Alcune sigle non sono solo l’inizio di una puntata: sono un rituale, un richiamo immediato a un mondo che ci si apre sullo schermo. Bastano una manciata di note per rivedere Tony Soprano alla guida, il trono di spade mentre si costruisce, biciclette che corrono (e volano) nel buio di Hawkins.
Alcune theme song sono diventate talmente tanto famose che non si sono limitate a introdurre le serie, ma ne sono diventate esse stesse cuore pulsante. In questa lista ne ricordiamo alcune tra le più iconiche.
The Simpsons – “The Simpsons Theme” (Danny Elfman)
Pochi secondi bastano per catapultarci subito nella scuola elementare di Springfield. Il brano composto da Danny Elfman porta un'orchestra sullo skateboard di Bart, alla centrale nucleare con Homer, in auto con Marge e Maggie, duetta al sax con Lisa. Una sigla perfetta per I Simpsons (1989), una musica che esplode, si ripiega su sé stessa, che mette subito il buon umore. Ogni generazione la riconosce all’istante, e ogni volta è come tornare a casa, davanti al divano più famoso del mondo. Una serie perfetta per tutti, in ogni momento della giornata, se non avete mai visto nemmeno un episodio probabilmente vivete su Marte, se li avete già visti tutti, è sempre tempo per un re-watch.
Willy, il principe di Bel-Air – “Yo Home to Bel-Air” (DJ Jazzy Jeff & The Fresh Prince)
Non serve nemmeno dire il titolo: basta iniziare con “Questa è la maxi-storia di come la mia vita è cambiata…" e tutti sanno il resto. Will Smith ha scritto e interpretato la sigla di Willy, il principe di Bel-Air (1990) con ironia e ritmo perfetti, per una theme song che incarna alla perfezione il personaggio portato in scena della serie. È un racconto in rima, essenziale per la trama, pensata e realizzata per fare parte della storia di Willy, non soltanto per introdurla. Un ponte tra hip-hop e cultura pop, diventato manifesto della TV di quegli anni. Una delle serie simbolo delle sitcom americane anni ‘90, da riscoprire per chi cerca una comicità leggera e per ritrovare le radici di uno degli attori più amati di Hollywood.
Friends – “I’ll Be There for You” (The Rembrandts)
Ci sono sigle che diventano parte del DNA di una generazione, e quella di Friends (1994) è una di queste. I’ll Be There for You è diventata più di una canzone, è un manifesto della tv anni ‘90, un inno per i milioni di spettatori che hanno amato Ross, Rachel, Monica, Chandler, Joey e Phoebe. Quel riff di chitarra, quei quattro battiti di mani, sono stampati a fuoco nella storia della cultura pop contemporanea, impossibile separarli dal Central Perk. Questa è probabilmente la sitcom più iconica di sempre, perfetta per una serata tra amici (ovviamente). Rivedere la New York di quegli anni, poi, è sempre un tuffo nella nostalgia.
I Soprano – “Woke Up This Morning” (Alabama 3)
Non c’è sigla che racconti un personaggio come Woke Up This Morning racconta Tony Soprano. Quel viaggio in macchina, le nuvole di fumo, il passaggio dal Lincoln Tunnel ai sobborghi del New Jersey. La canzone di Alabama 3 usata in apertura de I Soprano (1999) trasforma una semplice routine in un’epopea suburbana. È minacciosa, sensuale, un brano che avrebbe funzionato anche da solo, ma diventato così potente proprio grazie a questa serie leggendaria. Questa è la serie definitiva per tutti gli amanti del genere crime, da vedere e rivedere, da questo titolo il mondo delle serie non è più stato lo stesso, e il paragone con i film è andato sempre più ad assottigliarsi.
CSI: Scena del crimine – “Who Are You” (The Who)
Una canzone già iconica, ancora prima della serie, ed è per questo che le chitarre degli Who e l’urlo di Roger Daltrey hanno aiutato ( e non poco) anche Horatio e il team di CSI (2000) a prendersi un loro posto tra le serie crime anni ‘2000. Un titolo amatissimo da generazioni di spettatori, a cui la sigla iniziale dava subito il giusto appeal fin dalle battute finali. Certo, il copyright per questa canzone non deve essere costato poco, ma la scelta di metterla all’inizio di ogni puntata è sicuramente stata vincente. Se sei un amante delle indagini, delle storie che raccontano il lato investigativo, questa è la serie che fa per te. Non manca l’azione, questa è il titolo perfetto per i fan del genere poliziesco.
The Wire – “Way Down in the Hole” (Tom Waits)
Ogni stagione cambia voce, ma il significato resta identico, tenere “il diavolo in fondo al buco” come canta Tom Waits nel brano scelto come sigla di The Wire (2002). Parla della lotta quotidiana per non cedere al male, specchio perfetto della serie. Una sigla oscura, viscerale, sporca come i vicoli e la corruzione di Baltimora, con la voce di Tom Waits che si intreccia alla perfezione della trama. Oscura, minacciosa, definita una delle serie più belle e riuscite di sempre, se non avete mai visto The Wire rimarrete sorpresi dalla sua intensità, dal suo ritmo frenetico, è come trovarsi a bordo della volante durante un inseguimento.
The O.C. – “California” (Phantom Planet)
“California, here we come.” Bastano quelle parole per essere già in viaggio verso il sogno californiano. La canzone dei Phantom Planet, scelta quasi per caso, è diventata un inno generazionale. Racconta l’adolescenza dorata e malinconica dei primi anni Duemila, quando tutto sembrava possibile, e il passaggio all’età adulta, i desideri, le fughe, le illusioni. È la sigla che ha reso The O.C. (2003) un fenomeno pop, una di quelle melodie che restano anche quando il sole tramonta su Newport Beach. Ritornare a questa serie, a quelle atmosfere, a quei personaggi, per qualcuno potrebbe essere un colpo al cuore, ma se cercate una serata di nostalgia e spiagge californiane questa è la serie per voi. E poi, diciamocelo, The O.C. è forse la serie teen più iconica di sempre.
Il Trono di Spade – “Main Title” (Ramin Djawadi)
Una sigla maestosa, imponente, come la saga di cui racconta nelle sue note. Il violoncello di Ramin Djawadi ha dato a Il Trono di Spade (2011) l’introduzione perfetta, ci porta dritto nelle trame di casa Targaryen e nell’Inverno oltre il muro a nord di Westeros. Anche qui, bastano una manciata di note per capire subito di quale serie si parla, pochi secondi per ritornare a tutte le emozioni della serie, e ogni volta il re-watch è dietro l’angolo. Un titolo tra i più celebrati nella storia delle serie, una delle trame più appassionanti mai realizzate, perfetta per chi ama le storie di intrighi, battaglie leggendarie e i drammi etici. Visivamente è forse la serie più potente inclusa in questa lista, se non l’avete mai vista (pazzi!) fate spazio in calendario, non riuscirete più a staccarvene.
Stranger Things – “Stranger Things Theme” (Kyle Dixon & Michael Stein)
Oscura, sintetica, ipnotica. La sigla di Stranger Things (2016) è un viaggio nel tempo, un ritorno diretto agli anni Ottanta e ai suoi sintetizzatori. Una sigla che omaggia Carpenter, Spielberg, e tutti i simboli di un decennio fatto di luci al neon, pettinature improbabili quanto il mullet di Steve, ma anche dal lato oscuro oltre il glitter. Il brano racchiude le atmosfere della serie, con i suoi toni inquietanti e misteriosi, portandoci dritti nel sottosopra insieme a Undici. Sta arrivando la quinta (e ultima ) stagione, e se siete tra i pochissimi che non l’hanno mai vista questo è il momento di recuperare. Perfetta per chi ama le atmosfere vintage e il genere sci-fi anni ‘80, ma realizzato con i ritmi delle serie contemporanee, dal teen al dark, in questa serie c’è tutto quello che state cercando.
The White Lotus – “Aloha!” (Cristóbal Tapia de Veer)
Tamburi tribali, voci isteriche, archi che esplodono. Il tema della seconda stagione The White Lotus è una danza inquietante, che parte da toni ancestrali fino ad andare verso un ritmo incalzante, quasi techno, in un crescendo continuo. Un brano minaccioso e inquietante, che ritrae l’oscurità oltre le apparenze raccontata nella serie. La sigla diventò virale fin dal primo episodio, tanto che tantissimi fan rimasero delusi dalla scelta di non usarla più per introdurre la terza stagione. Il genere crime qui si intreccia alla critica sociale, ambientazioni mozzafiato con una trama che tiene attaccati allo schermo per tutto l’episodio, ogni stagione di TWL è una gemma, perfette anche da guardare scollegate, soprattutto le prime.



































































































