
Quali film cercherebbero i personaggi di “The Boys” su JustWatch? Risponde il cast!
Ora che The Boys si è concluso con l'episodio finale "Blood and Bone", andato in onda il 20 maggio 2026 su Prime Video dopo cinque stagioni e quaranta episodi di supereroi corrotti, satira politica e una quantità di sangue difficile da calcolare, abbiamo chiesto ad alcuni membri del cast una domanda semplice: quale sarebbe il film preferito del tuo personaggio?
Le risposte raccontano tantissimo dei personaggi e degli attori che li hanno interpretati, e ognuna merita un approfondimento. Ecco i sei film scelti dal cast, con qualche riflessione sul perché funzionerebbero così bene per Butcher, Patriota e soci.
scelto da Karl Urban per Butcher
«Spice World, sure, 100%, because Butcher loves the Spice Girls». La risposta più immediata e più perfetta della lista. Karl Urban non ci ha pensato nemmeno un secondo, e ha ragione: Billy Butcher, il cockney violento e vendicativo che ha passato cinque stagioni a cercare di distruggere i supereroi, ha un debole dichiarato per le Spice Girls che la serie ha disseminato come Easter egg fin dalle prime stagioni (la suoneria del telefono, i riferimenti nelle conversazioni con Hughie). Spice World, il film del 1997 in cui le cinque cantanti interpretano versioni esagerate di sé stesse in una Londra surreale piena di camei (Roger Moore, Elton John, Bob Hoskins), è esattamente il tipo di guilty pleasure che Butcher consumerebbe da solo, di notte, sul divano, con una birra, negando tutto il giorno dopo ( o forse no, che gli importa). Il film è una commedia musicale senza pretese che funziona solo se ci si arrende al suo spirito, e l'idea che l'uomo più duro della serie lo ami segretamente è uno dei dettagli di scrittura più riusciti di The Boys.
scelto da Antony Starr per Patriota
Antony Starr ha colto l'essenza del suo personaggio in due frasi. Homelander (Patriota in italiano), il supereroe più potente del mondo, l'uomo che può distruggere una città con lo sguardo, si percepisce perennemente come una vittima. Nessuno lo ama abbastanza, nessuno lo capisce, il mondo gli deve qualcosa che non gli dà mai. È lo stesso meccanismo psicologico di Travis Bickle, il tassista reduce dal Vietnam interpretato da Robert De Niro nel capolavoro di Scorsese: un uomo solo, pieno di rabbia, convinto che la società lo abbia tradito, che trasforma il risentimento in violenza e la violenza in missione. Taxi Driver è il film perfetto per Homelander perché Bickle non si vede mai come il cattivo della storia, esattamente come Homelander non si vede mai come il tiranno capriccioso che è. Entrambi credono di essere gli eroi incompresi di un mondo ingrato, e questa cecità è ciò che li rende così pericolosi.
scelto da Erin Moriarty per Starlight
La scelta di Erin Moriarty racconta il personaggio di Starlight meglio di qualunque battuta della serie. Annie January è una donna che si ritrova dentro un'organizzazione mostruosa (la Vought), circondata da creature pericolose che si fingono colleghi, e deve sopravvivere usando l'intelligenza, il coraggio e la capacità di non fidarsi di nessuno. Ellen Ripley, nel film di Ridley Scott del 1979, è esattamente questo: una donna che non è lì per essere l'eroina (è un ufficiale di terzo grado sulla Nostromo, non il capitano), che si ritrova a combattere un mostro che nessuno aveva previsto, e che sopravvive perché è l'unica a prendere le decisioni giuste quando tutti gli altri cedono al panico o alla stupidità. In Alien Sigourney Weaver ha costruito con Ripley il modello di protagonista femminile d'azione che il cinema stava aspettando da decenni, e l'idea che Starlight la consideri un punto di riferimento è coerente con tutto quello che il personaggio fa nelle cinque stagioni.
scelto da Colby Minifie per Ashley Barrett
Ashley Barrett, la donna che nella serie passa da assistente terrorizzata a CEO di Vought a vicepresidente (e presidente) degli Stati Uniti, è un personaggio che sopravvive in un ambiente ostile facendo l'unica cosa che sa fare: adattarsi. L'idea che il suo personaggio guarderebbe Cast Away pensando "almeno io non sono sola su quell'isola" è perfetta: Ashley è una persona che misura la propria situazione non in termini assoluti ma relativi, e finché c'è qualcuno che sta peggio di lei, riesce a convincersi che va tutto bene. Tom Hanks che parla con un pallone da pallavolo su un'isola deserta è, per Ashley, una versione estrema della sua vita quotidiana alla Vought: isolamento totale, risorse limitate, e la necessità di “inventarsi” un interlocutore pur di non impazzire (chi ha visto la serie capirà).
scelto da Jensen Ackles per Soldatino
Soldierboy (Soldatino in italiano) è il supereroe più “tradizionale” nell'universo di The Boys, l'uomo che ha combattuto nella seconda guerra mondiale, in Corea e in Vietnam come arma vivente del governo degli Stati Uniti, e che è stato tradito, congelato e dimenticato per decenni. Jensen Ackles sceglie Apocalypse Now per il suo personaggio e la ragione è doppia: da un lato, Soldierboy si identificherebbe con la follia della guerra che Coppola racconta risalendo il fiume verso il colonnello Kurtz, perché lui quella follia l'ha vissuta in prima persona. Dall'altro, c'è qualcosa del colonnello Kurtz stesso (un uomo che ha visto troppo, che ha superato ogni limite morale, e che si è costruito un regno personale nella giungla) che somiglia a Soldierboy, un supereroe che il tempo ha trasformato in qualcosa di irriconoscibile rispetto all'eroe che il pubblico credeva di conoscere. Apocalypse Now è il film sulla guerra americana per eccellenza, e Soldierboy è il supereroe americano per eccellenza: la combinazione è inevitabile.
scelto da Jessie T. Usher per A-Train
A-Train è il supereroe più veloce del mondo, un uomo la cui intera identità è costruita sulla corsa, e che nel corso della serie perde i poteri, li riconquista, e deve fare i conti con il fatto che la velocità non basta a renderlo una persona migliore. Jessie T. Usher sceglie Race, il biopic del 2016 su Jesse Owens (interpretato da Stephan James) e sulla sua partecipazione alle Olimpiadi di Berlino del 1936, dove vinse quattro medaglie d'oro sfidando la propaganda nazista sulla supremazia ariana. La scelta è perfetta per A-Train non solo per l'ovvia connessione con la corsa e l'atletismo, ma perché Owens era un uomo nero che ha dovuto dimostrare il proprio valore in un mondo che non voleva riconoscerglielo, e A-Train nella serie attraversa un arco simile: un supereroe afroamericano che scopre che il sistema per cui lavora (la Vought) è costruito sullo sfruttamento e sul razzismo, e che deve decidere da che parte stare.

































