
"Odissea" di Christopher Nolan: 5 scene importanti del poema che il film non ti ha mostrato
Condensare in poco meno di tre ore un'epopea come l'Odissea, contenuta in 24 libri, è un'impresa titanica. Christopher Nolan non si è “limitato” a dirigere la trasposizione, ma anche scritto di suo pugno la sceneggiatura che rievoca alcuni degli episodi più noti della storia di Ulisse e della letteratura tutta.
Però, come in ogni adattamento cinematografico che non si limita a replicare pedissequamente quanto impresso sulla pagina, il regista ne ha eliminato o modificato alcuni passaggi. Questo significa anche sacrificare momenti celebri come quelli che JustWatch ha selezionato in questa guida.
1. Lo scontro con i Ciconi e l'episodio dei Lotofagi
Dopo aver rivelato la sua vera identità ai Feaci che lo hanno accolto nel loro regno senza neppure chiedergli chi sia, Ulisse inizia a raccontare la storia del suo travagliato ritorno da Troia (nel film il protagonista inizia a ricordare il suo passato dopo sette anni passati sull'isola di Ogigia con la ninfa Calipso). Dopo aver saccheggiato la città di Ismara, nella terra dei Ciconi, il re di Itaca e la sua flotta vengono attaccati dalla controffensiva nemica.
Scampati all'ira dei saccheggiati, riprendono la rotta in mare. Ma una tempesta li spinge fino alle coste della terra dei Lotofagi, un popolo pacifico che si nutre del dolce frutto del fiore di loto. Gli uomini inviati in avanscoperta accettano l'offerta di assaggiarlo e cadono in un oblio profondo, dimenticando la loro terra e desiderando di restare lì. Per farli tornare sui loro passi, Ulisse è costretto a trascinarli a forza sulle navi mentre piangono, legandoli sotto i banchi di voga per poter riprendere la rotta di casa.
2. Il famoso “Nessuno” detto a Polifemo

Sebbene l'episodio dedicato a Polifemo – interpretato da Bill Irwin – sia presente nella prima parte del film, è anche vero che uno dei passaggi più celebri è assente. Prigioniero insieme ai suoi uomini nella caverna del gigantesco figlio di Poseidone e Toosa, Ulisse è consapevole che non gli basterà la forza fisica per sconfiggerlo e decide di giocare d'astuzia. Dopo avergli offerto un vino dolce quanto forte, Polifemo si abbandona a un sonno profondo.
Ma prima che il gigante prenda sonno chiede al re di Itaca come si chiami e quest'ultimo risponde "Nessuno", per poi accecarlo brutalmente nell'occhio con un palo arroventato. Alle sue urla, altri ciclopi accorrono alla grotta, ma vanno via quando lo sentono dire che “nessuno” lo stia accecando. L'indomani i greci intrappolati riescono a scappare aggrappandosi al ventre delle pecore del ciclope. Mentre sono pronti a salpare, Ulisse svela la sua vera identità a Polifemo, il quale lo maledice invocando l'ira di Poseidone. È questo l'episodio che scatena il travagliato peregrinare dell'uomo, avendo il mare contro di sé.
3. Il soggiorno da Eolo

Dopo aver lasciato la grotta di Polifemo ed essersi avventurati in mare, Ulisse e i suoi trascorrono un periodo alla reggia di Eolia del signore dei venti Eolo. Un passaggio che Christopher Nolan ha escluso a piè pari dalla sua Odissea. Non vediamo dunque l'eroe ricevere in dono un otre di pelle che racchiude quasi tutti i venti. Un regalo indispensabile per poter finalmente navigare verso casa in modo sicuro e veloce.
Lasciando libero soltanto il soffio favorevole di Zefiro, la navigazione procede senza intoppi tanto da permettere ad alcuni membri dell'equipaggio di scorgere le coste di Itaca. Ma, mentre Ulisse dorme, i suoi compagni – spinti dall'invidia perché convinti che l'otre contenga anche oro e tesori – lo aprono, liberando i venti che danno vita a una furiosa tempesta che respinge le navi nell'oceano. Quando tornano da Eolo, supplicandolo di ricevere un nuovo dono, quest'ultimo rifiuta perché ritiene che il destino sventurato di Ulisse sia inviso agli dei.
4. Il soggiorno da Circe

Anche qui, come per Polifemo, Nolan sceglie di mostrare solo una parte modificata della storia della maga Circe. Dopo essere riusciti a sfuggire ai temibili cannibali Lestrigoni, il re di Itaca e i suoi trovano riparo sull'isola di Eèa, dove una parte dell'equipaggio guidata da Euriloco raggiunge il palazzo. Lì Circe li invita a entrare, attraendoli con il suo canto e offrendo loro un banchetto al quale aggiunge pozioni maligne che li trasformano in maiali. Ma Euriloco, sospettoso della situazione, torna alle navi e avvisa Ulisse.
L'eroe decide di andare a salvarli da solo, ma sul suo cammino incontra il dio Ermes che gli dona il moly, un'erba magica che lo rende immune alle pozioni di Circe. Poco dopo, quando la maga prova ad avvelenarlo, Ulisse beve la bevanda senza conseguenze. I due così suggellano un patto di fiducia che vede Ulisse restare sull'isola per un anno come suo amante; in cambio, la maga restituisce ai compagni le loro sembianze, permettendo alla flotta di vivere nell'agio come ospite nel suo palazzo. Saranno gli stessi compagni che, dodici mesi dopo, sproneranno il loro comandante a riprendere il viaggio verso casa. Non prima che Circe dica a Ulisse di recarsi nell'Ade per consultare l'indovino Tiresia, che gli svelerà il suo destino.
5. L'incontro con il padre Laerte

Un epilogo che Christopher Nolan ha scelto di non inserire nel finale dell'Odissea. Una volta uccisi i Proci, Ulisse si reca nei campi di Itaca per riabbracciare il vecchio padre Laerte, ormai consumato dal dolore e impegnato a lavorare la terra. Non svelando subito la sua vera identità, il re di Itaca si finge uno straniero che aveva conosciuto suo figlio molti anni prima. A questo punto il vecchio, disperato all'idea del figlio disperso, chiede allo straniero una prova che certifichi la veridicità delle sue parole.
È questo il momento in cui Ulisse si rivela. Lo fa mostrandogli una vecchia cicatrice sulla gamba che si era procurato durante una battuta di caccia al cinghiale ed elencando gli alberi da frutteto che il padre gli aveva regalato da bambino. Attraversato da una commozione incontenibile, Laerte, grazie all'aiuto della dea Atena, riacquista le forze e si unisce al figlio e al nipote per combattere i parenti dei Proci. Ma l'intervento della figlia di Zeus scongiura lo scoppio di un'altra guerra.











