“The Boroughs”, i Duffer Brothers: “La serie? Ha molto in comune con Stranger Things. Ma con un gruppo di anziani sulle golf cart al posto delle bici”

“The Boroughs”, i Duffer Brothers: “La serie? Ha molto in comune con Stranger Things. Ma con un gruppo di anziani sulle golf cart al posto delle bici”

Manuela Santacatterina
Manuela Santacatterina

Pubblicato il 24 maggio 2026

Aggiornato il 24 maggio 2026

Gli abbiamo detto: 'Se mai avrete qualcosa, ci piacerebbe lavorare con voi'. Una settimana dopo ci hanno dato una breve sinossi, che poi è diventata The Boroughs. E a quel punto abbiamo risposto: 'Dobbiamo farlo'”. Ross Duffer racconta la genesi della nuova serie Netflix, disponibile dal 21 maggio, ideata da Jeffrey Addiss e Will Matthews che vede i creatori di Stranger Things (2016) nei panni di produttori esecutivi.

Era una versione molto embrionale dell'idea, ma coinvolgeva un gruppo di personaggi anziani che vivevano in una casa di riposo e dei mostri. Questo, neanche a dirlo, era pane per i nostri denti”, gli fa eco Matt Duffer. “Siamo tutti di Cocoon (1985) e ci chiedevamo come mai nessuno avesse mai fatto qualcosa del genere prima”.

Ambientato nel deserto del New Mexico, lo show prende il via a seguito dell'incontro mostruoso di un nuovo arrivato. L'evento inspiegabile e terrificante lo spinge ad unirsi a un gruppo eterogeneo di improbabili eroi che scoprono un oscuro segreto, dimostrando che i loro “anni d'oro” sono i più pericolosi e che loro stessi sono più formidabili di quanto chiunque potrebbe aspettarsi. A dare loro voce e corpo una serie di leggende del grande schermo: Alfred Molina, Geena Davis, Alfre Woodard, Clarke Peters, Denis O'Hare e Bill Pullman.

Un cast strepitoso...

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La scelta degli attori era un nodo centrale per la riuscita della serie. Per questo quando il cast ha preso forma con nomi di grande prestigio, per i due creatori è parso un sogno divenuto realtà.

Molti di loro sono persone che abbiamo idealizzato crescendo. Guardavamo i loro film e li amavamo. Solitamente quando lavori a un progetto hai delle fantasie che poi non si concretizzano”, spiega William Matthews. “E invece hanno accettato. Per noi è stato un brivido. Specie quando sei sul set e Geena Davis fa diventare belle le parole che hai scritto, Alfre e Fred creano la scena più triste e intima possibile o Denis rende Wally un personaggio totalmente credibile e amabile”.

Nel momento stesso in cui Will e Jeff ci hanno dato quella sinossi iniziale, una delle prime cose di cui abbiamo parlato è stata: 'Quanto sarebbe divertente fare il casting per questo show?'. E abbiamo iniziato subito a buttare giù dei nomi”, ricorda Ross Duffer. “E penso che in parte sia perché a così tanti attori di questa età, persino a delle leggende, non viene data l'opportunità di brillare come eroi d'azione. Spesso vengono scritturati come nonni o cose del genere. Così ci siamo detti: 'Diamo a questi incredibili attori una piattaforma per ricordare a tutti cosa sanno fare e farli conoscere a una generazione più giovane'”.

Hanno davvero legato e sono diventati una famiglia. Molto di ciò che si vede sullo schermo in termini di dinamica e dell'alchimia che hanno l'uno con l'altro è esattamente lo stesso che c'è nella vita reale”, prosegue Matt Duffer.

… e uno sforzo produttivo notevole

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Quello che salta subito agli occhi fin dalle primissime inquadrature di The Boroughs è l'attenzione messa in campo dalla produzione per ogni minimo dettaglio che regala alla serie un'atmosfera quanto più reale.“Penso che la gente, quando guarda questo show, dia per scontato che abbiamo trovato questi luoghi già così, che forse abbiamo modificato qualcosa o fatto solo un piccolo ritocco. In realtà è stato tutto costruito”, svela Matthews. “Lo abbiamo circondato di giganteschi blue screen in modo da poter estendere l'ambiente. Se si entrava in uno qualsiasi di quei negozi, si poteva accendere la macchina del caffè e mangiare veri cupcake”.

Abbiamo costruito tutti gli interni di quelle case su dei palcoscenici. Nulla è stato lasciato al caso. Era molto importante per noi. Volevamo che si potesse camminare, toccare e sentire ogni parte di quel mondo”, continua il co-creatore. “Parte del trucco con The Buroughs è che deve essere un posto in cui vorresti vivere, se non fosse per quel fastidioso problema del mostro”.

Uno dei motivi per cui siamo stati attratti da Jeff e Will inizialmente è stato l'incredibile lavoro di costruzione del mondo che hanno fatto su Dark Crystal – La resistenza (2019). Come scrittori, sappiamo che è una delle cose più difficili da fare, ma loro hanno dato vita a questo enorme mondo fantasy a cui credi completamente”, aggiunge Matt Duffer. “Quindi non ci siamo mai preoccupati del fatto che potessero realizzare The Boroughs, e lo hanno fatto in modo splendido”.

"The Boroughs" e i punti in contatto con "Stranger Things"

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Per chiunque sentisse la mancanza di Eleven, Will, Hopper e gli altri protagonisti di Stranger Things, The Boroughs è la serie perfetta. Tutto merito di un mix di elementi che fanno tornare alla mente le avventure della cittadina di Hawkins. “Ci sono sicuramente dei tratti comuni: c'è un gruppo di eroi e amici improbabili che combattono qualcosa di straordinario e soprannaturale più grande di loro”, riflette Matt Duffer. “Si trovano agli estremi opposti dello spettro per quanto riguarda l'età. Hanno le golf cart invece delle biciclette. Stranger Things era uno show sui bambini che non era fatto per i bambini. Così come The Boroughs è uno show sulle persone anziane che non è specificamente fatto per le persone anziane. L'idea è che piacerà a un vasto pubblico”.

E come Stranger Things: c'è molto cuore”, aggiunge Ross Duffer. “Ci si innamorerà di questi personaggi. C'è avventura, spavento, ma anche un senso di divertimento. Will e Jeff amano i nostri stessi film. The Boroughs condivide molto DNA con la nostra serie, ma va anche nella sua direzione e racconta la sua storia. Tematicamente, tocca temi che sono unici dell'invecchiare, mentre Stranger Things è decisamente una storia di formazione”.

Il punto di vista sull'oggi di "The Boroughs"

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Da I Goonies (1985) fino alla già citata Stranger Things, le storie di avventura e sci-fi vedono spesso al centro dell'azione dei giovani protagonisti. La serie di Jeffrey Addiss e Will Matthews ribalta completamente questo assioma. Questo porta a un diverso sguardo sul mondo e sul presente.

Tutti i nostri personaggi stanno cercando una possibilità di essere visti o ascoltati. Ci stiamo sforzando di mantenere la nostra autonomia”, spiega Alfred Molina che nella serie interpreta il burbero ingegnere Sam Cooper. “Il mio, ad esempio, ha bisogno di essere ascoltato perché vuole andarsene da lì e avere il controllo sul suo futuro. Questo bisogno di attenzioni penso sia una cosa enorme per le persone anziane. E quando la tua capacità di guadagnare o il tuo viaggio attraverso il mondo è limitato, improvvisamente non perdi solo i tuoi benefici materiali, ma la tua identità”.

Penso che The Buroughs sia un posto che vogliamo che tu voglia salvare”, afferma Jeffrey Addis. “Questa è una delle cose più difficili della struttura della casa stregata: perché non te ne vai e basta? Ed è una sensazione che, a volte, si respira in questo momento. 'Forse non vale la pena salvare il Paese. Forse non vale la pena salvare l'ambiente. Forse non vale la pena salvare questa relazione'. Voltiamo pagina e basta. Ma se rimani e combatti per The Boroughs, può essere un posto dove puoi passare il momento migliore della tua vita. E forse questo è vero anche per molte altre cose”.

La generazione protagonista è quella che, quando parliamo di cultura e politica sociale, probabilmente ha cambiato lo status quo più di ogni altra”, aggiunge Alfre Woodard, interprete della giornalista in pensione Judy Daniels. “Siamo quelli che hanno difeso i nostri documenti ispiratori cercando di onorare quanto c'era scritto e le cose che ci sono state insegnate. Come il fatto che tutte le persone siano create uguali agli occhi della legge e del cielo. E, ai nostri tempi, chi lo diceva veniva eliminato. Non sapevamo ancora che si potesse uccidere un presidente. Non conoscevamo Malcolm X, Martin Luther King, Medgar Evers e John e Bobby Kennedy”.

Non avevamo altra scelta che scendere in strada”, conclude l'attrice. “Quindi penso che la cosa davvero divertente, istruttiva e stimolante della serie sia che nella comunità dei pensionati nessuno dica: 'Non sappiamo cosa fare'. I Baby Boomer sellano i cavalli, si mettono insieme e vanno a fermare la minaccia. Un aspetto che penso coinvolgerà tutte le generazioni. Ed è un momento in cui tutti in giro per il mondo hanno bisogno di darsi da fare per il bene”.

In a seemingly perfect retirement community, a grieving newcomer's monstrous encounter inspires him to join a misfit crew of unlikely heroes who uncover a dark secret that proves their "golden years" are more dangerous, and they are more formidable, than anyone expects.

Informazioni su questa lista

Titoli

1

Costo totale di visione

13,99 €

Durata totale

6h 8min

Generi

Drammatico, Fantascienza, Fantasy

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