
"Obsession": una scena è più disturbante delle altre, ma nessuno ne parla
Per darvi una misura del successo che sta ottenendo Obsession negli Stati Uniti e in giro per il mondo, Universal ha deciso di bloccare momentaneamente l'uscita digitale del film per ampliare la sua finestra di permanenza in sala.
Un avvenimento più unico che raro per un film costato 750mila dollari e che in tre weekend – solo nei cinema statunitensi - ha incassato ben 100 milioni. Un dato importante non solo per la pellicola diretta da Curry Barker (e il suo futuro a Hollywood), ma per tutto il cinema horror contemporaneo che, dall'uscita di Scappa - Get Out (2017) di Jordan Peele e Hereditary (2018) di Ari Aster, non ha smesso di sfidare, modernizzare e rimodellare il genere.
Quello di Barker è un thriller psicologico soprannaturale che prende in prestito il detto “fai attenzione a ciò che desideri” attraverso la storia di Baron "Bear" Bailey (Michael Johnston), un ragazzo timido, socialmente impacciato e apparentemente innocuo, che lavora in un negozio di musica insieme a un gruppo di amici. Tra di loro c'è Nikki Freeman (Inde Navarrette), ragazza di cui è segretamente innamorato da sempre. Dopo l'ennesimo tentativo fallito di confessarle i suoi sentimenti, il ragazzo – sebbene scettico - decide di spezzare un One Wish Willow. Un rametto giocattolo comprato in un negozio di occultismo che promette di esaudire un solo desiderio. Bear chiede che Nikki lo ami “più di chiunque altro al mondo”.
Il desiderio si avvera e all'istante le vite dei due protagonisti cambiano. La giovane sviluppa un amore improvviso per quello che un tempo vedeva solo come un amico. Se all'inizio di Obsession ci sembra di assistere a una commedia romantica, velocemente appare chiaro - sia a noi spettatori, sia ai personaggi che li circondano - che qualcosa di sinistro aleggia su quella relazione. La giovane è ossessiva, gelosa, bugiarda e possessiva a livelli che vanno oltre il patologico. C'è qualcosa di profondamente malato in lei che, oltre a terrorizzare Bear, la sta annientando lentamente. Perché non è la vera Nikki ad amarlo, ma una forza oscura che si è impossessata del suo corpo, della sua mente e della sua volontà.
Una scena di "Obsession" racchiude il suo centro narrativo

E il cuore del film è tutto qui. La scelta di affidarsi al cinema horror per raccontare questa storia risiede nel poter approcciare tramite una metafora sanguinosa, violenta e folle cosa significhi ritrovarsi in una relazione tossica. Bear, il cui soprannome evoca qualcosa di tenero e innocuo, ci appare all'inizio come il classico bravo ragazzo che nella vita non ha mai avuto le carte giuste in mano. Ma, con il progredire del racconto, ci rendiamo conto della sua vera natura. Egoista, vigliacco, possessivo. Bear crede che l'amore di Nikki gli sia dovuto.
In una sequenza in cui contatta il servizio clienti del One Wish Willow può sentire le urla disperate dell'amica/fidanzata intrappolata in un corpo e una mente che non rispondono ai suoi veri sentimenti. In un'altra ancora, quando Nikki torna brevemente in sé e lo implora addirittura di ucciderla, il protagonista maschile si limita a rispondere: “È così terribile?”. Come se vivere una relazione sotto coercizione forzata e senza la possibilità di scegliere non fosse poi così male se al tuo fianco c'è “un bravo ragazzo”.
Ma c'è un altro momento che racchiude il senso stesso di Obsession. Si tratta dell'unica sequenza di sesso che viene mostrata da Barker nel corso dell'intera pellicola. Nonostante Nikki dica frasi che evocano consenso e piacere, solo Bear è attivo fisicamente e lo sguardo della ragazza è spento così come il tono della sua voce. Tutta la violenza fisica, psicologica ed emotiva che vive la protagonista è racchiusa in una manciata di secondi che esemplificano la sua perdita di controllo, autonomia e potere decisionale.
Dietro la maschera dei suoi gesti estremi, dei sorrisi tirati e delle parole piene di amore c'è l'azione malata di un uomo che per poter vivere una relazione deve annientare e sottomettere l'altra metà. Il suo desiderio è un atto di violenza mostruoso paragonabile a tutti gli effetti a uno stupro che sfocia nella privazione della libertà individuale altrui.
Molti vedendo il film si sono focalizzati sulle sue atmosfere da commedia nerissima, ma la pellicola di Curry Barker è in realtà molto più sottile. Una messa in scena da manuale dei meccanismi del gaslighting e del controllo maschile sul corpo e la mente femminili. Il terrore non è dato da jumpscare o altri espedienti narrativi tipici dell'horror e già visti in innumerevoli altri titoli, ma dalla raffigurazione di una manipolazione perpetrata da un patriarcato – forte o debole che sia – che continua a dominare l'identità femminile a suo piacimento.









