
“Scrubs” – Zach Braff, Donald Faison e Sarah Chalke: “Non si è mai troppo vecchi per sognare. Raccontiamo persone imperfette che dedicano la vita agli altri”
“Quando leggo una sceneggiatura di Scrubs mi chiedo sempre come facciano gli autori a inventarsi certe cose. La loro immaginazione mi lascia a bocca aperta”.
Sarah Chalke, a 16 anni di distanza dalla fine della serie, torna a vestire il camice bianco della Dr.ssa Elliot Reid nel revival di Scrubs (disponibile dal 25 marzo su Disney+). Accanto a lei gli immancabili compagni di avventura Zach Braff e Donald Faison rispettivamente nei panni di JD e Turk.
La serie, composta da 8 episodi da 30 minuti al cui timone ritroviamo Bill Lawrence, riprende ai giorni nostri per raccontare le nuove (dis)avventure dei suoi protagonisti alle prese con i problemi e le sfide della vita di tutti i giorni e il lavoro tra le corsie del Sacro Cuore invase da una nuova generazione di specializzandi. “La sfida interessante è stata portare lo show nel 2026: come restare fedeli ai personaggi ma renderli attuali?”, continua Chalke quando la incontriamo su Zoom. “Zach ha diretto il pilot, quindi è stato fantastico lavorare con lui per trovare il giusto livello di realismo per i personaggi oggi”.
“Scrubs”, un revival radicato nella realtà
Scrubs, con i suoi Appletini, la sigla sulle note di Superman dei Lazlo Bane e i sogni a occhi aperti del suo protagonista, è un simbolo dei primi anni '00 e di una stagione di MTV indimenticabile. Per tornare, dopo così tanti anni, era necessario trovare la giusta storia e approccio.“Una delle prime conversazioni avute con Bill Lawrence su questo revival è stata: voglio mantenere l'umorismo e la stupidità, specialmente con Turk, perché è così che io e Donald siamo nella vita reale”, spiega Braff. “Volevo che lo show tornasse alle basi della prima stagione: radicato nella realtà, con la commedia che scaturisce da situazioni realistiche, fantasie a parte”.
Senza svelare troppo di quello che i nuovi episodi hanno in serbo per i fan, questo nuovo capitolo di Scrubs ci riporta nelle vite dei personaggi in un momento preciso delle loro esistenze. E ritrovarsi di nuovo tutti insieme è, forse, la cosa di cui avevano più bisogno.“Mi piace l'idea di raccontare la storia di qualcuno che, a metà vita, non è del tutto felice di dove si trova, si sente solo e ha perso la scintilla”, prosegue. “Tornando al Sacro Cuore e ritrovando i suoi amici, ritrova una comunità. È un modo molto interessante per rientrare in questi personaggi”.
Una nuova generazione di specializzandi
Se nel 2001 erano JD, Turk ed Elliot alle prese con le ansie e paure relative al tirocinio, con il revival facciamo la conoscenza di un nuovo gruppo di specializzandi. Ma la medicina è cambiata e l'atteggiamento e i metodi del Dr. Cox interpretato da John C. McGinley non possono più essere considerati la norma. “È una cosa che abbiamo imparato subito facendo ricerca per il revival”, racconta Braff. “Non puoi urlargli contro, dirgli che stanno uccidendo persone o farli lavorare senza sosta. Questo è diventato un punto interessante della storia: Cox che cerca di essere un insegnante in un mondo con programmi di benessere e regole sul sonno. Per questo abbiamo introdotto il personaggio della responsabile del personale interpretata da Vanessa Bayer”.
Ma l'introduzione di una nuova generazione di tirocinanti porta anche a uno “scontro” decisamente comico tra loro e i tre protagonisti. “Ogni volta che arrivano gli specializzandi, mi sento vecchio”, confida divertito Faison. “Il modo in cui parlano, come si muovono, l'energia... ricordo di averla avuta, ma ora non più. Sono arrivato all'età in cui chiedo loro aiuto con il telefono o se il carattere è troppo piccolo dico: 'Ehi, puoi leggermi questo?'”.
“Hanno anche un gergo che non conosciamo”, gli fa eco Chalke. “Zach ha scritto una scena l'altro giorno dove ha inserito tutte le cose che ci hanno insegnato loro. È un'esperienza diversa essere i 'vecchi' nello stesso lavoro dove un tempo eri il giovane”. “Personalmente sono rimasto fermo allo slang dei primi anni 2000. Donald mi insegnava le parole giuste. Ora dice ancora le stesse cose e 25 anni dopo suonano antiquate! I ragazzi ci guardano come se fossimo pazzi”, aggiunge, ridendo, Braff.
“Scrubs” e il potere dell'immaginazione
Uno dei motivi che ha reso Scrubs una serie cult amata da milioni di persone è la sua natura votata al sogno e all'immaginazione. Le parentesi in cui la mente di JD parte per la tangente per fantasticare su situazioni assurde sono il cuore stesso dello show. Oggi sognare ha ancora importanza? “È la scrittura di Bill Lawrence. Uno dei motivi per cui Ted Lasso è stato un successo enorme durante il Covid è che tutti avevano bisogno di un abbraccio. Era incoraggiante e positivo”, riflette Braff. “Scrubs, al suo meglio, è così. Parla di persone imperfette che dedicano la vita a salvare gli altri. Credo sia il momento giusto per uno show sull'amicizia e la speranza”.
“Non credo si diventi mai troppo vecchi per sognare”, chiosa Faison.“Desideri sempre qualcosa di meglio per la tua vita. Magari non pensi più che si avvereranno per forza, ma continui a mandare quell'energia nell'universo. L'immaginazione è dove vivono le fantasie. Ne abbiamo bisogno per fuggire. Ed è l'unico modo per raggiungere i propri obiettivi”.













