
Spider-Man e il Punitore hanno un rapporto molto più complicato di quanto pensi
Una delle colonne portanti di Spider-Man: Brand New Day (2026) è rappresentata dal rapporto tra Spider-Man (Tom Holland) e The Punisher (Jon Bernthal). Il film segna il debutto nel MCU sul grande schermo per il Punitore e solo l'ultima tappa, in ordine di tempo, di un percorso narrativo che ha visto i due sviluppare una relazione umana fatta di contrasti e un'amicizia alquanto complicata. All'origine di tutto ci sono, ovviamente, i fumetti che hanno fatto la storia e gettato le basi per quello che abbiamo recentemente visto sul grande schermo.
E, proprio per preparare al meglio i fan alla pellicola, a metà luglio Marvel Comics ha pubblicato Punisher vs. Spider-Man, una nuova miniserie in cinque numeri che approfondisce i primi incontri tra i due. Scritta da Dan Abnett e disegnata da Matteo Della Fonte, la serie ambientata a New York racconta gli eventi successivi ad Amazing Spider-Man #129, il leggendario albo che segnò il primo incontro tra l'Uomo Ragno e Il Punitore, per approfondire le dinamiche tra i personaggi.

Le origini del conflitto
Se dovessimo rintracciare il mese e l'anno che segna l'inizio di tutto sarebbe il febbraio del 1974 quando uscì il già citato The Amazing Spider-Man #129. Il fumetto – dal sottotitolo "The Punisher Strikes Twice!" - scritto da Gerry Conway e disegnato da Ross Andru con la celebre copertina firmata da John Romita Sr. introduce Frank Castle ai lettori come un antagonista. In quello stesso numero compare per la prima volta anche un altro personaggio che diventerà uno dei nemici giurati di Spider-Man: lo Sciacallo. Il suo obiettivo è uccidere il supereroe e per farlo assolda Frank Castle con l'inganno, facendogli credere che l'Uomo Ragno sia un criminale da giustiziare.
Ma nel corso del fumetto, dopo essersi scontrato con il supereroe e aver scoperto che non è stato lui ad uccidere il suo armaiolo, il veterano del Corpo dei Marines degli Stati Uniti capisce che lo Sciacallo lo ha semplicemente usato per i suoi fini e gli giura vendetta. L'impatto culturale della sua presenza fu tale da diventare uno degli antieroi più popolari che, negli anni, si è ritagliato sempre più spazio al punto da trasformarsi in uno dei personaggi più conosciuti e amati dell'intero universo Marvel. Da antagonista secondario a icona pop il passo è stato decisamente breve.

Lo scontro di due ideologie opposte
Il rapporto tra Spider-Man e The Punisher, lo abbiamo detto, vive di contrasti. Il più affascinante risiede nelle diverse e opposte ideologie che li animano e che vengono a galla di storia in storia, di fumetto in fumetto. Da una parte, con l'Uomo Ragno, osserviamo la convinzione di chi crede che la giustizia non possa mai scavalcare la legge e che ogni vita abbia un valore, dall'altra, con il Punitore, ci confrontiamo con chi si è sostituito sommariamente all'autorità e ha abbracciato una guerra totale contro il crimine.
Su questo terreno germoglia il seme di un'amicizia decisamente contorta. Perché nonostante la loro visione del mondo sia diametralmente opposta è anche vero che tra i due c'è un rispetto genuino e reciproco. Negli anni li abbiamo visti alleati e protagonisti dello stesso fumetto in più di un'occasione.
Da The Amazing Spider-Man Annual #15 (1981), realizzato da Dennis O'Neil e Frank Miller, in cui la coppia mostra una temporanea alleanza per fermare il Dottor Octopus prima che avveleni New York, a The Omega Effect (2012), un crossover con Daredevil in cui Spider-Man e Matt Murdock cercano di contenere Castle mentre tentano di recuperare un drive contenente dati sensibili sulle principali organizzazioni criminali, passando per Punisher War Journal, due serie a fumetti in cui l'Uomo Ragno unisce le forze con il Punitore per fermare un gruppo di fanatici neonazisti. Nel corso dei decenni, inoltre, una storia come What If...? #58, pubblicata nel 1994, ha esplorato le conseguenze estreme del loro divario rispondendo alla domanda: “E se il Punitore avesse ucciso Spider-Man?”.

La dinamica tra Spider-Man e il Punitore in Brand New Day
Con il 38º titolo Marvel diretto da Destin Daniel Cretton, il rapporto tra l'Uomo Ragno e l'ex Marine si arricchisce di nuove sfumature. Al centro c'è ancora una volta l'ormai classica spaccatura ideologica che da sempre nutre e alimenta il loro legame. Con una nuova minaccia invisibile e subdola che mette in pericolo New York, i due hanno idee molto diverse su come arginarla. Dopo gli eventi di Spider-Man: No Way Home (2021), il mondo si è dimenticato dell'esistenza di Peter Parker. Così al ragazzo supereroe non è rimasto altro che concentrarsi al 100% sul ripulire le strade della sua città dal crimine. Il medesimo obiettivo che Frank Castle mette in atto con risvolti decisamente più violenti.
Il loro modo di rapportarsi è fatto di continui battibecchi e questo regala alla pellicola una parentesi comica che alleggerisce la narrazione e racconta molto di entrambi e di cosa li leghi. Inoltre per Peter, Frank è uno specchio. È lo stesso uomo a spronare il supereroe a intraprendere una strada diversa dalla sua. Se Castle non ha avuto scelta dopo gli eventi tragici accaduti alla sua famiglia e isolamento, solitudine e rabbia sono diventati il suo unico credo, Peter è ancora in tempo per scegliere e trovare un equilibrio tra la sua natura da supereroe e la sua vita da civile.
In un momento in cui rischia di perdere la propria umanità, l'incontro con il Punitore lo costringe a capire che la responsabilità derivata dal suo potere è prima di tutto verso se stesso e la sua felicità. Allo stesso modo Spider-Man insegna a Frank Castle che il suo metodo senza filtri, sfumature o riflessione può costargli molto caro. Un nuovo tassello di un'amicizia contorta lunga oltre 50 anni.
















