
Questo è il film dimenticato con Denzel Washington che dovete guardare a tutti i costi dopo “Spider-Man: Brand New Day”
Siete rimasti entusiasti da Spider-Man: Brand New Day (2026)? Allora è il momento di parlare di un film che potrebbe fare al caso vostro. Se state pensando a Spider-Man 2 (2004) o a un cinecomic, è necessario mettere le mani avanti: siete infatti sulla strada sbagliata. Stiamo parlando di un film dimenticato, uscito verso la fine degli anni Novanta. È un thriller che è stato ampiamente sottovalutato, con un grande protagonista. Un attore noto per pellicole come Training Day (2001), Man on Fire: Il fuoco della vendetta (2004). Il suo nome è Denzel Washington.
Cosa accomuna, però, un thriller con il quarto capitolo da solista dello Spider-Man di Tom Holland? L’approccio al cattivo della storia. Un approccio decisamente differente dalla maggior parte dei film della Marvel, in cui l’eroe, invece di affrontare un cattivo in carne ed ossa, si ritrova ad affrontare un nemico invisibile, che trasforma delle persone comuni in complici involontari. Senza entrare in ulteriori dettagli per pericolo spoiler, per quanto concerne la trama di Spider-Man: Brand New Day, il concetto principale è che il protagonista si ritrova a ripensare la strategia da applicare contro il suo avversario, trattandosi di una figura che manipola il prossimo. Sì, perché il rischio principale sarebbe infatti quello di ferire, o persino uccidere, qualcuno che “non è nel pieno delle sue azioni”, anche se sta recando del male al prossimo.
Non stiamo parlando, ovviamente, de Il collezionista di ossa (1999), tratto dall’omonimo romanzo di Jeffrey Deaver. Il film in questione è Il tocco del male (1998), diretto da Gregory Hoblit. La trama di questo thriller soprannaturale, in cui Washington indossa i panni di un detective della Omicidi di Philadelphia, John Hobbes, è costruita infatti attorno alla medesima premessa di quella della pellicola di Daniel Destin Cretton: un avversario capace di spostarsi da un corpo a un altro, trasformando persone apparentemente innocue in pericolosi assassini.
Stessa premessa, storia diversa (qui spoiler su “Brand New Day”)

John Hobbes (Denzel Washington) è un detective della squadra omicidi, che riesce ad arrestare un pericoloso serial killer, Reese (Elias Koteas). Dopo la sua esecuzione, tutto sembra procedere per il meglio. Ma l’inizio di una nuova scia di delitti, che presenta molte analogie con il modus operandi del defunto assassino, getta alcune ombre sul vecchio caso: si tratta di un copycat o potrebbe essere coinvolto un poliziotto corrotto? È lo stesso Hobbes a finire infatti sulla lista dei sospettati. Entra così in contatto con Gretta, docente e figlia di un ex detective, morto anni prima, scoprendo una verità sconvolgente: l’assassino che cerca è in realtà un demone, Azazel, da secoli capace di trasferirsi da una persona all’altra mediante il semplice tocco. Lo stesso che si era impossessato di Reese. Per quanto possa sembrare impossibile, Hobbes è determinato a inchiodarlo. Costi quel che costi.
Una volta appurate le abilità di Azazel, il detective si rende infatti conto che non può mettere in pratica le consuete abitudini investigative. Non si può arrestare semplicemente un sospettato perché il vero assassino può impossessarsi di qualcun altro. Non è la stessa dinamica che si trova ad affrontare Peter Parker in Spider-Man: Brand New Day? Avviso, ora entriamo in terreno spoiler, dunque chi non ancora avesse visto il film con Holland è pregato di non proseguire nella lettura.
Come avrete visto, a Spider-Man non bastava semplicemente trovare Jean Grey, in quanto lei poteva già controllare qualcun altro. Dunque, non assistiamo mai a uno scontro diretto tra eroe e nemico, ma sperimentiamo un costante disorientamento del primo, costretto a capire in quale corpo potesse essersi annidato il proprio avversario.
Spider-Man: Brand New Day e Il tocco del male ci offrono così una riflessione su un cattivo capace di trasmigrare da un corpo all’altro. Ma soprattutto sulla paranoia vissuta dal protagonista, che si ritrova a fronteggiare un avversario, il cui volto cambia costantemente. Un nemico che nessuno può vedere, inafferrabile nel senso letterale. Uno scenario in cui persino un amico potrebbe rivelarsi una minaccia. Il risultato? Un profondo senso di impotenza in chi lo combatte.
Chiaramente, le storie prendono due pieghe differenti. Costretto a confrontarsi con i cambiamenti del proprio corpo, Spider-Man cerca di proteggere le persone coinvolte, ma soprattutto scoprire la verità dietro al dramma di Jean, intenzionata a ritrovare la sorella, rapita dall’organizzazione. Insomma, non si confronta con un vero e proprio cattivo, soprattutto se paragonato ad Azazel.
Prima sottovalutato, oggi piccolo cult
Negli anni Novanta il thriller ha raggiunto dei vertici importanti. Un decennio d’oro, se pensiamo a titoli come Il silenzio degli innocenti (1991), Seven (1995), I soliti sospetti (1995), ma anche Schegge di paura (1996). Proprio quest’ultimo condivide lo stesso regista de Il tocco del male, Gregory Hoblit.
All’epoca dell’uscita, però, il thriller soprannaturale con Washington non incontrò grande fortuna al botteghino. Probabilmente è stato oscurato da una concorrenza spietata o non è stato pienamente capito per il suo tono. Forse entrambi, chissà. Quel che è certo è che il tempo lo ha aiutato, rendendolo di fatto un cult, che pian piano è stato riscoperto da intere generazioni di spettatori. Proprio l’uscita del quarto capitolo di Spider-Man gli sta offrendo una nuova occasione per far parlare di sé.
Ancora oggi rimane, però, una delle interpretazioni più sottovalutate dell’attore due volte premio Oscar. È affascinante, quanto angosciante, la discesa agli inferi compiuta dal suo detective Hobbes, che si ritrova alle prese con un caso che lo porta a riscrivere ogni certezza del mestiere. Non è tanto la storia poliziesca quanto il suo aspetto psicologico a essere degni di nota. Washington ci fa trasudare la disperata ossessione per la ricerca della verità del personaggio, nel frattempo vittima di una paranoia costante, sempre più isolato perché arriva a temere le stesse persone che sono al suo fianco.
Adesso sta a voi recuperare Il tocco del male. Pur essendo un genere diverso da Spider-Man: Brand New Day, entrambi i film chiedono ai loro eroi di risolvere lo stesso problema. Li mettono di fronte agli avversari più insidiosi di sempre, che finiscono per minare la loro intera esistenza. Ma soprattutto li costringono a riscrivere le proprie strategie. Non si tratta più, infatti, di scovare e fermare il nemico. Bisogna soprattutto capire chi sia davvero prima che ci annienti da dentro.













