"Ricomincio da capo" (Groundhog Day) può essere considerato un film horror?

"Ricomincio da capo" (Groundhog Day) può essere considerato un film horror?

Pubblicato il18 febbraio 2026

Aggiornato il18 febbraio 2026

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Se dovessero chiedermi qual è il film che meglio racconta la sensazione di vivere sempre lo stesso giorno, non avrei dubbi nel rispondere Ricomincio da capo (Groundhog Day) di Harold Ramis. Uscito nel 1993 con Bill Murray, è diventato nell’immaginario collettivo un comfort movie, una commedia di quelle che riguardi volentieri e che molti catalogano come fantasy romantica con venature filosofiche.

Eppure, se ci pensiamo un po’ più attentamente, l’idea alla base è un vero e proprio incubo. Ma vi immaginate a svegliarvi ogni mattina nello stesso letto, alla stessa ora, con la stessa canzone, e scoprire che il tempo non sta andando avanti ma girando su sé stesso come una ruota dentata che ti mastica? Ok, forse questo lo viviamo un po’ tutti quanti, ma per lo meno qualche piccola sfumatura, di giorno in giorno, c’è. Invece, per il povero Phil Connors manco quello.

Di cosa parla “Ricomincio da capo” (e perché ci riguarda ancora oggi)

Ricomincio da capo racconta il peggior lunedì della tua vita, ripetuto all’infinito. Phil Connors, meteorologo televisivo sarcastico e piuttosto insopportabile, arriva a Punxsutawney per il servizio sul Giorno della Marmotta e resta bloccato nel 2 febbraio: stessa sveglia, stessa canzone, stesse facce, stessi dialoghi, ogni singolo giorno.

Ad oggi questa premessa non suona affatto “vecchia”. Al contrario, sembra scritta per il nostro presente. Non a caso “il giorno della marmotta” è diventato un modo di dire codificato nei dizionari per indicare una situazione che si ripete uguale, spesso in modo negativo o monotono, senza veri progressi. Quando un film smette di essere solo un titolo e diventa una parola del lessico quotidiano, significa che ha intercettato qualcosa di profondo e condiviso.

Ci riguarda perché parla di una paura molto contemporanea, cioè la sensazione di vivere in modalità automatica. Routine, stanchezza, giornate fotocopia, l’impressione di fare mille cose senza muoversi di un millimetro. Durante periodi collettivi di sospensione, questa lettura è riemersa con forza anche nel dibattito critico, proprio perché il film mette in scena l’angoscia di un tempo bloccato e di un senso che non arriva mai da fuori.

La teoria fan su Reddit: quando il loop temporale diventa horror

Esiste una teoria fan che torna ciclicamente online e teorizza, appunto, che il film più che essere una commedia sia un vero e proprio horror. Lì per lì, ho storto il naso, ma sotto sotto, in fondo, la trama di questo film c’è qualcosa di disturbante a pulsare. Per esempio, l’angoscia di non sapere perché sei intrappolato, né quanto durerà questa condanna. Ed è proprio lì che, secondo me, Ricomincio da capo smette di essere “solo” una commedia intelligente e comincia a sfiorare un territorio che l’horror conosce benissimo: la perdita di controllo sul reale.

La teoria horror funziona perché non forza il testo, lo legge alla lettera. Phil Connors è un uomo isolato in un sistema senza regole comprensibili. Nessuno ricorda ciò che lui ha vissuto, quindi ogni legame è destinato a cancellarsi al reset successivo. Ogni gesto, anche il più disperato, è assorbito da un mondo che torna identico. La vera tortura non è solo la monotonia, ma l’ignoranza radicale sull’origine e sulla fine del loop. Questo è puro horror esistenziale, l’idea che il tempo possa trasformarsi da misura della vita a prigione senza uscita. Poi c’è il lato psicologico, ancora più feroce. Phil passa dall’arroganza alla manipolazione, poi alla disperazione, fino ai tentativi di suicidio ripetuti – scene che il film mostra con tono ironico, ma che restano, in sostanza, una sequenza di autoannientamento. E qui scatta la parte più interessante: il tono comico non annulla la materia tragica, la rende più straniante. È quasi un “horror in piena luce”, senza nebbia né mostri, con la cittadina innevata al posto del castello gotico.

Anche su Reddit, tra chi sostiene apertamente la lettura horror e chi la rifiuta in nome del tono comico, emerge proprio questo discrimine: non cosa accade, ma come ci viene raccontato. Il che, paradossalmente, rafforza la tesi: basta cambiare regia, fotografia e colonna sonora, e la stessa storia diventa un film dell’orrore nel giro di cinque minuti. Non è un caso che il cinema successivo abbia preso quella struttura e l’abbia spinta esplicitamente nel genere, da Auguri per la tua morte (2017)  in avanti, venduto e recensito proprio come variante slasher di Ricomincio da capo.

Più che un horror di genere, un horror esistenziale

Quindi: Ricomincio da capo è davvero un horror? “Snì”. Se parliamo di genere nel senso stretto del termine, allora sicuramente no. Nasce, vive e viene distribuito come commedia fantastica con arco romantico. Ma se parliamo di nucleo emotivo, di paura fondativa, di idea-madre che ti resta addosso quando spegni lo schermo, la risposta per me è molto meno timida: sì, può esserlo eccome. Perché il terrore più contemporaneo non è per forza il sangue, il jump scare o il mostro dietro la porta. A volte è la prospettiva di restare bloccati in una versione eterna di noi stessi, in una giornata che non evolve, in una vita che non cambia mai davvero. E in un’epoca in cui l’alienazione quotidiana è diventata quasi un linguaggio comune, quella premessa fa più paura di molti horror dichiarati. Il film di Ramis sceglie la via della redenzione e ci offre un’uscita luminosa; ma la stanza da cui parte quella redenzione è buia, eccome. Ed è forse questo il suo colpo di genio: aver nascosto una storia dell’orrore dentro uno dei racconti più popolari sulla possibilità di cambiare. In altre parole, Ricomincio da capo non è un horror per genere, ma lo è per vertigine. E a volte la vertigine, sul serio, è peggio del mostro.

Phil, giornalista televisivo, si reca a Punxsutawney in Pennsylvania, per il "Groundhog Day", il giorno della marmotta. Realizzato il servizio, vorrebbe partire subito, ma una tempesta di neve lo blocca. Prende alloggio in una locanda e, la mattina, svegliandosi rivive tutti i fatti del giorno prima. Così anche le mattine successive. Dapprima incredulo, quindi allarmato, poi atterrito, Phil volge però a suo favore la situazione.

Informazioni su questa lista

Titoli

1

Costo totale di visione

3,99 €

Durata totale

1h 41min

Generi

Commedia, Drammatico, Fantasy

Dove posso guardare questa lista online?

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