
“L’ultima missione: Project Hail Mary” e i migliori film sullo spazio del XXI secolo
L’ultima missione: Project Hail Mary (2026) ha riscosso un notevole successo di critica e pubblico quando uscì in sala, fotografando così un rinnovato interesse del pubblico per il cinema di fantascienza. Il blockbuster di Phil Lord e Christopher Miller segue infatti un insegnante di scienze, che ha il volto di Ryan Gosling, che si risveglia solo a bordo di un’astronave, del tutto confuso e soprattutto senza ricordare il motivo per cui si trova lì. Adesso, è disponibile in streaming, e non sorprende che abbia scalato le classifiche!
L’ultima missione: Project Hail Mary è un buddy movie ambientato nello spazio, che si colloca in un filone ben preciso, quello della fantascienza d’esplorazione, costellata di pellicole come Interstellar (2014), Sopravvissuto: The Martian (2015) e Arrival (2016). Sono solo alcuni degli imperdibili titoli da recuperare, qualora ve li foste persi. Di seguito gli altri, realizzati in questo secolo, spesso con la firma di illustri cineasti.
Metti insieme George Clooney, Sandra Bullock e Alfonso Cuarón. Il risultato è Gravity (2013), a metà tra thriller e survival movie in salsa spaziale. La dott.ssa Ryan Stone (Bullock) è alla sua prima missione, mentre Matt Kovalsky (Clooney) è un astronauta alle prese con l’ultima, prima della pensione. Una tranquilla passeggiata nello spazio si trasforma in una catastrofe: lo shuttle viene distrutto e i protagonisti si ritroveranno completamente soli, pur collegati tra loro, a fluttuare nello spazio infinito. Molto apprezzato per il suo realismo, si avvale di un grande piano sequenza iniziale, lungo ben diciassette minuti, che ci porta nel pieno della tensione di un film che gli amanti del genere non possono tralasciare.
Preparate i fazzoletti. Perché Interstellar (2014) non è solo un caposaldo della cinematografia a sfondo spaziale, ma è anche fortemente commovente. Il kolossal fantascientifico di Christopher Nolan, tra i suoi film migliori in assoluto, racconta di un gruppo di scienziati, tra cui un ex pilota della NASA, Cooper (Matthew McConaughey), alle prese con una missione per salvare l’umanità, che li porterà a compiere un viaggio interstellare. È una pellicola fortemente accurata dal punto di vista scientifico, che affronta tematiche ambientali importanti e che pone soprattutto l’accento sulle emozioni. Premiato agli Oscar per i migliori effetti speciali, è eccezionale sotto moltissimi aspetti ed è un indiscutibile caposaldo della cinematografia di fantascienza contemporanea.
È un film che presenta molti punti in comune con L’ultima missione: Project Hail Mary. Entrambi sono tratti da un libro di Andy Weir e sono stati scritti da Drew Goddard. Diretto da un leggendario regista come Ridley Scott, Sopravvissuto – The Martian (2015), proprio come la pellicola con Gosling, segue una missione spaziale, stavolta però su Marte. Protagonista è l’astronauta Mark Watney (Matt Damon), abbandonato sul Pianeta Rosso perché creduto morto, che si ritrova a lottare per la propria sopravvivenza e, soprattutto, per tornare a casa. È una sorta di Odissea con Ulisse trasportato fuori dall’orbita terrestre. Meno leggero del kolossal attualmente in sala, propone anch’esso in due ore e mezza un approccio realistico alla scienza, il più possibile considerato che parliamo sempre di finzione, ma soprattutto più “comprensibile”.
Arrival (2016) è un altro caposaldo della fantascienza cinematografica del secolo attuale. Partiamo dal fatto che dietro la macchina da presa c’è Denis Villeneuve, prima di approcciarsi a Blade Runner 2049 (2017) e soprattutto alla saga di Dune (2021), di cui è previsto per la fine dell’anno il terzo e attesissimo capitolo. L’acclamato regista si è avvalso di un buon cast, come Jeremy Ranner e Amy Adams, per raccontare attraverso una chiave originale il nostro incontro con una civiltà aliena. Perché, stavolta, il punto centrale del film è proprio il dialogo, che ci ricorda, nonostante la complessità, l’importanza della comunicazione. Da non perdere se siete alla ricerca di un vero e proprio kolossal fantascientifico d’autore, introspettivo e contemporaneamente coinvolgente.
First Man – Il primo uomo (2018) si inserisce nel genere del biopic, ripercorrendo la storia dell’astronauta Neil Armstrong, egregiamente interpretato da Ryan Gosling.Sì, proprio il protagonista di L’ultima missione – Project Hail Mary. La pellicola di Damien Chazelle si concentra sulla missione che lo portò a diventare il primo uomo a mettere piede sulla luna. Lo fa senza, però, tralasciare il lato umano del protagonista, reso attraverso le sue fragilità. Pur conoscendo il finale, è un’altra visione imperdibile per gli appassionati, che in poco più di due ore, con delle scene spettacolari e altrettanta suspense, prova a regalarci una pagina sicuramente inedita: l’uomo dietro la missione spaziale.
Meno spettacolare e più introspettivo. È quello che bisogna aspettarsi da Ad Astra (2019), un’altra pellicola drammatica dall’ambientazione spaziale. Si svolge in un futuro prossimo, con l’astronauta Roy McBride (Brad Pitt) alle prese con una spedizione nello spazio profondo ai confini del sistema solare, determinato a far luce sulla scomparsa del padre, avvenuta diversi anni prima. Un viaggio verso le stelle, come suggerito dal titolo stesso, che si trasforma però in una seduta di analisi del protagonista. Se cercate un polpettone fanta-action siete nel posto sbagliato, ma se invece preferite un racconto esistenziale tra le stelle il film di James Gray fa decisamente al caso vostro.
Roland Emmerich è uno specialista dei disaster movie. Dopo kolossal come Independence Day (1996) con Will Smith e 2012 (2009) con John Cusack, ci regala infatti un nuovo blockbuster catastrofico dalle tinte fantascientifiche. Il suo Moonfall (2022) segue due astronauti e un complottista che si ritrovano ad andare sulla luna, entrata in rotta di collisione con il nostro pianeta, rischiando di distruggerla. Tra Don’t Look Up(2021) di Adam McKay e Armageddon – Giudizio Finale (1998) di Michael Bay, pur non essendo tra i pilastri di questa lista, è una visione che accontenterà sicuramente gli appassionati del genere e della filmografia del regista tedesco. Se siete tra questi, non fatevelo scappare.
































