
“Scary Movie” e i 10 migliori film parodia di sempre
Ventisei anni dopo aver trasformato Scream (1996) in un carosello demenziale, i fratelli Wayans tornano al cinema con Scary Movie 6, in sala dal 4 giugno, a dimostrazione del fatto che le parodie, di qualsiasi genere esse siano, non ci stancano mai perché rispondono al bisogno di prendere qualcosa che ci ha spaventati, commossi o esaltati e smontarlo pezzo per pezzo, ridendoci su. Da una parte è un atto di riappropriazione, quasi affettuoso nella sua violenza, dall’altra parte è un esercizio di decostruzione del genere, delle strutture, sottolineando la grande magia del cinema e di come la stessa storia, se inquadrata da un punto di vista differente o con un tono opposto, ci possa apparire completamente diversa.
Come genere, la parodia cinematografica funziona su un doppio registro: richiede che lo spettatore conosca il materiale originale abbastanza da riconoscere ogni citazione, ogni sovversione, ogni gag costruita su un’aspettativa tradita. Più si conosce il testo di partenza, più si ride. È forse l'unico genere in cui la cultura cinefila del pubblico diventa parte integrante del meccanismo comico. I Wayans lo sapevano benissimo nel 2000, quando presero Scream e tutto il ciclo dello slasher di due decenni prima e li fecero esplodere in un film che era insieme omaggio e dissacrazione, ovvero Scary Movie (2000). Scary Movie 6 aggiorna il bersaglio – Get Out (2017), Longlegs (2024), Terrifier (2018), The Substance (2024) tra i molti titoli nel mirino – ma la logica rimane la stessa. In attesa di scoprire se il risultato sarà all'altezza, abbiamo raccolto i dieci migliori film parodia di sempre.
Prima ancora che la parodia horror diventasse un genere codificato, Roman Polanski girò questo piccolo gioiello che fin dal titolo, Per favore, non mordermi sul collo!, prende il mito del vampiro, tornato in auge al cinema grazie alla Hammer in una veste molto più carnale e feroce, e lo trasforma in una farsa grottesca e malinconica.
Il professor Abronsius e il suo assistente Alfred arrivano in Transilvania convinti di dare la caccia a creature del male e si ritrovano a fare i conti con vampiri noiosi, vanitosi e tremendamente umani. Polanski lavora per sottrazione: svuota il genere horror dall'interno con una leggerezza quasi crudele, giocando con gli stereotipi legati alla creatura e tutti quei cliché in voga ormai dagli anni ‘30 e che hanno definito l’iconografia. Il risultato è un film che fa ridere e al tempo stesso conserva un’aura inquietante, come se la parodia non riuscisse del tutto a liberarsi del maledizione del vampiro stesso.
Poteva mancare Mel Brooks in questa lista? Suvvia! Avremmo potuto dedicare l’intero articolo al suo genio, ma abbiamo preferito lasciare un po’ di spazio anche agli altri. Però, tra tanti film meravigliosi quale scegliere se non il suo intramontabile Frankenstein Junior? Brooks prende il Frankestein (1931) della Universal diretto da James Whale, lo rigira nello stesso identico modo – stesso formato, stesse scenografie, stessa fotografia espressionista – per poi farlo a pezzi.
Frederick Frankenstein, nipote del famoso scienziato e imbarazzato dal cognome di famiglia, finisce suo malgrado a ripetere gli esperimenti del nonno, con risultati che oscillano tra il sublime e il ridicolo. Brooks capisce che la parodia più efficace non deride il proprio modello ma lo conosce a memoria, e Frankenstein Junior è la dimostrazione più riuscita di questo principio. Gene Wilder è perfetto, Marty Feldman è leggendario, e la sequenza del tip tap col mostro rimane una delle cose più strane e meravigliose che il cinema comico abbia mai prodotto.
Se esiste un prima e un dopo nella storia della parodia cinematografica, il confine viene sancito da L’aereo più pazzo del mondo.
Il trio Zucker-Abrahams-Zucker prendono i disaster movie degli anni Settanta e ci costruiscono attorno una macchina comica di precisione assoluta, dove ogni inquadratura contiene almeno tre gag sovrapposte, i dialoghi funzionano su equivoci linguistici stratificati e il ritmo non concede mai un secondo di respiro. Il rischio di soffocare nelle vostre stesse risate è molto alto, ve lo diciamo fin da subito e non ci prendiamo alcuna responsabilità.
L’aereo più pazzo del mondo è il film che ha definito la grammatica della parodia moderna – quella basata sulla densità, sulla velocità e sulla totale mancanza di rispetto per il pubblico e per il materiale d’origine, ma in senso positivo. Tutto quello che è venuto dopo, da Hot Shots! (1991), scritto e diretto dallo stesso Jim Abrahams, a Scary Movie, deve tutto al modello brevettato da questa pellicola.
E parlando proprio di Hot Shots! ci sembra doveroso citarlo. Qui Jim Abrahams ha un bersaglio più specifico rispetto a L’aereo più pazzo del mondo: Top Gun (1986) e il cinema d'azione militare reaganiano, con Charlie Sheen nei panni di un pilota da combattimento tormentato e incompetente. Insomma, la parodia del Maverick di Tom Cruise.
Sebbene Hot Shots! manchi della precisione maniacale di L’aereo più pazzo del mondo, ha tutto una sua coerenza comica e alcune sequenze memorabili, incluso un secondo capitolo, Hot Shots! 2 (1993), che alza ulteriormente il tiro prendendo di mira Rambo (1982) e i film di guerra in generale.
Non c’è Frankenstein senza Dracula, e trent’anni dopo Frankenstein Junior Mel Brooks torna al gotico con Dracula Morto e Contento in una veste meno affettuosa e più feroce, cucita su un umorismo ebraico che trasforma il conte Dracula in una figura ridicola e vagamente patetica.
Leslie Nielsen aveva già trasformato la propria carriera in una lunga performance di comicità deadpan, e Brooks lo usa come strumento perfetto per svuotare il mito di qualsiasi residuo di minaccia o sensualità, gonfiando Dracula di grottesco e sgradevole goffaggine. Il punto di partenza di Brooks è sicuramente il Bram Stoker’s Dracula (1992) di Francis Ford Coppola, ma non mancano altre piccole citazioni sparse qui e lì.
Non possiamo definirlo come il miglior film di Mel Brooks, ma ha momenti di comicità assoluta e una consapevolezza del genere che non delude.
Insomma, questo non poteva di certo mancare, non trovate? I fratelli Keenen Ivory, Shawn e Marlon Wayans arrivano sul finire di un decennio in cui lo slasher aveva già cominciato a parodiare se stesso – Scream di Wes Craven era del 1996 ed era già un film consapevole del tramonto dello slasher e che giocava con gli stilemi del genere – e decidono di fare il passo successivo: prendere quella consapevolezza meta e portarla fino all'assurdo. Del resto, perché limitarsi a un solo film quando con una sola struttura puoi colpire tutti i grandi cult?
Scary Movie non ha pudori, non ha eleganza, e neanche ne ha bisogno: funziona come un catalogo esaustivo di tutto quello che il pubblico aveva imparato ad aspettarsi dallo slasher, restituito in forma di gag fisiche e dialoghi volutamente idioti ma iconici tanto che, ancora oggi, sono tra i più citati.
E se un uomo completamente immaturo e disorganizzato si ritrovasse nel mezzo di un'apocalisse zombie? Ecco, questa è la premessa attorno a cui Edgar Wright e Simon Pegg costruiscono una parodia affettuosissima di George Romero che al tempo stesso è un film sulle relazioni adulte mancate, sulla pigrizia emotiva, sull'amicizia come forma di sopravvivenza.
L’alba dei morti dementi funziona su due livelli che non interferiscono mai tra di loro: la parodia precisa e piena di riferimenti cult, il cui scopo è quello di decostruire e ridicolizzare; i personaggi però non macchiette messe al servizio della caricatura, ma hanno una loro costruzione, un arco di sviluppo, un realismo capace di rendere le scene emotivamente genuine anche quando tutto intorno esplode. Una pellicola brillante e intelligente, dove tra una risata e l’altra è facile farsi prendere dall’emotività o perdersi in qualche riflessione.
Benvenuti a Zombieland arriva cinque anni dopo L’alba dei morti dementi, e sebbene possa sembrare un film che segue quella stessa scia, bastano pochi minuti per rendersi conto che parliamo di due pellicole molto diverse. Ruben Fleischer lascia andare gli omaggi o le caricature dichiarate – preferendo di gran lunga i camei – e si lancia in un vero e proprio manuale di sopravvivenza on the road con protagonisti un gruppo mal assortito di sopravvissuti che attraversano un’America post-apocalittica seguendo, appunto, delle regole base di sopravvivenza all’apocalisse zombie enumerate sullo schermo come didascalie. Ruben Fleischer ama i film sugli zombie e questo è piuttosto palese, sembra quasi voler mettere al servizio dello spettatore tutte le conoscenze accumulate in anni di visioni e letture sul tema. In fondo, può sempre tornarci utile, non credete?
La parodia è più nel tono che nel meccanismo del film, e trova la sua forza migliore nei personaggi, in particolare nel rapporto tra il nevrotico Columbus di Jesse Eisenberg e il cowboy post-moderno Tallahassee di Woody Harrelson.
Eli Craig con Tucker & Dale vs Evil prende il sottogenere degli hillbilly horror – quello in cui i ragazzi di città finiscono nelle mani di montanari assassini, da Non aprite quella porta (1974) in poi – e lo ribalta completamente. In questa commedia horror degli equivoci i montanari sono molto, molto lontani, dalla concezione più sadica e viscida che possiamo avere dei bifolchi lasciati ai margini della società come la famiglia Sawyer; Tucker e Dale sono il classico duo di amici bonari e un po’ goffi che stanno ristrutturando la loro baita dei sogni. Il loro crimine più grande è l’essersi imbattuti in un gruppo di studenti universitari a morire per pura stupidità propria – corroborata da qualche equivoco di troppo, diciamolo.
Tucker & Dale vs Evil porta avanti la tesi secondo cui il mostro non esiste, esiste solo la paura proiettata su chi non si conosce, e da questo concetto fonda tutta la comicità parodistica che funge da fondamenta del film.
Alan Tudyk e Tyler Labine sono la coppia comica più sottovalutata del cinema horror degli anni Duemila, perciò anche solo per loro due recuperate questo film. All’inizio potrà sembrarvi fin troppo stupido, ma scommettiamo che dopo un po’ diventare uno dei vostri comfort movie preferiti!






































