I migliori film del 2025 presentati ai Festival di Roma e Venezia: tiriamo le somme

I migliori film del 2025 presentati ai Festival di Roma e Venezia: tiriamo le somme

Giovanni Berruti
Giovanni Berruti

Pubblicato il23 dicembre 2025

Aggiornato il04 maggio 2026

Il 2025 è stato un anno fruttuoso e variegato per il cinema di tutto il mondo: ai numerosi festival della settima arte che si tengono ogni anno, sono stati presentati titoli di tutti i tipi, dai blockbuster che hanno già riscosso un successo mondiale alle piccole gemme che rischiano di passare inosservate per le sale (o per le piattaforme di streaming).

Come sappiamo, in Italia sono due i grandi festival del cinema più noti e chiacchierati: quello di Venezia e quello di Roma. Vediamo quindi quali sono stati i migliori film italiani e internazionali presentati ai due festival.

Esordio da solista di Shih-Ching Tsou, La mia famiglia a Taipei (2025) è una storia al femminile su una madre e due figlie, del loro ritorno ai Taipei, tra segreti familiari e voglia di riscatto. Un racconto filtrato dalla tenera protagonista, di appena cinque anni. Vincitore della Festa del Cinema di Roma, il cui titolo originale è Left-Handed Girl, il film è co-sceneggiato, montato e prodotto da Sean Baker, vincitore dell’Oscar all’ultima edizione con Anora (2024). È stato definito un debutto potente quello di Shih-Ching Tsou, che con Baker vanta un lungo sodalizio professionale. Un premio come miglior film alla Festa del Cinema di Roma non può che aumentare la curiosità attorno a un titolo, di cui si parlerà sicuramente nei prossimi mesi.
Ci vuole coraggio per restare. La vita va così (2025) di Riccardo Milani è una fiaba che vede contrapposto un anziano pastore sardo a un colosso delle costruzioni, intenzionato a edificare un resort di lusso nel Sud della Sardegna. Il primo infatti non è intenzionato a vendere la sua porzione di territorio, nonostante le incredibili offerte milionarie. Il film d’apertura della Festa del Cinema di Roma unisce divertimento e riflessione, avvalendosi di un cast di nome del calibro di Virginia Raffaele, Diego Abatantuono e Giuseppe Ignazio Loi, che interpreta il pastore al centro della vicenda, Efisio Mulas. Consigliato per chi ha apprezzato le commedie di Milani, titoli come Scusate se esisto! (2014) e Ma cosa ci dice il cervello (2019), che hanno saputo mescolare in maniera equilibrata ironia e denuncia sociale.
Andrea De Sica torna a occuparsi di cronaca. Dopo la serie Baby (2018), prende spunto da un caso che sconvolse l’Italia all’inizio degli anni Settanta: il delitto Casati Stampa. Ma chi si aspetta un approccio documentaristico potrebbe restare deluso. Nel film con Filippo Timi e Jasmine Trinca, rispettivamente nei panni di Lelio ed Elena, quel tragico evento è solo un pretesto per indagare dei temi universali. Un racconto di amore tossico che sfocia in violenza nell’Italia degli anni Sessanta capace di raccontare la contemporaneità, parlando di revenge porn e di femminicidio, e che soprattutto si avvale di una straordinaria interpretazione dei suoi protagonisti.

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Good Boy
Good Boy

Good Boy

2026

Un thriller firmato dal regista candidato all’Oscar, JanKomasa. Good Boy (2026) racconta la storia di Tommy, un diciannovenne che conduce una vita tra droga e violenza, che viene rapito e si ritrova sottoposto da una famiglia apparentemente rispettabile a un processo di riabilitazione forzata per diventare un “bravo ragazzo”. Alla Festa del Cinema di Roma l’interprete principale, Anson Boom, si è aggiudicato il premio Marcello Mastroianni come miglior attore per un film che gioca su più generi, che pone anche delle domande scomode sulla famiglia, forse in linea con una delle serie più discusse dell’anno, Adolescence (2025). Entrambi i cast annoverano Stephen Graham.
Il debutto di Ludovica Rampoldi dietro la macchina da presa. L’acclamata sceneggiatrice de Il traditore (2019) e di 1992 (2015) mette assieme Pilar Fogliati, Adriano Giannini, Valeria Golino e Andrea Carpenzano per un film che spazia tra la commedia e il thriller incentrato su due coppie borghesi, appartenenti a generazioni differenti, immerse in una Roma contemporanea. È un esordio interessante, pur trattando una storia “non particolarmente innovativa”, riesce a tenere lo spettatore incollato allo schermo fino alla fine, scavando allo stesso tempo nella psicologia dei personaggi raccontati e nelle loro fragilità. Se amate il genere, è il film che fa sicuramente al caso vostro.
Vincitore della Palma d’Oro a Cannes 2025, Un semplice incidente (2025) è tra i film dell’anno. Come anticipa il titolo, nel nuovo lungometraggio di Jafar Panahi, realizzato “di nascosto”, senza l’autorizzazione delle autorità iraniane, un banale incidente d’auto si trasforma nella scintilla di un catena di eventi sempre più inarrestabili. Tra dramma e ironia, il regista intreccia temi come il dubbio e la vendetta, spingendo lo spettatore a interrogarsi sul confine tra vittima e carnefice. Ma il film è anche, e soprattutto, un potente gesto di resistenza creativa da parte di un autore che continua a sfidare apertamente il regime. L’opera è stata scelta per rappresentare la Francia, uno dei paesi coproduttori, alla prossima edizione degli Oscar.
Premiato al Festival di Toronto, Hamnet (2026) del premio Oscar Chloé Zhao è stato accolto con entusiasmo anche nella Capitale. Tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell, “Nel nome del figlio. Hamnet” (2021), edito in Italia da Guanda, il film ripercorre il rapporto tra William Shakespeare e la moglie Agnes, e soprattutto il loro drammatico lutto, quello del loro figlio Hamnet, scomparso a soli undici anni. Protagonisti Jessie Buckley e Paul Mescal per un film che farà sicuramente discutere cinefili e non solo, e c’è persino chi parla di una papabile vittoria agli Oscar.
Un esordio molto interessante. Quello di Alberto Palmiero, il cui Tienimi presente (2026) è stato premiato come “miglior opera prima Poste Italiane”. È una storia autobiografica, quella di un ragazzo di quasi trent’anni che sogna di diventare un regista. Nonostante il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia, si scontra con la dura realtà del mestiere, tra incontri con produttori che non portano a nulla e il lavoro occasionale come comparsa sui vari set. Deluso, decide di mollare e tornare nella sua città natale….ma il sogno non lo abbandonerà. È un film sincero, molto personale che riesce a parlare agli altri, soprattutto a chi è ancora alla ricerca del proprio posto nel mondo.
Il vincitore di Venezia. Il massimo riconoscimento della 82° Mostra è infatti andato a Father Mother Sister Brother (2025), pellicola che ha segnato il fortunato ritorno al Lido del regista Jim Jarmush. Tre storie, tre nazioni, tre famiglie. Cosa accomuna i tre episodi del film? Le relazioni nelle famiglie. Una commedia a tratti malinconica che ci racconta di quanto possano essere complicate. Lo fa concentrandosi sulla quotidianità, sui piccoli dettagli di questi spaccati, che possono ancora dire moltissimo Da non perdere per gli appassionati del cinema di Jarmush. Non consigliato, invece, a chi è alla ricerca un film frenetico, ricco di tensione, proprio perché come definito dallo stesso regista è un “anti film d’azione”.

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40 secondi
40 secondi

40 secondi

2025

Tratto dall’omonimo libro-inchiesta di Federica Angeli,40 secondi (2025) di Vincenzo Alfieri ripercorre le 24 ore che hanno preceduto il feroce omicidio di Willy Monteiro Duarte per mano dei fratelli Bianchi. Come si è arrivati a un disumano accanimento nei confronti di un ragazzo che aveva soltanto 21 anni? Cosa ha portato a quei “40 secondi” di inaudita violenza? Per chi è alla ricerca di un film scioccante ma al tempo stesso necessario, espressione di un certo cinema civile che non teme di denunciare una realtà da contrastare affinché, un domani, non ci siano più altre vittime come Willy.

Informazioni su questa lista

Titoli

13

Costo totale di visione

61,91 €

Durata totale

19h 38min

Generi

Drammatico, Commedia, Thriller e Mistero

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