
Questo film cult dello Studio Ghibli sta per tornare al cinema (con un cambiamento importante)
Gli amanti italiani del cinema dello Studio Ghibli si sono segnati religiosamente l’appuntamento dal 4 al 10 giugno con Principessa Mononoke (1997), il classico di Hayao Miyazaki che ritorna nelle sale cinematografiche in quei giorni. L’operazione serve a celebrare la ristorazione in 4K di una delle opere più famose e apprezzate del regista giapponese.Le notizie riguardo il ritorno di Principessa Mononoke al cinema non finiscono qui. Sul grande schermo potrete vedere l’avventura dai forti temi ecologici abbellita da un nuovo doppiaggio italiano. Dopo i meme e le proteste per l’ultimo adattamento tricolore a cura di Gualtiero Cannarsi, Lucky Red è pronta a farsi perdonare con questa nuova versione.
Non resta che prenotare i biglietti nella sala più vicina e godersi l’ennesima magia dello Studio Ghibli, che ai tempi lasciò a bocca aperta tutti gli spettatori.
"Principessa Mononoke", un cult tra ambientalismo e sopravvivenza
La bocca aperta degli spettatori era dovuta a molteplici fattori che hanno reso Principessa Mononoke un cult impossibile da dimenticare. Nonostante i fan fossero abituati all’estetica dello Studio Ghibli, nessuno era pronto alla magnificenza visiva a cui avrebbero assistito. Chiunque vorrebbe vivere nei magnifici paesaggi naturali, dominati dalle varie sfumature di verde degli alberi. I colori naturali che dominano la palette del film sono interrotti da accenti più accesi dove pervade soprattutto il rosso.
La scelta non è casuale e fa riferimento alla violenza grafica del film, inusuale per la filmografia di Miyazaki. Questo cambiamento è un altro fattore che ha catturato intere generazioni. L’ambientalismo del regista fuoriesce attraverso una vicenda drammatica dove la scelta del profitto rispetto alla salvaguardia della natura prende una piega conflittuale insanabile. Non a caso la valorosa Mononoke è irriducibile nella sua lotta contro le azioni nocive degli umani. Sul lato grafico, questa violenza viene espressa senza compromessi, con arti mozzati e teste tagliate.
Oltre all’estetica e ai temi sociali dell’opera, Principessa Mononoke ha un posto speciale nel cuore di molti grazie all’elenco infinito di personaggi epocali. Oltre all’eroina, come non potremmo essere colpiti dalla lupa Moro, orgogliosa e combattiva, o da Yakun, lo stambecco cavalcato dall’altro protagonista Ashitaka. Per non parlare del Dio della Foresta, dalle sembianze di un cervo, ma con un volto dai tratti umani e una corona di corna dall’aspetto mistico.
Un nuovo adattamento che corregge gli errori del passato
È proprio la divinità dalle sembianze cervine a essere al centro di un fatto eclatante che rende questo nuovo adattamento una manna dal cielo. Chi di voi ha assistito a Principessa Mononoke con la versione a cura di Gualtiero Cannarsi sa già di cosa sto parlando. Diciamo che non pochi avevano storto il naso dopo aver sentito il nome italiano con il quale la divinità boschiva veniva indicata. Il suo carattere divino e le sue sembianze animali avevano spinto l’uomo a coniare un appellativo a dir poco blasfemo. Questa scelta – che ha fatto scaturire anche meme, oltre alle inequivocabili polemiche – non sarà fortunatamente presente nell’adattamento in uscita.
Oltre a un doppiaggio italiano nuovo di zecca, dal 4 al 10 giugno potrete vedere questa epica avventura all’insegna dell’ambientalismo in maniera ancora più nitida. Infatti, la nuova versione prevede una definizione in 4K, grazie alla restaurazione supervisionata da Atsushi Okui. Il direttore della fotografia ha curato l’aspetto di Principessa Mononoke e di molti altri classici di casa Ghibli, come Porco Rosso (1992), Il castello errante di Howl (2004) e Il ragazzo e l'airone (2023). Per questo motivo, possiamo aspettarci una nuova versione completamente fedele all’opera originale, ma portata a un livello superiore dalla tecnologia moderna.
Una visione sul grande schermo a cui non mancare assolutamente
A quasi trent’anni dalla sua uscita, Principessa Mononoke potrebbe sembrare un titolo datato da lasciare alla gloria di un tempo. Eppure, il cult di Miyazaki non è mai stato più attuale di adesso. I problemi ambientali sono diventati uno dei temi principali della nostra vita nel presente, ma con un occhio verso il futuro. Un film visionario e premonitore di questa portata dovrebbe essere visto sul grande schermo perché solo la potenza della sala riuscirebbe a comunicare completamente i suoi messaggi.
Allo stesso tempo, l’aspetto estetico di Principessa Mononoke è uno dei punti di forza della pellicola e il grande schermo dà la possibilità agli spettatori di godersi tutti i minimi dettagli dei paesaggi dominati dal fogliame, dei costumi variopinti e delle inquadrature mozzafiato. Per questa ragione, è indifferente se questa sarà la vostra prima visione dell’opera, la seconda o la ventesima. Miyazaki e i suoi collaboratori hanno lavorato per anni per donare al pubblico Principessa Mononoke. Ma i loro sforzi per ammaliare e far pensare lo spettatore erano pensati per essere fruiti in grande stile sul grande schermo.













