Addio “My Hero Academia”: 10 titoli per riempire il vuoto nel cuore

Addio “My Hero Academia”: 10 titoli per riempire il vuoto nel cuore

Gabriella Giliberti
Gabriella Giliberti

Pubblicato il16 dicembre 2025

Aggiornato il17 dicembre 2025

Il 13 dicembre 2025, dopo un’ottava stagione che ha fatto emozionare e commuovere in ogni singolo episodio, va in onda l’ultimo della stagione finale di My Hero Academia (2016 - 2025), chiudendo ufficialmente un anime che ci accompagna dal 2016 e che, insieme a Demon Slayer (2019 - in corso) e Jujutsu Kaisen (2020 - in corso), è considerato uno dei pilastri della nuova generazione shonen.

Dopo quasi dieci anni di Deku, All Might, Shigaraki e delle follie della U.A., è davvero la fine di un’epoca: niente più “Plus Ultra” urlati in simulcast, niente più speculazioni su chi diventerà il Numero Uno. Solo un enorme vuoto nel cuore… e nella watchlist. Sebbene, tutti quanti noi porteremo marchiata a fuoco l’effige nella nostra mente dell’unico e vero HERO di tutti i tempi!

Parte della forza di My Hero Academia è sempre stata la sua capacità di usare il linguaggio del battle shonen per parlare d’altro: “che cos’è un eroe, davvero?”, come ripete spesso il suo autore Kōhei Horikoshi. In un mondo in cui i Quirk sono la norma, la serie affronta temi come discriminazione e pregiudizio (soprattutto verso gli eteromorfi), il peso delle aspettative sociali, il culto tossico dei “pro hero” e l’idea di una società costruita attorno allo spettacolo della salvezza. Tutto filtrato attraverso una classe di ragazzini che imparano, sbagliano, crescono e costruiscono una famiglia trovata tra i banchi.

È anche per questo che My Hero Academia viene spesso definito uno degli shonen più importanti dell’ultimo decennio, premiato, amatissimo dai fan e costantemente in cima alle classifiche di popolarità. 

Se ti manca già, sappi che sei in buona compagnia. In questa guida abbiamo raccolto 10 anime e serie TV animate che condividono con MHA alcuni punti chiave: scuole di eroi, società distopiche, mentori imperfetti, underdog testardi, ma anche la stessa miscela di botte spettacolari e crisi esistenziali.

Partiamo dal più ovvio, ma anche dal più necessario: My Hero Academia: Vigilantes è il prequel ufficiale, ambientato cinque anni prima della serie principale. L’anime, andato in onda da aprile a giugno 2025, segue Koichi Haimawari, uno studente con un Quirk “da poco” che non può diventare pro hero e sceglie la strada del vigilante illegale, insieme all’influencer Kazuho e al brutale Knuckleduster. 

Se MHA è il lato “istituzionale” della Hero Society, Vigilantes ne mostra il retroscena grigio: gente comune che aiuta dove i pro hero non arrivano, quartieri lasciati ai criminali, sistemi che proteggono solo chi è già dentro. Ritrovi la stessa energia da shonen supereroistico – Quirk creativi, combattimenti coreografati, camei di personaggi che conosci – ma con una domanda più sporca: cosa significa essere eroe quando la legge non è dalla tua parte? È il titolo perfetto da guardare subito dopo il finale per restare nello stesso mondo, ma con un sapore più adulto e disilluso.

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Jujutsu Kaisen

Se in MHA i Quirk sono poteri spettacolari, in Jujutsu Kaisen le maledizioni sono letteralmente l’incarnazione degli incubi umani. La serie segue Yuji Itadori, liceale che diventa il vaso del Re delle Maledizioni Sukuna per salvare i suoi amici, entrando in una scuola di stregoni che ricorda molto la U.A., ma declinata in chiave horror. 

Qui ritrovi diversi elementi cari ai fan di MHA: classe di studenti con poteri unici, insegnanti borderline (Gojo come versione caotica di All Might), esami e missioni sul campo che diventano prove di maturità. Ma il tono è decisamente più cupo: JJK spinge sui sacrifici, sui traumi e su una società degli stregoni rigidissima e conservatrice, non troppo diversa dal lato più marcio della Hero Society. 

Se hai amato le parti più dure di MHA – le guerre, gli attacchi ai civili, il meltdown di Deku solitario – Jujutsu Kaisen è l’evoluzione naturale: stesso linguaggio shonen, ma con la consapevolezza che non sempre i “buoni” vincono e non sempre le istituzioni meritano fiducia.

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Kaiju No. 8
Kaiju No. 8

Kaiju No. 8

2024

In un mare di protagonisti adolescenti, Kaiju No. 8 ha fatto rumore per una scelta semplice ma rivoluzionaria: il suo eroe, Kafka Hibino, ha più di trent’anni, fa un lavoro frustrante nelle squadre di pulizia dei kaiju e ha già “fallito” l’esame per entrare nella Japan Defense Force. 

Quando un parassita mostruoso gli dà il potere di trasformarsi lui stesso in kaiju, Kafka diventa al tempo stesso minaccia e pilastro della difesa, costretto a nascondere la propria identità a colleghi e superiori. È l’anime perfetto per chi amava il lato sociale di MHA: qui c’è un’organizzazione militare al posto dell’Hero Society, ma i meccanismi sono simili – esami, classifiche, gerarchie, media – e la domanda è la stessa: cosa significa essere “degni” di salvare gli altri? La serie lavora molto sul tema del secondo tentativo, del sentirsi fuori tempo massimo rispetto ai propri sogni, qualcosa che risuona con la parte più malinconica del percorso di Deku e All Might.

Se ti mancano gli scontri spettacolari e le trasformazioni all’ultimo secondo, Kaiju No. 8 riempie quel vuoto con battaglie enormi, mostri inquietanti e una sana dose di autoironia.

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Mob Psycho 100

Se di My Hero Academia ti è sempre rimasta addosso la frase non detta “avere un Quirk non ti rende automaticamente migliore degli altri”, allora devi recuperare Mob Psycho 100. La serie segue Shigeo “Mob” Kageyama, ragazzo dall’aspetto banalissimo ma con poteri psichici devastanti, tanto forti da costringerlo a reprimere ogni emozione per paura di perdere il controllo. 

Mob è, in un certo senso, la versione più ansiosa e introversa di Deku: un adolescente che rifiuta di definirsi tramite i suoi poteri e che impara, stagione dopo stagione, a crescere come persona prima che come “arma”. La serie demolisce l’idea di “prescelto” e insiste sul fatto che il vero lavoro eroico è interno: accettare le proprie fragilità, integrare le parti oscure, chiedere aiuto. Il tutto con un’animazione espressiva e sperimentale, gag surreali e combattimenti che fanno sembrare alcuni scontri di MHA quasi sobri. Se cerchi una storia che ti faccia ridere, piangere e rimettere in prospettiva il concetto di “potere”, Mob Psycho 100 è un salto obbligato.

05

Black Clover
Black Clover

Black Clover

2017

In un mondo dove tutti usano la magia, Asta nasce senza un briciolo di mana, un po’ come Deku nato senza Quirk. Il suo sogno, ovviamente, è diventare Imperatore Magico: il più grande di tutti. Black Clover parte da un cliché apertamente simile a MHA – underdog vs sistema meritocratico – e lo spinge all’estremo, con un protagonista che compensa la mancanza di talento con una quantità ridicola di allenamento, urla e tenacia. 

Qui ritrovi tanti elementi familiari: squadre equivalenti alle classi della U.A., esami, rivalità amichevoli alla Deku/Bakugo, un mondo pieno di discriminazioni (soprattutto contro chi viene dai distretti poveri) e un’elite magica che non è sempre dalla parte giusta della storia. Rispetto a MHA è più “grezzo” e rumoroso, ma è proprio quel caos a conquistare: se ti manca il lato shonen puro, fatto di power-up gridati e amicizie che si cementano sul campo di battaglia, Black Clover riempie benissimo quel vuoto.

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One-Punch Man

Dove My Hero Academia racconta la salita verso la vetta, One Punch Man parte dall’arrivo: Saitama è già così forte da sconfiggere chiunque con un solo pugno. Il risultato è un anime che parodia sia i supereroi che gli shonen, ma senza perdere di vista temi molto simili a quelli di MHA: il burnout, il bisogno di riconoscimento, il ruolo delle classifiche e delle agenzie nell’idea stessa di “eroe”. 

L’Associazione Eroi è una versione ancora più cinica dell’Hero Society: tutto è ridotto a rating, posizionamento e immagine, mentre i veri salvataggi spesso passano inosservati. Saitama, che ha realizzato il sogno di essere “il più forte”, è più annoiato che felice; i suoi colleghi vivono intrappolati in un sistema che li misura in base a parametri spesso ridicoli. Se ti hanno colpito i momenti in cui MHA criticava la spettacolarizzazione del salvataggio (dagli scandali mediatici all’arco di Stain), One Punch Man offre una lettura ironica ma lucidissima della stessa ossessione. E in più ti fai delle risate, che post-finale non guastano.

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Tiger & Bunny

Prima ancora che MHA arrivasse, Tiger & Bunny stava già giocando con l’idea di supereroi come celebrità aziendalizzate. Nella città di Stern Bild, gli “Heroes” salvano persone in diretta TV, accumulano punti in classifica e sfoggiano sponsor veri (Pepsi, Amazon, SoftBank) stampati sulle armature. 

La serie segue la strana coppia Wild Tiger / Barnaby Brooks Jr., costretti a fare team in un sistema che premia più i numeri che l’etica. Se hai amato in MHA tutto il discorso sulla Hero Society come industria dello spettacolo, qui è il cuore stesso del concept: ogni salvataggio è un contenuto, ogni errore può significare la perdita di sponsor.

Tiger & Bunny, però, non è solo satira: lavora molto sulle relazioni tra colleghi, sui conflitti tra generazioni di eroi e su cosa significhi invecchiare in un lavoro che ti vuole sempre giovane e perfetto. È una visione imprescindibile se vuoi esplorare un’altra declinazione dell’idea di “eroe come brand” che MHA ha reso così centrale.

08

Invincibile
Invincibile

Invincibile

2021

Se cerchi qualcosa di più adulto ma non vuoi abbandonare il mondo dei supereroi, Invincible è probabilmente la scelta migliore. La serie di Prime Video, adattata dal fumetto di Robert Kirkman, racconta la storia di Mark Grayson, figlio del supereroe più potente della Terra, che scopre a poco a poco quanto sia tossica e violenta la realtà dietro la facciata perfetta del padre. 

È una sorta di università dopo il liceo di MHA: stesso amore per i costumi, le squadre e le città distrutte, ma con una violenza grafica e un cinismo che non troverai mai nella U.A. Anche qui però il cuore non è il gore, ma il conflitto tra eredità e identità: Mark, come Deku, deve capire che tipo di eroe essere in un mondo dove i simboli che ha idolatrato sono costruiti su compromessi e bugie. Se il finale di MHA ti lascia con la voglia di storie che mettano veramente in crisi il concetto di “simbolo di pace”, Invincible è un passo successivo naturale – consapevole, emotivo e sorprendentemente commovente dietro il sangue.

Tra i film live action, pochi parlano la stessa lingua di MHA quanto Sky High – Scuola di superpoteri. Il protagonista, Will Stronghold, è figlio di due leggende del supereroismo e viene mandato in un liceo volante per ragazzi con poteri… peccato che i suoi ancora non si siano manifestati. Viene così relegato alla classe “Hero Support”, la serie B della scuola. 

Suona familiare? Tra test di abilità, divisioni tra “eroi” e “spalle”, bullismo supereroistico e genitori ingombranti, Sky High sembra quasi il cugino live action di MHA. Ovviamente il registro è più leggero e da teen movie Disney, ma la riflessione è simile: cosa succede a chi cresce all’ombra di simboli troppo grandi, e quanto la scuola contribuisca a creare gerarchie ingiuste. È il titolo perfetto se vuoi qualcosa di più corto e autoconclusivo rispetto a un anime lungo, ma non ti va di abbandonare l’idea di “classe di giovani eroi” che fa parte del DNA di My Hero Academia.

10

Naruto
Naruto

Naruto

2002

Chiudiamo con un classico che, in un certo senso, è il nonno di My Hero Academia: Naruto. La storia del ninja emarginato che sogna di diventare Hokage ha definito intere generazioni di shonen, e Horikoshi stesso ha spesso citato l’opera di Kishimoto come una delle influenze principali. 

Naruto, come Deku, è un ragazzino guardato dall’alto in basso, la cui crescita avviene attraverso esami, missioni di gruppo, mentori severi ma affettuosi e una rete di amici-rivali che lo accompagnano per centinaia di episodi. Al posto dei Quirk trovi jutsu e kekkei genkai; al posto della U.A. c’è l’Accademia Ninja e i villaggi nascosti; al posto della Hero Society, un mondo politico complesso che impara lentamente dai propri errori. 

Se vuoi capire da dove arriva l’ossessione di MHA per il concetto di “erede”, “simbolo” e “nuova generazione che deve superare la vecchia”, Naruto è il binge-watch ideale: lungo, emotivo e pieno di momenti che ti colpiranno nello stesso punto in cui lo hanno fatto Deku, Bakugo e Todoroki.

Informazioni su questa lista

Titoli

10

Costo totale di visione

9,98 €

Durata totale

551h 35min

Generi

Azione e Avventura, Fantascienza, Animazione

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Ci sono 10 titoli in questa lista e 7 di questi li puoi guardare su Crunchyroll. Anche altri 7 servizi di streaming hanno titoli disponibili oggi.

  1. 7 titoliCrunchyroll
  2. 7 titoliCrunchyroll Amazon Channel
  3. 5 titoliNetflix
  4. 3 titoliAmazon Prime Video
  5. 3 titoliAmazon Prime Video with Ads