Le 10 sigle di serie TV famose diventate virali (e impossibili da dimenticare)

Aggiornato il

Alessandro Zaghi

Alessandro Zaghi

Editor a JustWatch

Alcune sigle non sono solo l’inizio di una puntata: sono un rituale, un richiamo immediato a un mondo che ci si apre sullo schermo. Bastano una manciata di note per rivedere Tony Soprano alla guida, il trono di spade mentre si costruisce, biciclette che corrono (e volano) nel buio di Hawkins. 

Alcune theme song sono diventate talmente tanto famose che non si sono limitate a introdurre le serie, ma ne sono diventate esse stesse cuore pulsante. In questa lista ne ricordiamo alcune tra le più iconiche.

The Simpsons – “The Simpsons Theme” (Danny Elfman)

Pochi secondi bastano per catapultarci subito nella scuola elementare di Springfield. Il brano composto da Danny Elfman porta un'orchestra sullo skateboard di Bart, alla centrale nucleare con Homer, in auto con Marge e Maggie, duetta al sax con Lisa. Una sigla perfetta per I Simpsons (1989), una musica che esplode, si ripiega su sé stessa, che mette subito il buon umore. Ogni generazione la riconosce all’istante, e ogni volta è come tornare a casa, davanti al divano più famoso del mondo. Una serie perfetta per tutti, in ogni momento della giornata, se non avete mai visto nemmeno un episodio probabilmente vivete su Marte, se li avete già visti tutti, è sempre tempo per un re-watch.

Willy, il principe di Bel-Air – “Yo Home to Bel-Air” (DJ Jazzy Jeff & The Fresh Prince)

Non serve nemmeno dire il titolo: basta iniziare con “Questa è la maxi-storia di come la mia vita è cambiata…" e tutti sanno il resto. Will Smith ha scritto e interpretato la sigla di Willy, il principe di Bel-Air (1990) con ironia e ritmo perfetti, per una theme song che incarna alla perfezione il personaggio portato in scena della serie. È un racconto in rima, essenziale per la trama, pensata e realizzata per fare parte della storia di Willy, non soltanto per introdurla. Un ponte tra hip-hop e cultura pop, diventato manifesto della TV di quegli anni. Una delle serie simbolo delle sitcom americane anni ‘90, da riscoprire per chi cerca una comicità leggera e per ritrovare le radici di uno degli attori più amati di Hollywood.

Friends – “I’ll Be There for You” (The Rembrandts)

Ci sono sigle che diventano parte del DNA di una generazione, e quella di Friends (1994) è una di queste. I’ll Be There for You è diventata più di una canzone, è un manifesto della tv anni ‘90, un inno per i milioni di spettatori che hanno amato Ross, Rachel, Monica, Chandler, Joey e Phoebe. Quel riff di chitarra, quei quattro battiti di mani, sono stampati a fuoco nella storia della cultura pop contemporanea, impossibile separarli dal Central Perk. Questa è probabilmente la sitcom più iconica di sempre, perfetta per una serata tra amici (ovviamente). Rivedere la New York di quegli anni, poi, è sempre un tuffo nella nostalgia.

I Soprano – “Woke Up This Morning” (Alabama 3)

Non c’è sigla che racconti un personaggio come Woke Up This Morning racconta Tony Soprano. Quel viaggio in macchina, le nuvole di fumo, il passaggio dal Lincoln Tunnel ai sobborghi del New Jersey. La canzone di Alabama 3 usata in apertura de I Soprano (1999) trasforma una semplice routine in un’epopea suburbana. È minacciosa, sensuale, un brano che avrebbe funzionato anche da solo, ma diventato così potente proprio grazie a questa serie leggendaria. Questa è la serie definitiva per tutti gli amanti del genere crime, da vedere e rivedere, da questo titolo il mondo delle serie non è più stato lo stesso, e il paragone con i film è andato sempre più ad assottigliarsi.

CSI: Scena del crimine – “Who Are You” (The Who)

Una canzone già iconica, ancora prima della serie, ed è per questo che le chitarre degli Who e l’urlo di Roger Daltrey hanno aiutato ( e non poco) anche Horatio e il team di CSI (2000) a prendersi un loro posto tra le serie crime anni ‘2000. Un titolo amatissimo da generazioni di spettatori, a cui la sigla iniziale dava subito il giusto appeal fin dalle battute finali. Certo, il copyright per questa canzone non deve essere costato poco, ma la scelta di metterla all’inizio di ogni puntata è sicuramente stata vincente. Se sei un amante delle indagini, delle storie che raccontano il lato investigativo, questa è la serie che fa per te. Non manca l’azione, questa è il titolo perfetto per i fan del genere poliziesco.

The Wire – “Way Down in the Hole” (Tom Waits)

Ogni stagione cambia voce, ma il significato resta identico, tenere “il diavolo in fondo al buco” come canta Tom Waits nel brano scelto come sigla di The Wire (2002). Parla della lotta quotidiana per non cedere al male, specchio perfetto della serie. Una sigla oscura, viscerale, sporca come i vicoli e la corruzione di Baltimora, con la voce di Tom Waits che si intreccia alla perfezione della trama. Oscura, minacciosa, definita una delle serie più belle e riuscite di sempre, se non avete mai visto The Wire  rimarrete sorpresi dalla sua intensità, dal suo ritmo frenetico, è come trovarsi a bordo della volante durante un inseguimento.

The O.C. – “California” (Phantom Planet)

“California, here we come.” Bastano quelle parole per essere già in viaggio verso il sogno californiano. La canzone dei Phantom Planet, scelta quasi per caso, è diventata un inno generazionale. Racconta l’adolescenza dorata e malinconica dei primi anni Duemila, quando tutto sembrava possibile, e il passaggio all’età adulta, i desideri, le fughe, le illusioni. È la sigla che ha reso The O.C. (2003) un fenomeno pop, una di quelle melodie che restano anche quando il sole tramonta su Newport Beach. Ritornare a questa serie, a quelle atmosfere, a quei personaggi, per qualcuno potrebbe essere un colpo al cuore, ma se cercate una serata di nostalgia e spiagge californiane questa è la serie per voi. E poi, diciamocelo, The O.C. è forse la serie teen più iconica di sempre.

Il Trono di Spade – “Main Title” (Ramin Djawadi)

Una sigla maestosa, imponente, come la saga di cui racconta nelle sue note. Il violoncello di Ramin Djawadi ha dato a Il Trono di Spade (2011) l’introduzione perfetta, ci porta dritto nelle trame di casa Targaryen e nell’Inverno oltre il muro a nord di Westeros. Anche qui, bastano una manciata di note per capire subito di quale serie si parla, pochi secondi per ritornare a tutte le emozioni della serie, e ogni volta il re-watch è dietro l’angolo. Un titolo tra i più celebrati nella storia delle serie, una delle trame più appassionanti mai realizzate, perfetta per chi ama le storie di intrighi, battaglie leggendarie e i drammi etici. Visivamente è forse la serie più potente inclusa in questa lista, se non l’avete mai vista (pazzi!) fate spazio in calendario, non riuscirete più a staccarvene.

Stranger Things – “Stranger Things Theme” (Kyle Dixon & Michael Stein)

Oscura, sintetica, ipnotica. La sigla di Stranger Things (2016) è un viaggio nel tempo, un ritorno diretto agli anni Ottanta e ai suoi sintetizzatori. Una sigla che omaggia Carpenter, Spielberg, e tutti i simboli di un decennio fatto di luci al neon, pettinature improbabili quanto il mullet di Steve, ma anche dal lato oscuro oltre il glitter. Il brano racchiude le atmosfere della serie, con i suoi toni inquietanti e misteriosi, portandoci dritti nel sottosopra insieme a Undici. Sta arrivando la quinta (e ultima ) stagione, e se siete tra i pochissimi che non l’hanno mai vista questo è il momento di recuperare. Perfetta per chi ama le atmosfere vintage e il genere sci-fi anni ‘80, ma realizzato con i ritmi delle serie contemporanee, dal teen al dark, in questa serie c’è tutto quello che state cercando.

The White Lotus – “Aloha!” (Cristóbal Tapia de Veer)

Tamburi tribali, voci isteriche, archi che esplodono. Il tema della seconda stagione The White Lotus è una danza inquietante, che parte da toni ancestrali fino ad andare verso un ritmo incalzante, quasi techno, in un crescendo continuo. Un brano minaccioso e inquietante, che ritrae l’oscurità oltre le apparenze raccontata nella serie. La sigla diventò virale fin dal primo episodio, tanto che tantissimi fan rimasero delusi dalla scelta di non usarla più per introdurre la terza stagione. Il genere crime qui si intreccia alla critica sociale, ambientazioni mozzafiato con una trama che tiene attaccati allo schermo per tutto l’episodio, ogni stagione di TWL è una gemma, perfette anche da guardare scollegate, soprattutto le prime.

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  1. I Simpson

    I Simpson

    1989

    # 1

    I Simpson (The Simpsons) è una popolare sitcom animata creata dal fumettista statunitense Matt Groening alla fine degli anni ottanta per la Fox Broadcasting Company. È una parodia satirica della società e dello stile di vita statunitensi, personificati dalla famiglia protagonista, di cui fanno parte Homer, Marge e i loro tre figli Bart, Lisa e Maggie. Ambientato in una cittadina statunitense chiamata Springfield, lo show tratta in chiave umoristica molti aspetti della condizione umana, così come la cultura, la società in generale e la stessa televisione.
  2. Willy, il principe di Bel-Air

    # 2

    Willy, il principe di Bel-Air (The Fresh Prince of Bel-Air) è una popolare sit-com statunitense andata in onda sul canale NBC dal 10 settembre 1990 al 20 marzo 1996. Lo show lanciò l'attore Will Smith. La sitcom è incentrata sulla vita di un ragazzo proveniente da Philadelphia che vive con dei ricchi parenti (la zia materna e lo zio avvocato, in seguito giudice) in una villa di Bel Air. In 6 stagioni vennero prodotti 148 episodi trasmessi in moltissime nazioni. Willy è un ragazzo cresciuto nel ghetto di Philadelphia. La madre, visto l'ambiente violento e pericoloso in cui si trova continuamente il figlio, decide di mandarlo ad abitare dalla sorella, Vivian Banks. Willy così piomba come un fulmine a ciel sereno in casa degli zii in uno dei quartieri più "in" della città di Los Angeles, Bel Air. La loro vita cambierà di colpo: pigiama party a tutte le ore, belle ragazze che sbucano da tutte le parti, musica a tutto volume alla domenica mattina. Willy riesce comunque con la sua simpatia a conquistare gli zii così diversi da lui.
  3. Friends

    Friends

    1994

    # 3

    Una delle commedie televisive più amate di sempre su un gruppo di sei amici trentenni, la trama si svolge prevalentemente in due appartamenti e un Coffee-Bar: Monica, Rachel, Phoebe, Chandler, Ross e Joey condividono sogni, amori, delusioni e speranze fra gag esilaranti e battute dal ritmo serratissimo.
  4. I Soprano

    I Soprano

    1999

    # 4

    La famiglia Soprano, i cui avi italiani sono originari di Avellino, vanta importanti contatti con le cosche newyorkesi e mantiene relazioni affaristiche con la Camorra napoletana. Il boss è soggetto ad attacchi di panico che lo portano sul lettino di una psicoanalista, alla quale confida ben presto i suoi turbamenti legati alla famiglia, in particolare nel rapporto col terribile personaggio della madre Livia: i suoi guai però passano anche attraverso il complesso legame con la moglie Carmela (connivente ma estranea alle imprese criminali del marito), i figli adolescenti, lo zio (fratello del padre) che non lo considera come boss e lo contrasta in ogni modo. A questi problemi personali si aggiungono quelli "lavorativi", in cui Tony deve destreggiarsi fra l'FBI, traditori della sua stessa famiglia e boss in ascesa di famiglie rivali.
  5. CSI: Scena del crimine

    # 5

    CSI: Scena del crimine (CSI: Crime Scene Investigation) è un telefilm prodotto dal network statunitense CBS le cui vicende ruotano attorno alle indagini della squadra della polizia scientifica di Las Vegas. Le indagini vengono svolte in maniera scientifica e razionale e la ricerca delle prove, con l'ausilio di tutti i mezzi offerti dalla tecnologia, è sempre l'obiettivo principale del team di investigatori. Visto il successo del telefilm sono stati creati ben due spin-off che vanno in onda contemporaneamente, CSI: Miami e CSI:NY.
  6. The Wire

    The Wire

    2002

    # 6

    La trama dell'opera è basata sulla lotta tra una speciale unità di polizia e una potente banda che controlla il traffico di stupefacenti. La particolarità e l'innovazione della serie sta, oltre che nell'accurato realismo dei personaggi, siano essi poliziotti o membri delle gang, nel narrare passo dopo passo l'indagine di polizia, dalla nascita all'evolversi fino alla conclusione.
  7. The O.C.

    The O.C.

    2003

    # 7

    Quando Ryan Atwood finisce in galera per aver aiutato il fratello a rubare una macchina, l'avvocato Sandy Cohen lo fa scagionare e lo ospita nella sua sfarzosa villa nella contea di Orange, dove vive con la moglie Kirsten e il solitario figlio Seth. Ryan, ragazzo di periferia, si scontra quindi con la ricca e viziata città di Newport Beach, facendo amicizia con Seth, il quale lo aiuterà ad integrarsi con i suoi coetanei: Marissa Cooper, la bella e tormentata ragazza vicina di casa dei Cohen, e Summer Roberts, della quale Seth è innamorato ma a cui non ha mai avuto il coraggio di rivolgere la parola.
  8. Il Trono di Spade

    # 8

    Nell'immaginario mondo di Westeros, in un tempo dal sapore medievale, s'intrecciano le vicende di alcune casate che lottano per la supremazia: i Baratheon, i Lannister, gli Stark, i Targaryen sono solo alcune delle famiglie che, tra guerre manifeste e intrighi clandestini, in un interminabile rovescio di fortune e alleanze, cercano di trionfare sugli avversari e prendere possesso del Trono di Spade, simbolo del potere e del comando. Tratto dal ciclo di romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin.
  9. Stranger Things

    Stranger Things

    2016

    # 9

    La scomparsa di un ragazzino in una cittadina porta alla luce un mistero in cui si mescolano esperimenti segreti, spaventose forze soprannaturali e una strana bambina.
  10. The White Lotus

    The White Lotus

    2021

    # 10

    Una tagliente satira sociale che racconta le avventure di un gruppo di vacanzieri, ospiti di un meraviglioso resort di lusso.