"Odissea" di Nolan: cosa dicono le prime recensioni? Ecco il parere delle principali testate

"Odissea" di Nolan: cosa dicono le prime recensioni? Ecco il parere delle principali testate

Pubblicato il17 luglio 2026

Aggiornato il17 luglio 2026

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Odissea (2026) è in sala. A un giorno dall’uscita italiana, dopo la scadenza dell’embargo, le principali testate internazionali hanno pubblicato le prime recensioni dell’attesissimo kolossal diretto da Christopher Nolan, che riadatta il poema omerico. È prevista una grande affluenza per il film, il primo in assoluto a essere girato interamente in IMAX 70mm, come testimoniato dal sold out di diverse proiezioni, molte delle quali a partire già dallo scorso anno.

Gli analisti hanno stimato un incasso globale di circa 200 milioni di dollari nel fine settimana del debutto, anche se non sarà da sottovalutare l’impatto della finale dei Mondiali di calcio. Nonostante ciò, è legittima la curiosità relativa al parere della stampa specializzata, proprio per quest’occasione valorizzata al massimo, considerata la politica della Universal Pictures di organizzare proiezioni in anteprima esclusivamente per i giornalisti, escludendo influencer e content creator.

Dunque, cosa ci dicono le prime recensioni di Odissea? Come si colloca l’ultima impresa cinematografica di Nolan rispetto ai precedenti lavori? Se, ad esempio, prendiamo in esame Rotten Tomatoes, tra i principali aggregatori di recensioni, il Tomatometer, che misura la percentuale di recensioni positive espresse dalla critica, incorona Odissea come il miglior film del regista britannico. Al momento detiene il punteggio più alto in assoluto, ovvero il 96%, basato su oltre 200 articoli. Un primato che era detenuto a pari merito da Il Cavaliere Oscuro (2008) e Memento (2000), con il 94%, entrambi seguiti da Oppenheimer (2023) con 93%, e di nuovo a pari merito Dunkirk (2017) e Insomnia (2002) con il 92%, e Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno (2012) e Inception (2010) con l'87%, per poi passare a Batman Begins (2005) con l'85%, The Prestige (2006) con il 76%, Interstellar (2014) con il 73% e infine Tenet con il 70%. Insomma, un punteggio importante, e forse del tutto inaspettato. Ma andiamo a tradurlo in parole.

"Odissea" secondo la critica internazionale, Nolan promosso o bocciato?

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Per la critica, dunque, è un sì. Come si poteva evincere dalle prime impressioni, trapelate la scorsa settimana, complessivamente i giudizi su Odissea sono per la maggior parte positivi. Per esempio, The Guardian conferisce ben cinque stelle su cinque, il massimo del punteggio, descrivendolo come un film capace di distinguersi “per straordinaria ambizione, audacia, serietà, generosità e stile”. Stesso punteggio oltreoceano dal sito specializzato RogerErbert, con Matt Zoller Seitz che ha sottolineato la capacità di Nolan di realizzare “un grande film sull’importanza delle storie, sul modo in cui ci vengono raccontate e sui loro effetti”. David Fear di The Rolling Stone scrive: “Ciò che resta impresso dopo aver visto Odissea, probabilmente la migliore opera di Christopher Nolan dai tempi di Dunkirk, è un senso generale di meraviglia. È uno dei film più dinamici degli ultimi tempi.” Caryn James della BBC elogia Matt Damon, definendolo “il motore dell’azione e il fulcro morale del film”, ma anche le scene d’azione, che descrive “altrettanto coinvolgenti”, proprio perché “tutto è coreografato alla perfezione”. Risulta, dunque, centrale il minimo utilizzo di CGI da parte del regista britannico, tra gli elementi che, a sua detta, rendono Odissea “così ricca, così piena di magia e umanità”.

C’è chi si pone con meno entusiasmo, come Guy Lodge di Variety, che pur essendo consapevole della maestria di Nolan nel trarre un buon film da un’opera così complessa e storicizzata, evidenzia una carenza nella gestione di alcuni attori, come Robert Pattinson che descrive come “un cattivo da pantomima”. Secondo lui, la sceneggiatura è “più incisiva e sorprendente nell’affrontare temi come l’onore e il tradimento tra uomini piuttosto che le relazioni familiari, delineate in modo più vago”.

Non è mancato, però, chi l’ha stroncato, anche se ad ora stiamo parlando di una netta minoranza. Com’è successo con Le Monde, con il critico Jacques Mandelbaum che da Parigi ha espresso un parere “fuori dal coro”: per lui, infatti, l’opera “fatica a confrontarsi con Omero” e “la maggior parte dei personaggi, da Anne Hathaway a Tom Holland, risulta eccessivamente abbozzata, e dunque poco credibile”. Ma le parole più dure arrivano dal Time, con Stephanie Zacharek che reputa il film come “altro motivo di disperazione per il grande schermo, che sta perdendo il proprio prestigio”, soprattutto nel tentativo di intercettare il pubblico di mezza età, sempre meno interessato alla sala cinematografica.

La stampa italiana, entusiasmo o disfattismo?

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Paolo Mereghetti de Il Corriere della Sera ha promosso il film, sottolineando che “la lettura che Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi”. Ci racconta che “L’Odissea non è più il resoconto epico di un eroe costretto ad accettare la propria finitudine, ma il diario drammatico di un uomo sconfitto che deve fare i conti con il proprio fallimento” e che il film offre “una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine”.

Il quotidiano La Repubblica si affida invece alle parole di uno scrittore e sceneggiatore, Francesco Piccolo: “Se uno dovesse dire cos’è questo film, com’è, è l’esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una ca**ata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallelo e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una ca**ata. Continuamente”.

Pedro Armocida su Il Giornale sottolinea che “nelle mani di Christopher Nolan l’Odissea si fa carne, sangue, morte, vita, gioia e dolore, sogno e incubo. Soprattutto si fa futuro”. Vanity Fair Italia chiede, invece, di metter da parte il ricordo del “Nolan criptico di Tenet o Inception”, enfatizzando il fatto che stavolta “si esce dal cinema dopo due ore e cinquantotto minuti, avendo guardato l'orologio giusto un paio di volte, con le idee chiare e senza dubbi”.

Su La Stampa, invece, Claudia Catalli ammette di “rimpiangere l’autenticità di Itaca - Il ritorno (2024) di Uberto Pasolini, con un Ralph Fiennes davvero insuperabile nei panni di un Ulisse, meno muscolare di Matt Damon, più astuto, tormentato, dolente e, in una parola, memorabile”. Pur essendo una garanzia dietro la cinepresa, secondo la Catalli, Nolan avrebbe firmato “un film abbastanza lineare, allineato, a tratti persino didascalico”, mettendo in scena un’Odissea che somiglia più all'Iliade, “per quanto insiste sulla guerra e in particolare sulla guerra di Troia”. Ma sottolinea anche una mancanza di “spessore emotivo autentico” a una serie di personaggi importanti, come Nausicaa e Achille, e il poco spazio alle figure femminili “interpretate da attrici di talento e fama mondiale che avrebbero meritato di più, dalla Penelope di Anne Hathaway alla Calipso di Charlize Theron, passando per la Circe di Samantha Morton e il duplice ruolo Elena/Clitemnestra di Lupita Nyong'o”.

Siamo di fronte al miglior Nolan di sempre? La parola al pubblico

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Come ci suggerisce Piccolo su Repubblica, il lavoro adesso sta a noi spettatori. Toccherà a noi, infatti, oltre “a decretare se il film è bello o è una ca**ata”, se siamo di fronte al miglior Nolan di tutti i tempi. Al tempo stesso, non dobbiamo scoraggiarci di fronte a quanto scritto dalla Zacharek, e non per una questione anagrafica di chi al momento scrive o di chi leggerà. È giusto, infatti, lasciarsi guidare da chi conosce davvero questa materia, da chi del cinema ha fatto il proprio lavoro e campo di studio, che continua ad approfondire giorno dopo giorno. È quanto proviamo a fare anche noi quotidianamente, nel nostro piccolo, raccontandovi i film o le serie tv del momento per offrirvi una bussola in un panorama che si arricchisce costantemente e si fa sempre più stratificato. Non bisogna, però, nemmeno dimenticare l’enorme sforzo che ha comportato la realizzazione di un progetto di tale portata. L’intenzione era chiara sin dall’inizio, a partire dalla scelta di girare il lungometraggio interamente in IMAX 70mm. Odissea non è un semplice film, ma una vera e propria esperienza. Ed ecco che il viaggio di Ulisse diventa il viaggio dello stesso Nolan per riportare il cinema al centro della collettività. Abbiamo già parlato, in precedenza, dei vantaggi di guardare il kolossal come è stato concepito dal suo autore. Si tratta sicuramente di una richiesta agli spettatori, che devono porsi in maniera più attiva, a partire dalla ricerca della stessa sala, tra IMAX e proiezioni in pellicola. Sarete persino disposti ad andare all’estero per “la proiezione giusta”? Il viaggio è appena cominciato. Lasciatevi trasportare.

Odissea
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Odissea

2026

Ulisse, il leggendario re greco di Itaca, intraprende un lungo e pericoloso viaggio verso casa dopo la guerra di Troia, raccontando i suoi incontri con esseri mitici come il ciclope Polifemo, le Sirene e la dea strega Circe.
Odissea non è disponibile per lo streaming.
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Informazioni su questa lista

Titoli

1

Durata totale

2h 53min

Generi

Azione e Avventura, Fantasy

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