L'horror virale del web non si ferma: dopo “Backrooms”, arriva “Siren Head”

L'horror virale del web non si ferma: dopo “Backrooms”, arriva “Siren Head”

Pubblicato il08 luglio 2026

Aggiornato il08 luglio 2026

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La viralità dà e la viralità toglie, e non si fa in tempo ad appassionarsi a un tormentone che è già pronto il prossimo, pescato negli stessi meandri da cui è arrivato il precedente. È la legge del web, quella che regola le sue ossessioni collettive e le sue creature scovate nelle stanze più oscure di forum e bacheche. Se le ultime settimane sono state dominate da Backrooms (2026) e da tutta la mitologia degli spazi liminali che si porta dietro, all'orizzonte si sta già preparando l'ossessione successiva, nata dallo stesso terreno. 

Parliamo di Siren Head, la creatura alta come un palazzo con sirene al posto della testa, finita al centro di un’asta tra cinque studios hollywoodiani e assegnata a Warner Bros., con Zach Cregger – regista dei successi Weapons (2025) e Barbarian (2022) – e Brian Duffield – che vedremo presto in sala con Whalefall (2026) di cui ha fatto la regia – a firmarne la sceneggiatura e regia. 

Il meccanismo è lo stesso di Backrooms, un'estetica nata per gioco tra utenti che condividono e commentano un'immagine o un video, che nel giro di pochi anni diventa un intero immaginario condiviso, e che oggi Hollywood guarda con lo stesso interesse e cupidigia con cui un tempo guardava ai romanzi bestseller o ai fumetti. Prima di arrivare al film, però, vale la pena capire da dove viene davvero questo mostro, e perché il web ci si è affezionato così in fretta.

Un mostro nato da un post Tumblr

siren head

Prima di essere un progetto Warner Bros. Siren Head era un disegno pubblicato per la prima volta nel 2018. Eh sì, le cose più complesse hanno sempre un’origine ironicamente semplice. 

L’autore è l’artista canadese Trevor Henderson, già creatore di altre creature diventate virali negli anni successivi, come Cartoon Cat e Long Horse. Nel post di accompagnamento all’illustrazione, l’autore descriveva una donna in vacanza con il marito, intenta a visitare cimiteri di campagna, che si imbatte in qualcosa di alto come un palo del telefono, uscito da terra tra le lapidi. Basta così? Già, basta così. Il resto, come succede in questi casi, lo hanno fatto gli utenti: entro pochi mesi Siren Head aveva già ispirato due videogiochi indipendenti, quello di Modus Interactive e quello di Thuleanpaneton, nonché un “piccolo esercito” di fan art, teorie e corti amatoriali. Fu proposto persino come voce ufficiale della SCP Foundation (un'organizzazione segreta fittizia al centro di un progetto di scrittura collettiva che racchiude racconti horror di vario tipo, catalogati in una sorta di enciclopedia, basati su creature, entità, fenomeni e oggetti paranormali), ma che lo respinse dichiarando che non rientrava nel canone del progetto. Tuttavia i fan di Siren Head non furono delusi dalla risposta; anzi, in un certo senso li legittimava a rendere questa creatura qualcosa di a sé stante, libera di crescere per conto suo. 

Una creatura che non ha una forma sola

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Quello che rende Siren Head diverso da tanti altri mostri da internet è la sua natura instabile. Henderson stesso ha lasciato aperta la possibilità che la creatura non abbia un aspetto fisso, ma che cambi nel tempo e che quello che vediamo nelle immagini sia solo l'approssimazione più vicina a qualcosa che l'occhio umano non può comprendere del tutto. Alta in media tra i dodici e i trenta metri, con un corpo mummificato color ruggine e arti lunghissimi che terminano in mani ossute. La sua particolarità più nota è che al posto della testa ci sono due sirene acustiche capaci di riprodurre voci umane, trasmissioni radio, allarmi antiaerei, rumore bianco. Usa questi suoni per attirare le vittime nei boschi imitando la voce di una persona cara o per coprirne le urla mentre attacca. In alcune varianti della sua iconografia lo si vede assumere le sembianze di un lampione o della tubatura di una casa, un camuffamento che rimanda più al folklore dello spirito che ruba i volti che alla creatura da B movie con un unico aspetto riconoscibile. 

Possiamo definire quella di Siren Head una mitologia costruita per accumulo, fatta di post su Tumblr e risposte su Twitter più che di un canone scritto una volta per tutte, ma proprio per questo ricorda molto di più il modo in cui si tramandano le “leggende urbane vere”, quelle raccontate da chi giura di conoscere qualcuno a cui è successo davvero.

Dai giochi indie ai cortometraggi da milioni di visualizzazioni

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Il salto di Siren Head dalla bacheca Tumblr di Henderson alla cultura pop di massa passa soprattutto da YouTube. Il video che ha acceso la miccia, pubblicato nell'aprile 2020 dal creator e personaggio TikTok Alex Howard, mostrava la creatura muoversi sullo sfondo mentre si sentivano spari e sirene della polizia. Visto oltre venti milioni di volte in una settimana, generò una valanga di remix e parodie musicali. Da lì sono arrivati i cortometraggi horror del creatore VFX conosciuto come Shutter Authority, diventati un piccolo franchise informale con milioni di visualizzazioni complessive e persino un remake amatoriale su Minecraft. A questo si aggiungono le presenze su Roblox (un platform game online), che hanno spinto Siren Head verso un pubblico ancora più giovane e trasversale rispetto a molte altre creature nate nello stesso ecosistema di creepypasta. 

Diversi conti parlano oggi di cifre notevoli tra TikTok, YouTube e i giochi online, un dato che spiega perché una casa di produzione come 12:01 Films, specializzata proprio nell'individuare materiale nato online e trasformarlo in prodotti per Hollywood, avesse messo gli occhi su questa proprietà da tempo.

Zach Cregger, Brian Duffield e la guerra di offerte di Warner Bros.

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Il film su Siren Head nasce da un'asta tra cinque studios, vinta da Warner Bros. con un accordo multimilionario per i diritti sulla creatura. Insomma, i “signori” ci credono già molto e punta in alto! 

Il pacchetto che ha scatenato l'interesse degli studios comprendeva anche il nome di Zach Cregger, che come dicevamo prima è il regista di Weapons, che però in questo caso firma la sceneggiatura insieme a Brian Duffield, mentre sarà Duffield stesso a dirigere il film ma Cregger resterà comunque in veste di produttore insieme a Roy Lee e Andrew Childs di Vertigo Entertainment, la società dietro Weapons

A completare il quadro produttivo c'è Scott Glassgold di 12:01 Films, che ha già lavorato con Henderson su Tarot - La profezia del male (2024), il film Sony del 2024 per cui l'artista ha disegnato tutti i mostri, mentre Duffield produce anche tramite la sua Jurassic Party Productions. Al momento non sono stati annunciati un cast né una data di uscita, ma la clausola che ha guidato la trattativa era chiara fin dall'inizio: il film dovrà avere un'uscita in sala, escludendo qualsiasi accordo con le piattaforme streaming che pure avevano partecipato all'asta.

Siren Head e Backrooms, due strade dello stesso fenomeno

siren head

Per quanto possa sembrare prematuro fare un paragone con Backrooms – sicuramente non di stampo tecnico/qualitativo – in realtà parliamo dello stesso percorso tracciato da Hollywood. 

Il film diretto da Kane Parsons, nato dall'estetica degli spazi liminali fotografati con l'inquietudine di un luogo familiare svuotato di ogni presenza umana – esploso in rete generando una lore a cui si sono appassionati moltissimo avventori, tra cui lo stesso Kane Parsons che ci ha costruito su prima una serie web e poi un film – ha aperto negli Stati Uniti il 29 maggio con un incasso di 81,4 milioni di dollari, dimostrando che il pubblico della Generazione Z è disposto a pagare un biglietto per un'estetica nata gratuitamente online. 

Le due creature, però, raccontano paure diverse: Backrooms lavora sull'assenza, su uno spazio che dovrebbe essere vuoto e non lo è mai davvero, un horror che si nutre di silenzio e di architetture senza uscita; Siren Head, invece, sulla presenza fin troppo rumorosa, su un corpo enorme che imita le voci di chi amiamo per portarci dove non dovremmo andare, un mostro che ha bisogno del suono per esistere e che trasforma la tecnologia di sorveglianza, radio, altoparlanti, sirene, nell’arma con cui inganna le sue prede. Se Backrooms chiede di temere ciò che non c'è, Siren Head porta ad aver paura di ciò che sentiamo distintamente, e non dovremmo. 

Sembra una semplice differenza, ma se andiamo a scavare oltre la superficie è un punto rivelatore sul tipo di ansia che investe la Generazione Z; non più solo lo spaesamento di uno spazio senza punti di riferimento, ma la sfiducia verso ogni segnale, ogni voce familiare, ogni suono che promette aiuto e che invece nasconde qualcosa di predatorio. Se questi film incontrano così tanto successo è perché, come i loro predecessori e come l’horror ha sempre fatto, sono il simbolo di un disagio intrinseco che scalpita per essere portato fuori allo scoperto. 

Staremo a vedere se questa produzione sarà all’altezza delle nostre aspettative e della sua stessa creatura. 

Siren head

2020

The ancient monster named Siren Head terrorizes Russian land. No one knows who is it and what is it want. Mysteriously disappearances of people, unsolved murders and other things happening in the locations of this monster. Who will next?
Siren head non è disponibile per lo streaming.
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Backrooms
Backrooms

Backrooms

2026

Se non fai attenzione e superi la barriera della realtà, entrerai nelle backrooms. Se finisci lì dentro, resta vigile, perché i passi che echeggiano in quelle stanze potrebbero non essere solo i tuoi…
Backrooms non è disponibile per lo streaming.
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Informazioni su questa lista

Titoli

2

Durata totale

2h 43min

Generi

Fantascienza, Orrore, Thriller e Mistero

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