
“Spider-Man: Brand New Day”: Jean DeWolff potrebbe diventare un nuovo villain del MCU
Tra le tante teorie che circolano sul futuro di Spider-Man all'interno del MCU, ce n'è una che vede il Capitano del dipartimento di polizia di New York, Jean DeWolff, come futura villain del franchise dedicato all'Uomo Ragno. È un'ipotesi che molto difficilmente si realizzerà, ma che permette di approfondire una figura centrale per il supereroe di New York.
In Spider-Man: Brand New Day, Jean DeWolff fa ufficialmente ingresso nel mondo cinematografico Marvel con il volto di Liza Colón-Zayas. È lei l'unica persona con la quale il personaggio di Tom Holland ha instaurato un rapporto – seppur esclusivamente telefonico e lavorativo – dopo che il mondo ha dimenticato l'esistenza di Peter Parker.
Senza più MJ e Ned al suo fianco e con la perdita di zia May, “l'amichevole Spider-Man di quartiere” è solo al mondo. Per questo le sue giornate sono dedicate esclusivamente alla lotta al crimine. La Grande Mela, grazie ai suoi interventi, è diventata un posto più sicuro dopo che ha smantellato numerose organizzazioni criminali. Al punto che DeWolff, scherzando, gli chiede se sia intenzionato a rubarle il lavoro.
Ma, nel corso del film, quel rapporto professionale vira verso qualcosa di più intimo. La detective percepisce che c'è qualcosa che non va in Spider-Man. Colpa di un'esistenza dedicata esclusivamente al lavoro e al dolore per la vita che si è dovuto lasciare alle spalle, che lo ha portato a un'evoluzione sorprendente e potenzialmente pericolosa dei suoi poteri. È lì che la loro relazione si fa più familiare – simile a quella tra il tenente James Gordon e Batman nella trilogia di Christopher Nolan – con DeWolff, quasi materna, che consiglia al supereroe di imparare a gestirli e trovare un equilibrio tra la sua identità segreta e una quotidianità “umana”. Il fulcro narrativo attorno a cui ruota il film.
Il legame tra Jean DeWolff e Sin-Eater

Parte della teoria che la vorrebbe futura antagonista dell'Uomo Ragno è legata anche al personaggio di Sin-Eater, alias Stanley Carter. Un detective del NYPD ed ex agente dello S.H.I.E.L.D. che, a causa di esperimenti militari con droghe sintetiche e la perdita del suo partner di lavoro (che lui stesso aveva ucciso, rimuovendo l'accaduto, dopo aver scoperto essere coinvolto in un traffico di droga), sviluppa una psicosi, convincendosi di essere stato scelto per "purificare" la società uccidendo chiunque considerasse un peccatore o abusasse della propria autorità.
La sua prima vittima è proprio la collega (e amante) Jean DeWolff, che uccide nel sonno a bruciapelo con il suo fucile a canne mozze. Creata nel 1976 dallo scrittore Gerry Conway e dal disegnatore Sal Buscema, la detective rappresenta un punto di svolta nel modo in cui la polizia di New York si relaziona ai supereroi. Sicura di sé, mossa da un forte senso della giustizia e risoluta, DeWolff diventa una delle poche persone di fiducia per l'Uomo Ragno, trasformandosi in un'amica e preziosa alleata. Dopo la sua morte, e con sua grande sorpresa, Spider-Man scoprirà una scatola nel suo appartamento con una serie di ritagli di giornale che lo riguardavano, venendo a conoscenza di un sentimento romantico nei suoi confronti mai confessato.
Per un'amara ironia della sorte, sarà proprio Carter il detective nominato a seguire l'indagine della sua morte con l'aiuto di Spider-Man che, quando verrà a capo della sua vera identità, unirà le forze con Matt Murdock per fermarlo. La tragica vicenda di DeWolff segna un passaggio importante nella storia dei fumetti dedicati a Spider-Man che, con le quattro parti che compongono The Death of Jean DeWolff (pubblicate tra il 1985 e il 1986), virano verso toni più maturi e realistici.
Inoltre, le indagini legate alla sua morte portano indirettamente alla nascita di Venom. Il giornalista Eddie Brock, infatti, pubblica sul Daily Globe un articolo in cui smaschera erroneamente un falso Sin-Eater (Emil Gregg). Ma quando Spider-Man cattura Carter, la carriera del reporter viene distrutta, innescando quell'odio ossessivo che sfocerà nella nascita di Venom.
In un'ottica più urbana, con un ritorno del protagonista tra le strade di New York come mostrato in Spider-Man: Brand New Day, l'idea di vedere il supereroe combattere un antagonista come Sin-Eater è più che affascinante. Il motivo è semplice: permetterebbe di approfondire una riflessione sul limite che divide la giustizia dalla vendetta. Lo stesso che nel fumetto di metà anni '80 l'Uomo Ragno stava per superare quando ha scoperto chi aveva ucciso la sua amica Jean, per poi tornare sui suoi passi grazie alle parole di Daredevil.










