
Come è finito "The Walking Dead" e come potrebbe continuare il reboot
Per undici stagioni e oltre un decennio, The Walking Dead (2010) è stata una delle serie più viste al mondo, il fenomeno che ha portato gli zombie dalla nicchia degli appassionati al centro della cultura pop. Poi, nel novembre del 2022, è calato il sipario. A quasi quattro anni di distanza, il franchise torna a far parlare di sé per via di un accordo miliardario con Netflix, e in molti si chiedono se questo significhi nuove puntate della storia principale.
Vale la pena rimettere in ordine le cose, per chi non ricorda come si è chiusa la serie o l'aveva abbandonata per strada, e capire da dove il racconto potrebbe eventualmente ripartire.
Cosa prevede davvero l'accordo con Netflix

Partiamo da qui, perché è la fonte di parecchia confusione. Il 30 luglio 2026 Netflix e AMC hanno annunciato un accordo da 500 milioni di dollari per cinque anni, e la parola "reboot" ha cominciato a circolare tra i fan. In realtà si tratta di un patto di licenza per lo streaming, non della commissione di nuovi episodi. Netflix ha acquisito i diritti per trasmettere l'intero universo di The Walking Dead, cioè i 371 episodi della serie madre e dei suoi sei spin-off, espandendo la disponibilità a nuovi territori tra cui l'Italia, il Regno Unito, l'Australia e la Nuova Zelanda a partire dal 2027. L'accordo è co-esclusivo, il che significa che le stesse serie andranno anche su AMC+. Non c'è quindi, al momento, alcun reboot ufficiale della storia principale in produzione. Quello che c'è è un franchise vivo, che continua attraverso gli spin-off e che potrebbe ancora riservare sorprese, come vedremo.
Come si era chiusa la serie originale
L'ultimo episodio, intitolato Riposa in Pace, andò in onda il 20 novembre 2022 e chiuse i conti con il Commonwealth, l'ultima grande comunità incontrata dai protagonisti. Sotto la superficie ordinata di quella città si nascondeva un regime classista guidato dalla governatrice Pamela Milton, e nel finale ogni cosa precipita: un'orda di non-morti irrompe tra le mura, il popolo si ribella all'élite asserragliata negli Estates, e i sopravvissuti combattono la loro ultima battaglia per salvare la città e il proprio futuro.
Non tutti ce la fanno. Rosita, dopo essere riuscita a mettere in salvo la figlia, viene morsa e muore circondata dagli amici, in una delle scene più commoventi dell'intera serie. Judith, la figlia di Rick e Michonne, viene ferita da un proiettile, ma sopravvive grazie a una trasfusione di sangue fatta al volo da Daryl. Superato lo scontro, il Commonwealth viene liberato dal regime dei Milton e i protagonisti possono finalmente costruire un futuro stabile.
Il salto temporale e l'addio dei protagonisti
L'episodio compie poi un salto in avanti di un anno, e mostra le comunità rifiorite. È qui che la serie saluta i suoi personaggi. Daryl, interpretato da Norman Reedus, decide di partire da solo, affidando i figli di Rick alle cure di Carol ed Ezekiel, con la missione di ritrovare Rick e Michonne e riportarli a casa. Ed è proprio con i due volti storici della serie che il finale gioca la sua carta emotiva più forte.
Rick Grimes, interpretato da Andrew Lincoln, e Michonne, interpretata da Danai Gurira, erano usciti di scena stagioni prima, ma ricompaiono negli ultimi minuti. Li vediamo separati, ciascuno impegnato a cercare l'altro e a scrivere lettere ai propri cari, in un montaggio incrociato che promette che le loro storie non sono finite. L'ultima battuta della serie va a Judith, che pronuncia ad alta voce il motto di famiglia: siamo noi quelli che vivono. Una frase che, non a caso, sarebbe diventata il titolo di uno degli spin-off.
Gli spin-off che hanno già raccolto il testimone

Il finale del 2022 non era una vera conclusione, ma una porta lasciata aperta, e negli anni successivi il franchise l'ha attraversata con una serie di spin-off che hanno ripreso i fili sospesi. The Walking Dead: The Ones Who Live (2024), andato in onda nel 2024, ha finalmente riunito Rick e Michonne, chiudendo la loro storia d'amore rimasta in bilico. The Walking Dead: Daryl Dixon (2023) ha spedito il personaggio di Reedus in Francia, sulle tracce delle origini del contagio, mentre The Walking Dead: Dead City (2023) segue Maggie e Negan in una Manhattan trasformata in trappola per non-morti. Sono queste tre serie, insieme alla capostipite Fear the Walking Dead (2015), ad aver tenuto vivo l'universo dopo la fine della serie madre.
Proprio da qui arriva il primo indizio su dove potrebbero ripartire nuove storie. Daryl Dixon (2023) è previsto in chiusura con la sua quarta stagione, e circolano da tempo voci su un grande evento che riunisca i personaggi delle varie serie. Andrew Lincoln stesso ha dichiarato di essere in trattativa per tornare a vestire i panni di Rick Grimes, il che alimenta l'ipotesi di un capitolo che rimetta al centro il protagonista originale.
Dove potrebbe continuare la storia
Se un giorno arriveranno nuovi episodi della vicenda principale, e per ora resta un'ipotesi, i punti di partenza non mancano. Il più evidente è la Repubblica Civica e il suo esercito, la misteriosa organizzazione militare che ha "reclutato" Rick per anni e che The Ones Who Live ha esplorato solo in parte. Restano in piedi molte domande sul suo progetto e sul suo controllo di intere città, materia sufficiente per una nuova serie.
C'è poi la fonte a cui la serie ha sempre attinto, cioè i fumetti di Robert Kirkman da cui tutto è nato. La serie tv aveva già preso una strada diversa rispetto alle vignette, ma il fumetto contiene archi narrativi mai adattati e un finale proprio, ambientato molti anni dopo, con un salto generazionale che mostra un mondo in cui l'umanità ha ripreso a organizzarsi e i non-morti sono diventati quasi un ricordo. È un materiale che un eventuale nuovo capitolo potrebbe saccheggiare, magari concentrandosi sulla generazione cresciuta dopo l'apocalisse, un'idea che la serie World Beyond (2020) aveva solo sfiorato.
L'universo di The Walking Dead, insomma, non ha ancora detto tutto. L'accordo con Netflix non porta con sé nuove puntate, ma allarga enormemente il pubblico potenziale del franchise proprio mentre gli spin-off si avviano verso le loro conclusioni. Se c'è una cosa che questa saga ha dimostrato in quindici anni, è che nel suo mondo la fine di una storia è quasi sempre l'inizio di un'altra.



























