
7 scene controverse dei fumetti di "The Boys" che la serie non ti ha mostrato
The Boys (2019) rimarrà nella storia delle serie TV per svariati motivi. L’aver ravvivato il genere supereroistico dopo anni di fatica generale del pubblico è uno di questi. Averlo fatto criticando, allo stesso tempo, il mondo dei supereroi è un altro risultato storico non di poco conto. Se a ciò aggiungiamo una satira politica provocatoria e iconoclasta che non scade nel moralismo acchiappa like, ci manca poco che si gridi al miracolo.
L’opera di Eric Kripke, però, si è guadagnata fin da subito anche una reputazione famigerata, alimentata puntata dopo puntata dalle enormi dosi di scorrettezza. Dalla violenza estremamente gore che strapperebbe un sorriso a Takashi Miike, passando per le linee di dialogo impregnate di turpiloqui di qualsiasi tipo, fino ai contenuti più sessualmente espliciti, The Boys (2019) ha spinto sull'acceleratore della controversia.
Per chi ha letto l’omonimo fumetto tratto dalle penne di Garth Ennis e Darick Robertson, tutto questo non è niente di nuovo. Anzi, sono sicuro che qualche oltranzista del comic book oserebbe dire che, tutto sommato, The Boys (2019) non è una rappresentazione fedele dell’opera originale. Qui sotto trovate sette scene tratte dal fumetto che dimostreranno quanto il team di The Boys (2019) si sia trattenuto quando si trattava di portare sullo schermo la follia totale.
1. Il criceto di Blarney Cock
Blarney Cock è uno dei personaggi più bizzarri e ripugnanti del mondo di Ennis e Robertson. Il suo livello di marciume è talmente alto che Blarney non compare neanche in The Boys (2019). Certo, se ciò fosse successo, l’uomo non avrebbe fatto brutta figura al fianco degli altri personaggi. Basta dare un’occhiata al suo curriculum, che passa dal semplice furto ad azioni tipiche di The Boys (2019): tentato omicidio e zoofilia. Forse, la vera ragione per la quale non c’è traccia di Blarney nella versione seriale del fumetto sono le bizzarre circostanze della sua morte. Dopo essere stato ucciso da Hughie, l'animale domestico di Blarney fa la sua comparsa, uscendo dalla, se così possiamo chiamarla, “casa” che lo ospitava: il deretano del padrone.
2. Il “benvenuto” a Starlight
Dopo esserci lasciati alle spalle un criceto nel retto come introduzione, passiamo adesso a una scena controversa nella quale la bizzarria lascia il posto all’orrore totale. Il gusto per il trash alla John Waters potrebbe avervi fatto sorridere con l’aneddoto precedente, ma qui le risa diventano silenzio tombale. Tutti abbiamo visto come Abisso abbia dato il “benvenuto” a Starlight nel primo episodio in assoluto della serie. Eppure, The Boys (2019) ha solo scalfito la superficie, perché nel fumetto a dare il “benvenuto” a Starlight sono in tre: Black Noir, A-Train e Patriota. Se il ribrezzo era già ben radicato in noi dopo la scena con Abisso, ma potete immaginarvi cosa sarebbe potuto accadere se la serie fosse stata più fedele alla carta stampata.
3. Black Noir è un clone di Patriota
Come per Blarney, qui siamo di fronte a un fatto controverso che non appare nella serie TV. Come avrete già capito dal titolo del paragrafo, Ennis e Robertson avevano concepito Black Noir come un clone di Patriota creato dalla Vought. La scelta di omettere questo arco narrativo è servita sul piccolo schermo per rendere Patriota il villain numero uno della serie. Ed è qui che il lato controverso si fa sentire ancora di più. Nel fumetto, Black Noir impersona Patriota e commette atti atroci per macchiarne la figura e facilitare il suo compito originario, eliminare Patriota e prenderne il posto. Se Kripke avesse optato per una maggiore devozione al fumetto, il conteggio dei morti visti sullo schermo sarebbe potuto aumentare ancora di più.
4. L’ingrediente segreto di una pizza speciale
L’elevato livello splatter di The Boys (2019) è indubbio. Alla mente ritorna l’episodio 7 della stagione 2, con la famosa sequenza delle teste esplose che potrebbe rivaleggiare quella di Scanners (1981). Oppure la macellazione di Robin da parte di uno sbadato A-Train nell’esordio della serie. Tuttavia, l’esposizione di sangue, budella e ossa ha sempre un limite. Nel caso di The Boys (2019), questo limite si trova all’interno di un cartone per la pizza. Se il ventunesimo secolo ci ha abituato a pizze gourmet e a calzoni destrutturati, è la volta buona che Ennis e Robertson ci faranno andare di traverso il nostro cibo preferito. Questo succede quando, una volta aperto il cartone, ci si trova di fronte a una pizza con un ingrediente segreto: una faccia umana scuoiata dal suo cranio. Un altro martedì qualunque per Butcher.
5. La vera fine della moglie di Butcher
Più vengono a galla eventi relativi alla condotta di Black Noir e più si comprende perché Kripke abbia deciso di “ammorbidire” la sua immagine. Avrebbe di sicuro rubato la scena a Patriota. Se è quest’ultimo ad aver abusato della moglie di Butcher nella serie TV, la realtà sulla carta stampata è ben più crudele e controversa. Il vero artefice della violenza che ha creato un figlio dentro Becky è infatti Noir. Non solo, la donna perde la vita a ridosso dei giorni previsti per il parto a causa del feto stesso, che la sventra dall’interno. Anche se l’immagine potrebbe già essere abbastanza, la reputazione del fumetto è tale per molte buone ragioni. Infatti, una volta all’esterno, il feto incontra il suo destino, ovvero molteplici lampadate da parte di Butcher.
6. La “mano di velluto” di Frenchie
In The Boys (2019) ci viene ricordato quasi ogni secondo che non esistono personaggi buoni. Chiunque, prima o poi, si è macchiato di nefandezze o, più semplicemente, ha dato prova di una capacità esemplare nell’uso della violenza brutale. Frenchie non è da meno e il fumetto ci dà un’idea molto nitida della sua potenza distruttiva. Se c’è una sequenza che non poteva essere traslata sul piccolo schermo è quella di un suo attacco mortale contro un gruppo di antagonisti. Le teste mozzate ricompaiono, anche se questa volta sono correlate da un’arma lasciata come ricordo nella gola di uno dei malcapitati. E poi, come sempre, sangue e frattaglie umane a fiotte.
7. Le perverse origini dei G-Men
Questa lista non poteva che terminare con una delle scene più inquietanti, appositamente lasciata nel dimenticatoio dalla versione live-action. I G-Men ci hanno fatto ridere con la loro plateale presa in giro dei più famosi X-Men. Ma niente potrebbe prepararvi alla perversa origine di questo gruppo di super adolescenti. Il mastermind dietro la loro creazione è John Godolkin, la cui figura di apparente benefattore nasconde in realtà un secondo fine agghiacciante. L’uomo utilizza i G-Men come copertura, avendo creato questo gruppo per entrare in contatto con persone giovani e abusare di loro. Attraverso i soprusi e le violenze sessuali, Godolkin ha creato un’atmosfera da setta per mantenere il suo potere e continuare a fare i suoi sporchi comodi. Una scena del fumetto svela questo retroscena, ma The Boys (2019) non poteva assolutamente mostrarvela.









