“Spider-Noir”, Oren Uziel: “Ribaltiamo il mito dell'Uomo Ragno: il nostro è un eroe adulto, cinico e disilluso. Il futuro? Non escludo crossover”

“Spider-Noir”, Oren Uziel: “Ribaltiamo il mito dell'Uomo Ragno: il nostro è un eroe adulto, cinico e disilluso. Il futuro? Non escludo crossover”

Manuela Santacatterina
Manuela Santacatterina

Pubblicato il 02 giugno 2026

Aggiornato il 02 giugno 2026

Ci siamo seduti per un pranzo alle 11 del mattino e abbiamo iniziato a parlare del nostro amore reciproco per i fumetti e il noir. Abbiamo capito subito cosa avremmo potuto creare insieme. La sua passione per quello che fa è contagiosa. È stata una delle esperienze più divertenti della mia vita”. Incontriamo Oren Uziel su Zoom il giorno del lancio globale di Spider-Noir, la trasposizione dell'opera cartacea scritta da David Hine e Fabrice Sapolsky, e disegnata da Carmine Di Giandomenico e Marko Đurđević nel 2009, ora disponibile su Prime Video.

Ambientata in un universo alternativo all'interno del franchise di Spider-Man della Sony, la serie vede protagonista Ben Reilly, un investigatore privato in bolletta nella New York della Grande Depressione. Un tempo l'uomo combatteva il crimine indossando una maschera di lana, ma la morte della donna amata e il senso di colpa per non averla saputa salvare lo hanno portato ad abbandonare la misteriosa identità del Ragno. Almeno fino a quando non viene ingaggiato per sorvegliare Cat Hardy (Li Jun Li), sensuale cantante di un night club prigioniera del boss irlandese Silvermane (Brendan Gleeson). Da quel momento il protagonista si troverà a fare i conti con il proprio passato e con la necessità di tornare in azione.

Un personaggio maturo e le modifiche necessarie

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Prodotto da Phil Lord e Christopher Miller, l'action-drama presenta alcuni passaggi del fumetto mantenuti intatti, mentre altri snodi narrativi sono stati modificati per adattarsi alla trasposizione televisiva. “Ti trovi a scegliere gli elementi che meglio si adattano al racconto e al mezzo con cui lo stai veicolando”, spiega lo showrunner. “Da una parte c'è il canone dei film noir che dagli anni '30, '40 e '50 arriva fino ai titoli contemporanei, dall'altra ci sono le tavole originali. Finisci per selezionare gli spunti che serviranno a una trama sviluppata in otto parti. Afferri i fili che puoi tessere insieme per costruire un arco lungo, invece di un rapido frammento”.

Tra le variazioni apportate ce n'è una, decisiva, che riguarda il protagonista. “Una delle prime cose che ho fatto quando sono entrato nel progetto è stata chiedere se potessimo invecchiare un po' il personaggio di Ben, perché abbiamo già visto la storia delle origini di Peter Parker al liceo un'infinità di volte”, spiega Uziel. “E io non sono più un ragazzino. Quindi per me era semplicemente più facile immedesimarmi in un uomo adulto. Non appena la produzione si è entusiasmata all'idea, Nick è stata la prima e unica telefonata”.

E dato che lo Spider-Verse ci ha dimostrato che tutto è possibile, c'è la possibilità di vedere Ben Reilly/Spider-Noir interagire con altri personaggi dell'universo narrativo legato all'Uomo Ragno? “C'è una grandissima probabilità che accada”, ammette il regista e sceneggiatore. “La speranza è proprio che questo sia solo l'inizio. E una delle cose grandiose post-Ragnoverso è che abbiamo quasi la licenza di prendere tutti i personaggi che amiamo da un mondo e scaraventarli in un altro di nostra creazione. Non vedo l'ora di farlo. Egoisticamente, spero in Spider-Ham (ride, ndr)”.

La doppia versione in bianco e nero e a colori

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Il tratto visivo distintivo della serie è la scelta di girare Spider-Noir sia in bianco e nero che a colori. Una decisione che ha influenzato ogni aspetto della produzione, dalla regia ai costumi, passando per il trucco e le scenografie. “Ha avuto un impatto enorme su come abbiamo girato. Fortunatamente abbiamo preso questa decisione mentre eravamo ancora in fase di preparazione”, ammette il creatore. “Abbiamo unito due generi con estetiche molto diverse. I fumetti sono in bianco e nero, così come molti film noir che si rifanno a un'estetica da espressionismo tedesco, con luce dura e ombre forti. Fondendoli insieme, ci è sembrato di poter onorare entrambi i linguaggi realizzando i due differenti formati”.

Stiamo introducendo, si spera, i fan dei fumetti a un'estetica che potrebbero non aver mai visto prima, e forse possiamo far conoscere loro un'intera lista di classici del cinema di genere. Magari guarderanno La fiamma del peccato (1944), Il mistero del falco (1941) o Il terzo uomo (1949). E forse si appassioneranno persino alle screwball comedy come L'uomo ombra (1934) o La signora del venerdì (1940)”, continua Uziel. “Ma potrebbe essere vero anche il contrario. Spero che ci siano appassionati di noir che non hanno mai avuto la possibilità di vedere Bogart in una variante pop, vibrante, super ricca e satura. Magari questo approccio li avvicinerà ad alcuni dei grandi adattamenti cinematografici tratti dai fumetti usciti negli ultimi 30 o 40 anni”.

Inoltre il bianco e nero ha influenzato enormemente la produzione”, prosegue lo showrunner. “Un rossetto rosso da femme fatale, ad esempio, in bianco e nero sembrerà nero. Quindi sul set ne usavamo spesso uno verde, o dipingevamo le pareti con colori molto strani perché erano quelli che sullo schermo apparivano meglio. Ma dato che stavamo realizzando entrambe le varianti contemporaneamente, bisognava trovare una via di mezzo per valorizzare ogni formato. Così abbiamo dato delle telecamere a ogni capo reparto per testare tutto: dai tessuti di ogni singolo capo d'abbigliamento alla vernice delle pareti, fino al colore del whisky nei bicchieri”.

Nicolas Cage, l'eroe noir perfetto

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Fin dal primo minuto è lampante che la serie sia diversa dalle altre produzioni contemporanee sui supereroi, anche da quelle dai toni più adulti e oscuri. “Per Spider-Man è sempre valsa la frase: 'Da un grande potere derivano grandi responsabilità'. Spider-Noir, invece, afferma che: 'Da nessun potere deriva nessuna responsabilità'”, riflette Uziel. “Il protagonista sta facendo tutto il possibile per lasciarsi alle spalle il passato e negare chi è. Ma quell'affermazione diventa comunque uno specchio di se stessa, perché lui quel potere ce l'ha e non può farci nulla. Rifiutarlo non cambia la tua natura. Questo personaggio incarna l'idea che non puoi sfuggire a chi sei e che esiste sempre una responsabilità verso il prossimo”.

A dare voce e corpo all'investigatore privato con un'identità segreta da vigilante troviamo Nicolas Cage. “È uno studioso di cinema e un grande amante del genere noir”, racconta lo sceneggiatore. “Penso che la sua capacità di mostrarsi stanco, cinico e disilluso in superficie, ma capace di aggiungere uno strato di pathos, tragedia e spirito indomito arrivi proprio da lì. Insieme abbiamo parlato molto di Bogart in Casablanca (1942). Più ci pensavo, più mi rendevo conto che quello è il primo esempio di mashup tra generi: Rick è una sorta di supereroe in un mondo noir. E anche se dichiara di non voler rischiare l'osso del collo per nessuno, vedi nei suoi occhi che non è vero. Nick ha catturato questo aspetto meglio di qualsiasi altro attore al mondo”.

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Noir
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Noir

2026

Un investigatore privato invecchiato e sfortunato nella New York degli anni '30 è costretto a fare i conti con la sua vita passata come l'unico e solo supereroe della città.

Informazioni su questa lista

Titoli

1

Costo totale di visione

4,99 €

Durata totale

5h 52min

Generi

Azione e Avventura, Drammatico, Fantascienza

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