
"Monster": tutto sulla vera storia di Lizzie Borden
Dopo DAHMER - Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer (2022), MONSTERS: La storia di Lyle ed Erik Menendez (2024) e Monster: La storia di Ed Gein (2025), la serie antologica di Ryan Murphy e Ian Brennan fa un salto nel XIX secolo per raccontare una delle storie macabre più discusse dell’epoca. Monster: La storia di Lizzie Borden (2026) è pronta a trasportarci in un’altra epoca, dove però l’istinto umano riesce sempre a prendere il sopravvento e a mostrare tutto il suo lato oscuro.
La quarta stagione incentrata sul brutale duplice omicidio di Andrew e Abby Borden si trova su Netflix dal 17 settembre 2026. Per prepararvi a questo spettacolo di sangue, ripercorriamo insieme tutta la storia riguardante la figura di Lizzie Borden, quel fatidico 4 agosto 1892 e sulle conseguenze postume del fattaccio. Tutto comincia e finisce in una città di poco più di 70000 anime nel sud est del Massachusetts chiamata Fall River.
La vita di Lizzie Borden prima del duplice omicidio

Nata il 19 luglio 1860, Lizzie è figlia di Andrew e Sarah Borden. Oltre a loro tre, la famiglia è composta anche dalle sorelle Emma e Alice, quest’ultima deceduta prematuramente prima della nascita di Lizzie. Dopo la morte della madre Sarah, Andrew si sposa tre anni più tardi con Abby, che diventerà la matrigna di Lizzie ed Emma fino al suo omicidio.
I Borden sono una famiglia del tutto agiata, grazie ai fruttuosi affari commerciali di Andrew. Tuttavia, la possibilità di vivere una vita al massimo viene ridimensionata dalla parsimonia e dalla rigidità del capofamiglia, conosciuto per essere un uomo chiuso e austero. Il suo carattere complicato e il secondo matrimonio con Abby sono due elementi che cominciano ad incrinare l’equilibrio domestico.
Per decenni, Lizzie si sentì quasi prigioniera della sua vita e insoddisfatta per l’incapacità di raggiungere il suo pieno potenziale a causa dell’intransigenza del padre. Non servirono le partecipazioni di Lizzie ad organizzazioni di volontariato per farla sentire più libera. A complicare le cose, la donna - come sua sorella maggiore Emma - non riuscì mai a sposarsi e a lasciare il nido.
4 agosto 1892: il sangue schizza nella casa in 92 Second Street

È un giovedì mattina come tutti gli altri a Fall River, tranne che al civico 92 di Second Street. Due corpi giacciono senza vita in due stanze differenti della casa: Andrew si trova in soggiorno, mentre Abby al piano superiore. Lo spettacolo macabro dei loro cadaveri è il risultato di molteplici fendenti di accetta, tirati con rabbia fino alle estreme conseguenze.
Il viso di Andrew è completamente irriconoscibile nell’unica foto disponibile del suo corpo. I colpi che lo hanno portato alla morte sono ben 11: niente in confronto ai 19 affondi riservati ad Abby. La seconda moglie di Andrew non solo non ha avuto scampo, ma è stata anche la prima vittima in quel maledetto giorno di agosto, freddata ben 90 minuti prima.
È la stessa Lizzie a chiamare la domestica di casa Borden, Bridget Sullivan, dopo aver rinvenuto il corpo di suo padre e a supporre che un estraneo si fosse introdotto in casa per commettere l’atto efferato. Tuttavia, vista la mancanza di prove al riguardo, è proprio Lizzie ad essere messa sul banco degli imputati, accusata di aver ucciso Andrew ed Abby per assicurarsi la lauta eredità.
Il processo, l’assoluzione e l’elevazione a mito sanguinario

Il forte movente economico e la mancanza di prove che indicassero piste alternative sembrano già chiudere la storia e assicurare Lizzie alla giustizia, ma il clima sociale del tempo è la chiave di volta per comprendere un’assoluzione che appare completamente illogica. Nessun segno di furto, la presenza di Lizzie nelle ore degli omicidi, la crescente tensione in casa: tutte le dita sono puntate sulla sorella minore di Emma, fuori casa durante il versamento di sangue.
Eppure, Lizzie viene assolta il 20 giugno 1893, dopo che la giuria popolare ha deliberato per un’ora e mezza. I dodici uomini che le regalano la libertà sono figli diretti del loro tempo, dove il patriarcato e il classismo offrono un’interpretazione netta e decisa sul ruolo della donna nella società e sulle sue capacità. I giurati non possono credere che una donna bianca e agiata abbia commesso due crimini così efferati e violenti. Per di più, la sua frequentazione in chiesa aumenta il suo status di donna pia e timorata di Dio.
Dopo il ritorno in libertà, Lizzie ha potuto finalmente godersi le fortune di famiglia, trasferendosi in una villa nella parte agiata della città e lasciandosi alle spalle l’austerità del padre. Tuttavia, la sua ricchezza non ha impedito alla comunità di Fall River di ostracizzarla, poiché molti continuarono a credere nella sua colpevolezza. Ciò non di meno, la sua “fama” ha continuato ad aumentare negli anni grazie a filastrocche, pièce teatrali, film TV, pellicole e serie TV come Monster: La storia di Lizzie Borden (2026).
Che si tratti della regista Linda Elizabeth Borden e della sua scelta di utilizzare “Lizzie Borden” come nome d’arte, della band heavy metal che porta il suo nome o di film come Lizzie (2018) che danno un’impronta femminista alla vicenda, tutti questi riferimenti postumi hanno aiutato a trasformare Lizzie in un mito controverso che attira ancora oggi milioni di persone.







