“Star Wars”: La classifica di tutti i film e le serie TV Anthology

“Star Wars”: La classifica di tutti i film e le serie TV Anthology

Pubblicato il03 ottobre 2025

Aggiornato il03 ottobre 2025

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Per decenni Star Wars è stata “semplicemente” una trilogia. Tre film, entrati immediatamente nella leggenda, tra Jedi, cacciatori di taglie e contrabbandieri intergalattici. Poi sono arrivati i prequel, alcuni criticati (ricordate La minaccia fantasma (1999)?) altri amatissimi, anche dai fan più intransigenti della saga di George Lucas, su tutti La vendetta dei Sith (2005). Ma è quando Disney ha acquistato la Lucasfilm che nell’universo di Star Wars è esploso un vero Big Bang: nuove saghe, nuove serie, nuovi personaggi, nuove timeline.

Accanto ai capitoli principali, è nata un vera e propria “Anthology”, composta dagli spin-off e dalle serie ambientate ai margini della storia degli Skywalker. Alcuni di questi progetti hanno sorpreso tutti, diventando piccoli cult. Altri… un po’ meno. Qui li ordiniamo in una nostra personale classifica, dal più dimenticabile al più riuscito. Per vederli o rivederli tutti basta andare su Disney +.

Boba Fett torna vivo e vegeto dopo la sua caduta nel Sarlacc, ma il mistero che lo circondava svanisce in fretta. La serie prova a raccontare della sua ascesa come boss criminale di Tatooine, peccato perda presto il filo e il risultato è confuso. Alcuni momenti funzionano (alcune inquadrature “western” sono mozzafiato) ma molti episodi sembrano più uno spin-off di The Mandalorian che un racconto su Boba. 

Le entrate in scena di Din Djarin, Grogu, Ahsoka Tano, addirittura Luke Skywalker o Cad Bane in live action, fan sembrare The Book of Boba Fett più una sfilata dell’universo creato da George Lucas che una serie incentrata su quello che dovrebbe essere il protagonista, messo palesemente in secondo piano. 

Anche la scelta del protagonista, Temuera Morrison, non convince del tutto, dato che qui il ritratto di Boba rimane sbiadito e superficiale, lontanissimo da quello spessore o quella complessità del Din Djarin di Pedro Pascal. È un titolo pensato per i fan hardcore dell’universo Star Wars, ma rischia di disorientare chi sperava in un racconto su Boba. Visivamente è ben curata ma narrativamente sfilacciata, dà l’impressione di un’occasione mancata. Se state recuperando il filone mandaloriano in ordine, vale una visione, ma giusto per completezza.

Anche qui uno dei personaggi più iconici della saga, anche qui un’occasione sprecata. Solo: A Star Wars Story è il prequel dedicato al giovane Han, con un Alden Ehrenreich che ci mette tutto l’impegno del mondo, ma dare un volto nuovo a un personaggio plasmato da Harrison Ford è un’impresa impossibile, per chiunque. 

Il film ha avuto una produzione tormentata (con cambio di regia in corsa) e si vede: il ritmo è incostante e molte scelte sembrano costruite a tavolino per spuntare tutte le caselle del "mito" di Han. Funzionano, invece, i richiami alla saga degli anni ‘70 – il primo incontro con Chewbacca, l’amicizia con Lando (interpretato da un fantastico Donald Glover) e l’origin story del Millennium Falcon – dettagli preziosi per i fan più radicali. 

Il tono da bromance spaziale tra i protagonisti regala al film una sfumatura in più, perfetta per chi cerca un’avventura leggera, senza troppa mitologia. Tuttavia, rispetto ad altri titoli dell’antologia, Solo fatica a trovare un’identità forte e resta un esperimento isolato, non certo un capitolo indispensabile.

Prima serie ambientata nell’era dell’Alta Repubblica, The Acolyte ha provato a mescolare il lato più mistico dell’Ordine Jedi con lo stile dei film d’arti marziali, e la trovata è effettivamente interessante. Qualche personaggio dal buon potenziale, il villain Qimir, il misterioso Darth Plagueis, la protagonista Osha/Mae divisa tra luce e ombra (buona la prova di Amandla Senberg). Ma per quanto le premesse fossero discrete, il risultato è un “già visto” con la trama che procede in modo prevedibile, talvolta forzato. (Spoiler in arrivo!) La stessa idea delle gemelle divise tra i due lati della forza su cui si sviluppa tutto il racconto è abbastanza scontata, e non affonda mai realmente. È una proposta che può intrigare chi vuole esplorare il volto più “spirituale” degli Jedi oltre gli Skywalker, meno convincente per chi cerca una storia veramente avvincente e ricca di colpi di scena. Nel complesso è godibile, ma non stupisce mai davvero.

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Obi-Wan Kenobi

Qui l’hype era fortissimo, un titolo tra i più attesi dagli appassionati della saga, tanto che l’arrivo della mini serie Obi-Wan Kenobi era stata accolta con un’ovazione e con aspettative molto alte. Anche solo per il ritorno di Ewan McGregor nei panni del Maestro Jedi per eccellenza. 

Tuttavia è proprio con questo spin-off che (almeno a parere di chi scrive) esce fuori uno dei punti deboli più evidenti dell’era Disney. Come già visto con Solo, anche in Obi-Wan il protagonista sembra costruito appositamente per piacere ai fan, soprattutto ai puristi dato che la storia si colloca tra La vendetta dei Sith e Una nuova speranza (1977). Anche in questo caso l’idea era ottima: indagare il dilemma morale del maestro, distrutto dal fallimento con Anakin (fresco di passaggio al lato oscuro), con tanto di Spada Laser appesa al chiodo, eppure… appesa al chiodo rimane anche l’idea. 

La trama è sì molto intrigante, ma lo sviluppo è fiacco, i tempi dilatati, quasi che dopo aver avuto un’ottima intuizione per la sceneggiatura la si sia abbandonata. Non aggiunge nulla di davvero significativo alla saga, tuttavia è una serie che merita di essere guardata, sia per l’importanza nella timeline Skywalker, sia per il duello finale tra il Maestro e l’ex allievo, non più Anakin ma “esordiente” Darth Vader. I fili tra l’Episodio III e IV sono tessuti molto bene, i richiami al mondo Lucas sono affascinanti, consigliata ai veri fan di Star Wars

Il più disneyano tra gli spin-off, che Skeleton Crew sia stato una “sorpresa” su questo non ci piove. Un po’ Goonies (1985), un pizzico di Stranger Things (2016-), un Jude Law in forma strepitosa (fuoriclasse assoluto, si prende la serie sulle spalle). Tuttavia è giusto fare una precisazione: questo è un ottimo titolo per entrare nella Galassia di Star Wars, ma decisamente meno adatto per chi in quella Galassia ci naviga già. Il ritmo c’è ed è adatto al formato serie, al contrario dei titoli sopracitati, interessante anche la trovata di un Guerre Stellari dei piccoli, ottima sia per il marketing che per dare una sfumatura inedita al franchise. 

Farà invece storcere il naso ai fan di vecchia data: niente lati oscuri, niente Morte Nera, nessun vero villain, almeno non a livello di Vader o dell’Imperatore – ma nemmeno di Jabba the Hutt. Consigliatissima, invece, a un pubblico famigliare, target dichiarato di Skeleton Crew. Una serie leggera, facile da guardare, dal tono azzeccato e in linea con le premesse, perfetta se volete contagiare i vostri figli con la Star Wars mania. Trascurabile, invece, dai puristi più hardcore: vedere la vostra saga cult così tanto disneyzzata potrebbe essere un duro colpo.

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Ahsoka
Ahsoka

Ahsoka

2023

Spin-off di The Mandalorian e ideale seguito di Rebels (2014), la serie porta in live-action alcune tra le figure più amate dei lavori animati, ma questa volta senza i contraccolpi ormai tipici di casa Disney quando si parla di live-action. Come per The Acolyte, anche in Ahsoka il lato oscuro è il vero protagonista della trama, ma questa volta si va più a fondo e il vissuto della protagonista è ritratto con più decisione. Tuttavia, come per Obi Wan, anche questa serie non riesce a sviluppare le grandi premesse da cui era partita.

Partendo proprio dal cast, che mette in scena tre protagoniste femminili. Una scelta che avrebbe potuto dare finalmente un nuovo twist a una saga quasi totalmente al maschile – eccezion fatta per l’icona Leia (Carrie Fisher) e Rey (Daisy Ridley), co-protagonista dell’ultima trilogia in ordine di uscita (Episodi VII, VIII e IX). “Avrebbe potuto”, appunto, ma non lo fa mai davvero, e togliendo i flashback della protagonista, l’unica a essere davvero indagata, Hera rimane un personaggio sospeso senza una vera giustificazione nella trama; un po’ meglio Sabine, anche se più prevedibile, ma il suo rapporto allieva-maestra con Ahsoka indebolisce il fascino della protagonista. Le atmosfere oscure della serie aiutano nello sviluppo dei villains, soprattutto Bailan, meno Shin Hati – anche lei sospesa nel suo potenziale, mai davvero sfruttato appieno.

La trama procede lenta, si incentra sul trauma che ha segnato la protagonista, gran parte del racconto è affidato ai dialoghi, ma l’azione purtroppo ne esce un po’ malconcia. A salvare il ritmo, però, ci pensa il duello finale, che regala il vero colpo di scena della serie, con un ritorno a sorpresa che i veri fan non potranno non amare. Menzione d’onore alla Spada Laser di  Ahsoka, la più cool della saga insieme a quella brandita da Darth Maul. Consigliata per chi vuole scoprire un volto nuovo di uno dei personaggi più amati delle serie animate, meno per chi da Star Wars cerca battaglie interstellari e storie incalzanti.

Finalmente sul podio, da qui in poi il gap tra il gruppo di testa e i titoli elencati in precedenza si fa consistente. Partiamo con Rogue One . Questo è un titolo fondamentale, per tutti i fan, avvincente e godibilissimo anche per chi si approccia per la prima volta a Star Wars. Il suo merito? Dare un volto umano ai protagonisti. La telecamera si sposta dagli intrecci Jedi, al centro della scena c’è la ribellione e l’operazione suicida per distruggere la Morte Nera – all’epoca in forma “cantiere”. Il ritmo è quello di un war movie a tutti gli effetti, e un paragone anche per la trama potrebbe essere Dunkirk (2017), ma in versione intergalattica. 

La tensione e la paura dei personaggi, l’azione e la battaglia al centro della trama, niente Forza, niente profezie, né tragici rapporti padre-figlio. Il film, infatti, si colloca prima della storia inaugurata con la trilogia di Lucas, quindi prequel dell’Episodio III, e già soltanto orbitare attorno all’iconografia sacra è un atto di coraggio. E "coraggio" è il termine che più di altri definisce questo film. Coraggio degli sceneggiatori a tentare un’impresa impossibile, il coraggio dei protagonisti – semplici piloti, soldati, nei film precedenti usati come comparse da far esplodere attorno agli Skywalker.

Consigliatissimo ai fan della saga, che qui troveranno uno sguardo davvero inedito e riuscito, che si integra appieno con gli altri titoli aggiungendo (finalmente!) qualcosa di nuovo. Ottimo anche per gli appassionati di film di guerra, qui in chiave stellare, o in generale dei film di azione. 

02

The Mandalorian

Tra le serie, The Mandalorian è stata la prima pubblicata da Disney ed è quella che ha riportato l’astronave in carreggiata, dopo il mezzo passo falso di Solo. Non solo ha rilanciato l’interesse per la saga dopo gli alti e bassi dei sequel cinematografici, ma ha anche costruito una nuova mitologia a partire da un protagonista magnetico, Din Djarin, e da una delle trovate (anche di marketing) più geniali della storia recente di Star Wars: Grogu, aka “Baby Yoda”. 

Una serie che può essere gustata anche senza perdersi nei riferimenti ad altri film, perfetta anche a sé stante. Il fascino del cacciatore di taglie nascosto dietro all’elmo, del suo popolo, inquadrature mozzafiato da western intergalattico e atmosfere alla Sergio Leone, vero colpo vincente di questo titolo. 

The Mandalorian è cinema puro, un eroe in stile Robocop, un Impero che più che Palpatine ricorda i nazisti di Bastardi senza gloria, con tanto di cameo a sorpresa di Werner Herzog a capo di un piano segreto. Appassionante in tutte le sue stagioni, consigliata sia ai fan di lunga data (chi non ha mai fantasticato sull’elmo di Boba?) sia per chi abbia iniziato i primi passi nell’universo di Guerre Stellari.

Senza dubbio la serie più riuscita tra quelle dell’Antologia, e come The Mandalorian condivide il pregio di poter essere vista come serie a sé stante. Certo, l’universo rimane lo stesso, ma anche chi non è esperto di Star Wars può appassionarsi a questi titoli, senza aver paura di perdersi in citazioni o intrecci sconosciuti.

Andor, tuttavia, si merita il primo posto perchè è la serie che più delle altre è riuscita a portare qualcosa di davvero nuovo, dando alla Galassia un volto “politico”, che prima non aveva mai avuto. Anche qui non abbiamo spade laser, ma la nascita della ribellione raccontata nei suoi lati più nascosti, più umani. Sci-fi, certamente, ma meno fantasy: l’Impero non ha il volto di Vader, del nemico “classico”, ma qui ha i tratti del senso di oppressione tipico delle dittature, invisibile e quindi impossibile da sconfiggere con una spada laser. 

Sequel di Rogue One, Andor riesce dove tutti gli altri titoli non avevano osato: dare un volto “reale” all’Impero, ma soprattutto alla resistenza. È la scelta giusta per chi cerca scrittura un titolo appassionante ma più adulto, e una tensione che cresce episodio dopo episodio. È anche il tassello che potenzialmente rilegge l’intera Anthology a posteriori, con un ritratto inedito delle frange ribelli.

Informazioni su questa lista

Titoli

9

Costo totale di visione

5,99 €

Durata totale

71h 57min

Generi

Azione e Avventura, Fantascienza, Fantasy

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  1. 9 titoliDisney Plus