
Il nuovo villain di "Toy Story 5" potrebbe essere il più problematico
Dopo lo spietato orsacchiotto totalitario di nome Lotso (Toy Story 3 - La grande fuga (2010)), l’inquietante piccolo Frankenstein chiamato Sid Phillips (Toy Story - Il mondo dei giocattoli (1995)) e il violaceo nemico mortale di Buzz Lightyear Zurg (Toy Story 2 - Woody & Buzz alla riscossa (1999)), Toy Story 5 (2026) ha calato l’asso.
Il nuovo film della magnifica saga targata Pixar porta sullo schermo uno dei villain più problematici dell'intero franchise. Lilypad non è una cattiva qualunque. Per la prima volta, Woody e gli altri non si scontreranno con nemici in carne e ossa o accomunati dalla loro natura di giocattoli. Al contrario, i nostri dovranno affrontare un tablet dall’intelligenza artificiale con una sua propria vita.
La sfida per non finire nel dimenticatoio, eclissati dall’avanzamento della tecnologia, non è l’unica presente nel nuovo film della Pixar. Il primo villain IA della saga potrebbe rivelarsi una mossa vincente o finire per essere un passo falso dalla portata catastrofica.
Le problematiche di un cattivo dall’intelligenza universale
Dal punto di vista della trama, Lilypad potrebbe essere un villain troppo potente per i nostri eroi. L’effetto deleterio della tecnologia sulla soglia dell’attenzione e sulla socialità delle persone adulte è ormai evidente da anni. La scarica di dopamina rilasciata dalla combinazione di grafiche e colori accattivanti, quantità immensa di contenuti e accessibilità istantanea sta trasformando le persone in veri e propri zombie. Con buona pace del maestro di queste visioni, George A. Romero.
Se gli adulti non possono resistere al potere devastante della tecnologia, immaginatevi la forza di volontà della protagonista Bonnie, una bambina curiosa e ricca di immaginazione. I contenuti accessibili tramite Lilypad sono per lei come caramelle da mangiare fino al mal di pancia. Infatti, già dal trailer possiamo notare come la piccola sia completamente ipnotizzata dal tablet. Non possiamo che augurare buona fortuna a Woody, Buzz e tutti gli altri. Ne avrete sicuramente bisogno.
Allo stesso tempo, l’arrivo di Lilypad potrebbe sollevare altre problematiche slegate dalla trama. Molti fan della saga potrebbero chiedersi: “Perché proprio ora?”. È vero che la penetrazione dell’intelligenza artificiale nelle nostre vite è ormai uno dei temi più discussi in tutto il globo. Forse, un nuovo capitolo della saga sarebbe risultato obsoleto senza l’arrivo traumatico della tecnologia. Allo stesso tempo, però, cavalcare un tema caldo per una questione di marketing potrebbe risultare fatale se la messa in scena non fosse studiata nei minimi dettagli.
Qual è il futuro dell’universo di Toy Story dopo un villain IA?
È proprio così. La Pixar potrebbe rovinare per sempre una delle saghe più amate del suo catalogo. O meglio ancora, cambiare del tutto la sua traiettoria. Prendiamo, per esempio, i due casi separati dei franchise di Terminator e di Mission: Impossible. Il primo ha fatto dell’IA uno dei suoi temi centrali, riuscendo a costruire storie fresche a ogni capitolo. Al contrario, l’avvento di questa tecnologia nella saga capitanata da Tom Cruise ha stravolto il suo spirito già iperbolico. Non a caso, gli ultimi due capitoli non hanno convinto appieno il pubblico, raddoppiando a malapena il budget utilizzato per la loro produzione.
Il futuro di Toy Story dopo il quinto capitolo appare, come minimo, incerto. Se da un lato l’arrivo dell’IA era scontato, la sua inclusione potrebbe rompere gli equilibri del film e cambiare per sempre la direzione della saga. Sembra folle come cosa, ma Lilypad potrebbe non essere l’unico oggetto IA che vedremo nel franchise. Non ho di sicuro la sfera di cristallo, ma sono certo che l’ingresso di questa tecnologia non possa essere sminuito né liquidato in un solo film. Non sarebbe del tutto surreale ritrovarsi tra qualche anno al cinema a vedere una rivolta di apparecchi dall’intelligenza artificiale in stile Terminator 3 - Le macchine ribelli (2003).







