
“Spider-Man: Brand New Day”, la teoria su Venom che potrebbe cambiare tutto
Il trailer di Spider-Man: Brand New Day è uscito poche settimane fa e ha fatto esattamente quello che i trailer Marvel sanno fare meglio, mostrare quel tanto che basta per far esplodere le teorie dei fan ma riuscendo, allo stesso tempo, a nascondere abbastanza per non confermare nessuna di esse.
Tom Holland torna nei panni di Peter Parker cinque anni dopo No Way Home (2021), in un mondo che ha dimenticato la sua identità grazie all'incantesimo di Doctor Strange, e il Peter che ritroviamo è diverso da quello che ricordavamo. Più cupo, più solo, vestito di nero dalla testa ai piedi, alle prese con una trasformazione fisica che nessuno, nemmeno Bruce Banner, sembra in grado di spiegare.
La spiegazione ufficiale, almeno stando a quello che il trailer lascia intuire, è che i poteri di Peter si stiano evolvendo in modo naturale, una mutazione che lo sta avvicinando più al ragno che all'uomo. Ma tra i fan è esplosa una teoria alternativa che, se fosse vera, cambierebbe le carte in tavola dell'intero MCU: Peter Parker non si sta evolvendo. Peter Parker sta diventando “l'ospite” di Venom.
La teoria è controversa, probabilmente è un abbaglio e, lo diciamo subito, non ci sono conferme ufficiali di alcun tipo. Contate anche che la Marvel è storicamente famosa per seminare false piste nei trailer, per cui quel che segue è da prendere tutto (rigorosamente) con le pinze. Eppure gli indizi nel footage sono troppi e troppo specifici per essere ignorati, soprattutto da chi conosce i fumetti e la storia di Venom. Ma partiamo dall'inizio.
Peter Parker veste solo nero
La prima cosa che salta all'occhio guardando il trailer è che Peter Parker indossa abiti scuri in praticamente ogni scena. Non un dettaglio da poco, considerando che il Peter di Holland è sempre stato associato a colori caldi e quotidiani, felpe, magliette, lo zaino da studente. In Brand New Day il guardaroba è cambiato radicalmente: tutto nero, tutto spento, come se il personaggio avesse attraversato una trasformazione non solo emotiva ma anche estetica.
La spiegazione più semplice è ovvia, la vita di Peter è stata travolta, decisamente in peggio. Ha perso i suoi amici, la sua identità pubblica, e vive in un isolamento che il trailer racconta con una chiarezza dolorosa, dalla scena iniziale in cui guarda (a testa in giù) i video di MJ e Ned al MIT, fino alle inquadrature solitarie nel suo appartamento spoglio. Il nero potrebbe quindi essere il colore della sua condizione psicologica, nulla di più. Ma chi conosce i fumetti sa che il simbionte, ovvero Venom, ha la capacità di mimetizzarsi con gli abiti dell'ospite e di influenzarne lo stato mentale, rendendolo più aggressivo, più cupo, più distaccato. In Spider-Man 3 (2007) di Sam Raimi succedeva esattamente questo, con il costume nero che cambiava non solo l'aspetto ma anche la personalità di Peter. È un parallelo che i fan hanno colto immediatamente, e che la produzione potrebbe star usando come un riferimento consapevole, anche solo per giocare con le aspettative. E non è finita qui.
La mano nera
Al minuto 1:16 del trailer, Peter si sveglia avvolto in una sorta di bozzolo fatto di ragnatele organiche e cerca di liberarsi strappando il tessuto con le mani. La mano destra appare normale, color pelle. La mano sinistra, invece, è completamente nera.
Potrebbe essere un'ombra? Potrebbe essere un effetto della luce, dato che la scena sembra essere molto oscura? Non si sa nulla di certo, ma si vede abbastanza per aver fatto scattare l'allarme tra i fan dato che, nel design classico di Venom, le estremità del corpo (mani e piedi in particolare) sono le prime a essere ricoperte dalla sostanza aliena. Nella scena immediatamente successiva, Peter cade dal palazzo e prova a sparare una ragnatela per salvarsi. Non indossa i lanciaragnatele, eppure la ragnatela esce lo stesso, organica, come se venisse direttamente dal suo corpo. Nei fumetti, il simbionte è il primo a dotare Spider-Man di ragnatele organiche, imitando e potenziando la funzione dei web-shooter meccanici. La coincidenza è difficile da ignorare, anche se va detto che le ragnatele organiche sono state introdotte nel cinema già da Raimi, nella trilogia con Tobey Maguire, senza alcun legame con Venom.
Gli occhi neri
E poi ci sono gli occhi di Peter, uno degli “indizi” più inquietanti. Infatti, al minuto 2:12, per una frazione di secondo, gli occhi di Peter diventano completamente neri. Un nero pieno, totale, che copre l'intera superficie dell'occhio. Chi ha visto Venom (2018) con Tom Hardy ricorderà che la stessa cosa succede a Eddie Brock nelle prime fasi del legame con il simbionte, e l'effetto visivo è quasi identico, lo stesso nero lucido, lo stesso sguardo vuoto.
Anche qui una spiegazione alternativa esiste ed è plausibile. Peter si sta trasformando in qualcosa di più vicino al ragno, e gli occhi neri potrebbero essere parte della sua evoluzione naturale verso una forma più aracnide, la cosiddetta "Man-Spider" dei fumetti, una versione mutata e mostruosa di Spider-Man che ha perso il controllo dei propri poteri. Ma il design scelto per gli occhi, tuttavia, ricorda molto più il simbionte che il ragno, e la scelta dei visual effects artist di renderli neri e lucidi piuttosto che sfaccettati e multioculari suggerisce una direzione precisa. Anche qui, staremo a vedere.
La radiografia e la ragnatela interna
Ma andiamo avanti, perché gli indizi in questa direzione continuano. In un momento brevissimo del trailer, al minuto 1:27, vediamo il risultato della scansione che Bruce Banner effettua sul corpo di Peter. Lo schermo riporta la scritta "Enhanced human detected", ma l'immagine mostra qualcosa di più inquietante. Una sostanza scura che si espande all'interno del corpo di Peter, con un pattern che ricorda una ragnatela. La scena dura meno di un secondo, eppure i fan l'hanno isolata e analizzata fotogramma per fotogramma.
Se Peter stesse semplicemente vivendo un'evoluzione dei propri poteri, la scansione mostrerebbe probabilmente un'alterazione della struttura muscolare o del DNA. Invece quello che vediamo sembra più un'invasione, qualcosa che si diffonde nel corpo dall'interno, esattamente come fa il simbionte quando prende possesso di un ospite. Non c'era nessun motivo narrativo per mostrare quella scansione nel trailer se non per seminare un indizio, il che rende questa scena la più sospetta di tutte.
L'ipersensibilità al suono
L'ultimo indizio è forse il più sottile. In una scena del trailer, una goccia d'acqua cade e Peter reagisce come se fosse stato colpito da un'esplosione, portandosi le mani alle orecchie con una smorfia di dolore. I suoi sensi sono amplificati a un livello che non aveva mai raggiunto prima, e il film sembra suggerire che questa ipersensibilità sia parte della sua trasformazione.
Fin qui, nulla di strano: lo Spider-Sense è sempre stato una componente dei poteri di Peter, e un suo potenziamento rientra nella logica di un'evoluzione naturale. Ma c'è un dettaglio che i fan dei fumetti non hanno potuto fare a meno di notare. Il punto debole dei simbionti, Venom incluso, è proprio l’iper-sensibilità al suono. Le frequenze soniche intense sono una delle poche cose in grado di separare un simbionte dal suo ospite, e la sensibilità al suono è uno dei primi sintomi che un ospite manifesta dopo il legame. Se Peter fosse infetto da un simbionte, la sua reazione alla goccia d'acqua avrebbe una spiegazione molto diversa dall'evoluzione dei suoi poteri. E molto precisa.
Il frammento di “No Way Home”
C'è un ultimo elemento che non compare nel trailer ma che è fondamentale per contestualizzare la teoria. Nella scena post-credits di Spider-Man: No Way Home, Eddie Brock viene teletrasportato nell'universo MCU dall'incantesimo di Doctor Strange, e prima di essere rispedito nel suo universo lascia un frammento di simbionte su un bancone di bar. Quel frammento è ancora lì, nell'universo di Peter Parker, e nessuno ne ha più parlato. Venom: The Last Dance (2024) ha in parte ritrattato quella scena, ma la continuity del MCU non l'ha mai smentita esplicitamente, lasciando la porta aperta.
Se il simbionte è effettivamente presente nell'MCU, Peter Parker è il candidato più ovvio per diventarne l'ospite. Nei fumetti, il legame tra Spider-Man e il simbionte è uno degli archi narrativi più importanti della storia del personaggio, e il fatto che il MCU non lo abbia ancora raccontato è una delle grandi assenze della saga. Brand New Day, con il suo tono più scuro e la sua enfasi sulla trasformazione di Peter, sarebbe il contesto perfetto per introdurlo.
Teoria o depistaggio?
E quindi? Cosa sappiamo del futuro del nostro amichevole Spider-Man di quartiere? Mettiamola così: è molto probabile che la Marvel stia giocando con le aspettative dei fan. Il trailer di Brand New Day è costruito per alimentare teorie, e la produzione sa benissimo che il pubblico avrebbe colto ogni possibile riferimento al simbionte. Gli indizi potrebbero essere deliberatamente seminati per portare lo spettatore su una pista sbagliata, un'operazione che Marvel ha già fatto in passato con i trailer di Avengers: Infinity War (2018) e No Way Home.
Ma è anche vero che gli indizi sono troppo numerosi e troppo coerenti per essere casuali. Il nero degli abiti, la mano scura, gli occhi neri, la radiografia con la ragnatela interna, l'ipersensibilità al suono. Presi singolarmente, ognuno di questi elementi ha una spiegazione alternativa. Presi insieme, disegnano un quadro che punta in una direzione precisa. Se Brand New Day non introduce il simbionte, quanto meno ne prepara il terreno per il film successivo, che secondo i rumor dovrebbe dare il via a una nuova trilogia con il legame Venom-Spider-Man al centro.
Spider-Man: Brand New Day arriva al cinema il 31 luglio 2026. Fino ad allora, non sapremo nulla di certo. Ma la goccia d'acqua che fa tremare Peter Parker potrebbe essere molto più di un effetto speciale.








