“Succederà questa notte”, Nanni Moretti: “Un film sui sentimenti per raccontare la complessità delle relazioni”

“Succederà questa notte”, Nanni Moretti: “Un film sui sentimenti per raccontare la complessità delle relazioni”

Pubblicato il07 settembre 2026

Aggiornato il07 settembre 2026

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“Io ti aspetto, tutto il tempo che vuoi. Ma succederà prima o poi?”. È da questa frase che ha la forza di una poesia che prende il via Succederà questa notte, l'ultimo film di Nanni Moretti presentato in Concorso alla Mostra del Cinema 2026. Un ritorno atteso 37 anni, quando nel 1989 il regista presentò - tra le polemiche - Palombella rossa alla Settimana della critica. “Ma non è vero che ce l'avevo con Venezia”, osserva. “Semplicemente, in questi trent’anni i miei film non erano mai pronti d’estate per essere proposti al Lido. Questa volta, invece, le circostanze produttive sono state diverse. Ho girato in autunno e mi è venuto naturale proporlo alla Mostra”.

Ambientata tra Roma, Torino, Spagna e India, la pellicola prende il via dalla raccolta di racconti Legami dello scrittore israeliano Eshkol Nevo. Lo stesso autore del libro da cui Moretti aveva tratto Tre piani (2021). I protagonisti sono Greta (Jasmine Trinca) e Matteo (Louis Garrel), due persone che si incontrano per caso e finiscono per rincorrersi per tutta la vita. Una storia sui legami familiari e sulla complessità delle relazioni vista attraverso il passare del tempo e l'evoluzione dei suoi personaggi.

Un'opera mossa dai sentimenti

succederà questa notte

Con il suo 15º film Moretti regala al pubblico un'opera che mette al centro l'amore in modo totalizzante, rappresentando una novità per il suo cinema. “Tanti anni fa avevo coniato una frase un po' scema: 'Vorrei fare sempre lo stesso film, possibilmente sempre più bello'”, ricorda il regista. “Ecco, con il passare del tempo ho capito che non voglio fare sempre lo stesso film e quindi questa volta abbiamo immaginato una storia d'amore piuttosto potente”.

Il tutto partendo dal testo di Nevo che ha rappresentato una bussola con la quale orientarsi, per poi dare vita a una sceneggiatura originale. “Leggendo i racconti di Eshkol Nevo quello che mi ha colpito subito è stata la precisione con cui sono descritte le relazioni e la profondità dei sentimenti. Sono storie che parlano di amori, incontri e abbandoni, ma anche di genitori e figli adulti e di tutti quei legami che ci accompagnano, in modo più o meno silenzioso, per tutta la vita”, spiega Moretti. “L’unità di temi e la carica emotiva che da lettore avevo percepito nei racconti mi hanno spinto a immaginare che se ne potesse trarre un film, costruire una trama unitaria”.

“Con le sceneggiatrici Federica Pontremoli e Valia Santella abbiamo iniziato a selezionare i racconti che ci avevano maggiormente colpito. Da alcuni abbiamo preso una relazione, da altri dei personaggi, ma in qualche caso abbiamo tenuto solo un’immagine. Oltre all’intensità dei sentimenti, nei racconti è molto forte il senso del tempo e delle occasioni”, continua Moretti.

“Da questo è nata la voglia di raccontare una storia d’amore, ma una storia d’amore in cui una donna e un uomo si incontrano sempre nel momento sbagliato. A guidare i personaggi c’è il desiderio di una nuova occasione, c’è la volontà di credere nel fatto che la vita ci offra sempre un’altra possibilità, che ci sia sempre un tempo in cui le cose possano ancora accadere. Che arrivi sempre il momento in cui succederà. Un film sui sentimenti e sul bisogno di nominarli: lasciare che si manifestino, ammettere senza riserve di volersi bene, dirsi senza pudore che ci si ama”.

Tra evoluzione e consapevolezza

nanni moretti

Una carriera iniziata nel 1976 proprio a Venezia con Io sono un autarchico in cui non si è “limitato” a dirigere o scrivere sceneggiature, ma si è evoluto in una figura professionale a 360º. “Nel 1991 ho aperto un mio cinema, il Nuovo Sacher, e quello è un lavoro quotidiano”, osserva Moretti. “Come regista puoi mettere da parte il tuo lavoro per qualche giorno o per qualche mese, ma il lavoro di esercente cinematografico è quotidiano. È un cambiamento che mi fa piacere subire, però è piuttosto impegnativo”.

Quella che, invece, non è mai cambiata per Moretti è la consapevolezza di “non pretendere di conoscere i gusti del pubblico e non andare incontro ai suoi presunti gusti, ma cercare di volta in volta di raccontare la storia più urgente per me in quel momento”.

Infine, continuando a parlare di evoluzioni e trasformazioni, il regista si è soffermato su un elemento che è cambiato nella sua carriera. “Quando ho affrontato la prima fase da regista, ho fatto tre film scritti da solo e un po' "a braccio"”, riflette. “In Caro diario (1993) giravo, montavo, poi scrivevo e rigiravo. In Palombella rossa e Aprile (1998) colmavo durante le riprese i buchi delle sceneggiature; giravo con leggerezza ed era possibile perché avevo una mia casa di produzione. Dal film successivo mi sono detto che mi faceva molto piacere scrivere con altre persone e che volevo cominciare a girare con una sceneggiatura solida alle spalle”.

Segue quattro inquilini che vivono nello stesso edificio in una città israeliana. Ognuno affronta problemi personali e vuoti emotivi. Le loro vite si intrecciano mentre cercano realizzazione, connessione e redenzione.
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Informazioni su questa lista

Titoli

1

Durata totale

1h 43min

Generi

Commedia, Drammatico, Romantico

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