto al cinema d’autore horror e mainstream, il controllo è appropriazione letterale e culturale del corpo altrui, mentre la relazione amorosa è solo l'esca per ottenerlo. Il film lega il discorso sul possesso a quello razziale in maniera intelligente, brillante e satirica, mostrando come la cancellazione di una persona possa passare anche attraverso l’ospitalità. In sostanza un più articolato “non sono razzista, ma…”. 

Alice vive con il marito Jack in Victory, una comunità degli anni Cinquanta dall'aria perfetta, fatta di case ordinate, cene eleganti, mogli impeccabili e mariti che ogni mattina vanno a lavorare a un progetto segreto. Per Alice sembra di vivere un sogno, sebbene di tanto in tanto è come se la realtà attorno a lei si crepasse, come se ciò che sta vivendo fosse realmente un sogno o un incubo. Tuttavia quando comincia a indagare sull’impeccabile vita domestica, comprende come tutto non sia altro che una simulazione in cui Jack, assieme alla maggior parte degli altri mariti, ha intrappolato la coscienza della moglie senza il suo consenso per averla docile e presente, in quanto stanco di quanto Alice, nella realtà, fosse presa dal suo lavoro. 

Il controllo qui prende la forma di un mondo costruito su misura, che è una gabbia travestita da paradiso. Un paradiso che dovrebbe essere la dimensione ideale di coppia, ma che assume i contorni della fantasia di un’unica persona. In questo senso Don’t Worry Darling dialoga in modo diretto con Companion e con Obsession, perché parte sempre dal medesimo desiderio di avere accanto una persona che ami senza poter scegliere.

Informazioni su questa lista

Titoli

10

Costo totale di visione

25,95 €

Durata totale

19h 12min

Generi

Thriller e Mistero, Drammatico, Orrore

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Ci sono 10 titoli in questa lista e 4 di questi li puoi guardare su Now TV. Anche altri 6 servizi di streaming hanno titoli disponibili oggi.

  1. 4 titoliNow TV
  2. 3 titoliSky Go
  3. 1 titoloDisney Plus
  4. 1 titoloNetflix
  5. 1 titoloTimvision