
“Possible Love”, Lee Chang-dong: “Un film sul desiderio umano e la ricerca della libertà”
Sono passati otto anni da Burning – L'amore brucia (2018), il film di Lee Chang-dong presentato a Cannes 71. Ora il regista coreano è tornato dietro la macchina da presa per Possible Love, dramma in Concorso per il Leone d'oro a Venezia 83 – dal 6 novembre su Netflix - in cui racconta la complessa relazione tra due coppie sposate alle prese con destini diversi e desideri nascosti. Mi-ok (Jeon Do-yeon) vive una vita semplice con il marito Ho-seok (Sul Kyung-gu), rimasto senza lavoro, e il loro figlioletto Cheol, finché a un funerale incontrano Ye-ji (Cho Yeo-jeong), una documentarista che racconta le vicende dei lavoratori licenziati, e il marito Sang-woo (Zo In-sung), una coppia il cui stile di vita agiato è in netto contrasto con il loro.
Quando Mi-ok accetta di essere inclusa nelle riprese, stringe un legame con Ye-ji e si ritrova a provare un'attrazione per il marito di lei. Man mano che i loro mondi si scontrano, gli equilibri quotidiani cominciano a incrinarsi e questo porta il regista a cogliere le emozioni mutevoli, i conflitti e le visioni del mondo contrastanti che plasmano queste relazioni.
“Volevo affrontare questi temi, ma anziché farlo in modo astratto, volevo calare la vicenda nella vita quotidiana in cui tutti noi possiamo immedesimarci”, osserva Chang-dong.
Un film che pone domande
Quello di Possible Love è un film che si interroga e interroga lo spettatore sull'ambiguità del desiderio e dell'amore, il trauma, il conflitto di classe e anche sui limiti dello sguardo attraverso la figura della documentarista che si addentra nella vita dell'operaio e di sua moglie per girare un film. Attraverso l'obiettivo della sua macchina da presa, la pellicola solleva interrogativi etici sul confine tra empatia artistica e sfruttamento della sofferenza altrui. “Tra i quattro personaggi del film, la mia posizione è più vicina a quella di Yeji in termini di prospettiva, atteggiamento verso il cinema e identità di regista”, confida Chang-dong.
“Il modo in cui parlo del mondo o dei personaggi principali delle mie storie, l'atteggiamento che ho verso di loro e verso il cinema e il tipo di schiettezza che porto in quel processo: sono tutte domande che il personaggio di Yeji si pone nel film”, continua. “E anche se suo marito è piuttosto cinico e le dice che la sua è solo recitazione — che lei e le persone che riprende non sono e non saranno mai uguali —, tra me e me penso: 'Forse è vero anche per me'. Credo che il film ponga proprio questi interrogativi e voglia condividerli con il pubblico”.
"Possible Love" e la disuguaglianza
Il film affonda le sue radici nelle conseguenze sociali dei licenziamenti di massa e delle lotte sindacali in Corea del Sud. Lee Chang-dong indaga come la precarietà economica e le logiche del capitale plasmino direttamente le relazioni umane e l'equilibrio psicologico delle persone attraverso la figura di Ho-seok e le dinamiche che si creano tra i personaggi. “Le differenze che si vedono tra queste due coppie sono così vaste al punto che definirle 'divario di classe' non sembra del tutto corretto”, sottolinea il regista.
“E questo è il problema che viviamo anche nel mondo di oggi. La spaccatura tra queste diverse classi non è adiacente. Il divario si sta allargando a tal punto che, se penso al personaggio di Sang-woo, lui non si trova nemmeno nella stessa atmosfera di Ho-seok e Mi-ok, ma in una sua stratosfera. È estremamente al di sopra, in un'altra dimensione”.
“Il suo è un potere così grande che per la gente comune non è nemmeno possibile comprendere che tipo di struttura quel tipo di ricchezza o capitale abbia creato e in che modo stia influenzando e dominando le loro vite”, prosegue Chang-dong. “Nessuno sa davvero come risolvere questo problema, eppure ci riguarda tutti. Il personaggio di Mi-ok persegue la propria libertà e l'essere in grado di affrontare completamente e sinceramente i poteri che stanno per minacciare la sua intera vita, solo attraverso l'impegno individuale e la forza di volontà. Penso che potrebbe essere l'unico modo in cui possiamo superare tali problemi”.
Una dedica a Kieślowski per un film sulla ricerca della libertà
Possible Love è una storia originale, ma contiene una dedica “in memoria di” Decalogo 10 (1989) di Krzysztof Kieślowski e Krzysztof Piesiewicz. “Quando Possible Love era già in fase di sviluppo, all’estero ha preso il via una nuova serie ispirata al Decalogo e sono stato contattato con la proposta di partecipare al progetto realizzando un film. Da grande estimatore di Kieślowski, l’idea mi ha subito interessato”, spiega il regista.
“Tra i dieci comandamenti, mi attirava in particolare quello legato al desiderio umano e all’interiorità: 'Non desiderare'. Questo tema si intrecciava, dal punto di vista cinematografico, con la storia dei lavoratori licenziati che desideravo raccontare da tempo. Alla fine, Possible Love racconta una storia completamente diversa: non è quindi un remake, né un film ispirato al Decalogo, ma un lungometraggio del tutto autonomo”.
“Questo film parla d'amore, ma anche del desiderio umano. C'è però una cosa su cui vorrei che il pubblico si soffermasse osservando le vite dei personaggi: la libertà”, conclude il regista. “Le nostre vite cambiano profondamente a causa di circostanze diverse e affrontiamo dolore, difficoltà, frustrazione e disperazione. Eppure, indipendentemente da come cambiano tali circostanze, ciò che ci permette di superarle è la nostra ricerca della libertà. Per quanto il lavoro, il capitale o qualsiasi altra forza possa plasmare le nostre vite, credo che non perdiamo mai del tutto il desiderio di raggiungere la libertà. Volevo realizzare un film su quel desiderio, forse una forma d'amore, ma soprattutto, sull'amore che incontriamo nella vita e che alla fine siamo destinati a condividere”.








