
I migliori episodi con Stuart in "The Big Bang Theory"
Di tutti i personaggi secondari di The Big Bang Theory (2007), Stuart Bloom è probabilmente quello che ha avuto il viaggio più lungo e improbabile. Introdotto nella seconda stagione come il proprietario del negozio di fumetti che frequentano Sheldon, Leonard, Howard e Raj, Stuart è cresciuto fino a diventare uno dei volti più amati della serie, un personaggio definito dalla sfortuna cronica, dalla solitudine e da una malinconia che Kevin Sussman ha saputo rendere comica senza mai farla diventare patetica. E ora Stuart è anche l'unico personaggio della sitcom ad aver ottenuto uno spin-off tutto suo: Stuart Fails to Save the Universe, in arrivo su HBO Max, in cui il proprietario del negozio di fumetti rompe accidentalmente un dispositivo costruito da Sheldon e Leonard, provocando un'apocalisse multiversale.
In attesa di vederlo salvare (o più probabilmente non salvare) l'universo, ripercorriamo i suoi episodi migliori in The Big Bang Theory, quelli in cui Stuart è passato da comparsa a personaggio a tutti gli effetti.
"L'isotopo di Hofstadter" (Stagione 2, episodio 20)
Il debutto. Stuart compare per la prima volta quando Penny entra nel negozio di fumetti per comprare un regalo al nipote e si ritrova a parlare con il proprietario, un ragazzo gentile, colto e per niente goffo come i quattro amici scienziati che la accompagnano. Stuart le piace, le chiede di uscire, e lei accetta, scatenando la gelosia di Leonard che ha appena cominciato a capire i propri sentimenti per Penny.
L'episodio funziona perché Stuart viene presentato come l'opposto di tutto quello che ci si aspetterebbe dal proprietario di un negozio di fumetti in una sitcom sui nerd: è socievole, disinvolto, capace di parlare con una donna senza andare nel panico, e questo lo rende immediatamente interessante. Il personaggio nasce qui come una minaccia romantica per Leonard, una funzione narrativa che Stuart ricoprirà più volte nel corso della serie, e Kevin Sussman gli dà fin dal primo momento quel misto di affabilità e tristezza latente che diventerà il suo marchio. Un debutto perfetto per un personaggio destinato a crescere molto oltre le intenzioni iniziali.
"L'amplificazione del chitarrista" (Stagione 3, episodio 7)
L'episodio che ha salvato Stuart dall'oblio, e lo deve a un'improvvisazione. La storia principale ruota attorno a un litigio tra Leonard e Penny, ma il momento che conta per Stuart è una scena al negozio di fumetti in cui Kevin Sussman ha aggiunto una battuta non prevista dal copione, una piccola trovata che ha fatto ridere così tanto la produzione da convincere gli autori a tenere il personaggio e a dargli più spazio.
Sussman ha raccontato in più interviste che è stato proprio quel momento improvvisato a trasformare Stuart da personaggio di sfondo a presenza ricorrente. Senza quella battuta, probabilmente Stuart sarebbe scomparso dopo poche apparizioni, come tanti altri personaggi secondari della serie. Invece è diventato uno dei volti fissi del negozio di fumetti e, dalla sesta stagione, un membro a tutti gli effetti del cast. È uno di quei casi in cui la storia di un personaggio si decide non a tavolino ma sul set, nel momento in cui un attore capisce qualcosa del proprio ruolo che gli sceneggiatori non avevano ancora visto.
"L'acquisizione della sputacchiera di fuoco" (Stagione 5, episodio 10)
Stuart torna a fare quello che gli riesce meglio: innamorarsi della persona sbagliata al momento sbagliato. Quando Sheldon porta Amy al negozio di fumetti, Stuart si interessa a lei e le chiede di uscire, scatenando in Sheldon una reazione che nessuno si aspettava. Sheldon, che fino a quel momento ha tenuto Amy a distanza rifiutandosi di definire la loro relazione, si ritrova improvvisamente geloso, finendo per interrompere l'appuntamento tra Stuart e Amy per chiederle di diventare ufficialmente la sua ragazza.
L'episodio è importante per la trama generale della serie perché segna il momento in cui Sheldon e Amy diventano ufficialmente una coppia, e lo fa usando Stuart come catalizzatore. Stuart, ancora una volta, è lo strumento attraverso cui le relazioni degli altri avanzano, il personaggio che fa il lavoro emotivo sporco senza mai ottenere niente in cambio. La sua sfortuna in amore diventa qui il motore di uno degli sviluppi più importanti della serie, e Sussman gioca la parte del pretendente respinto con la dignità malinconica che rende Stuart così simpatico.
"La combustione dello status quo" (Stagione 7, episodio 24)
Il finale della settima stagione, e uno dei momenti più bassi nella vita già difficile di Stuart. Mentre Sheldon attraversa una crisi personale perché Amy ha proposto di andare a vivere insieme, si reca al negozio di fumetti e lo trova devastato: una piastra elettrica lasciata accesa da Stuart ha provocato un incendio che ha distrutto il locale, l'unica cosa che Stuart possedeva al mondo.
L'episodio mostra il lato più crudele della serie nei confronti di Stuart (Sheldon, fedele a sé stesso, si lamenta che il fumetto che vuole comprare è bagnato dagli idranti antincendio prima di andarsene), ma anche quello più solidale, perché saranno Raj e Howard ad aiutare Stuart a rimettersi in piedi. L'incendio del negozio è uno di quei momenti in cui The Big Bang Theory usa la sfortuna di Stuart non solo per ridere ma per costruire qualcosa, perché è proprio da questa catastrofe che nasce il legame sempre più stretto tra Stuart e la famiglia Wolowitz. Un finale di stagione che cambia la traiettoria del personaggio.
"La rigenerazione del negozio di fumetti" (Stagione 8, episodio 15)
L'episodio più commovente con Stuart al centro, e quello che lo lega definitivamente alla famiglia Wolowitz. Dopo l'incendio del negozio, Stuart è andato a vivere con la signora Wolowitz, la madre di Howard, prendendosi cura di lei in cambio di un tetto. Quando la signora Wolowitz muore (una scelta narrativa imposta dalla scomparsa nella vita reale di Carol Ann Susi, l'attrice che le dava la voce), Stuart è devastato, perché quella donna lo aveva accolto quando non aveva più niente.
La scena in cui Stuart parla della signora Wolowitz è uno dei momenti più toccanti dell'intera serie: ammette che senza di lei sarebbe stato un senzatetto, e che è grato di aver conosciuto una persona così speciale. È un momento in cui la sitcom abbassa la guardia comica per lasciare spazio al dolore vero, e funziona perché Stuart, il personaggio più solo della serie, trova nel lutto condiviso con gli altri un senso di appartenenza che non aveva mai avuto. L'episodio rende omaggio a un personaggio mai visto sullo schermo (la signora Wolowitz era solo una voce fuori campo) e lo fa attraverso il dolore di Stuart, in una delle prove più toccanti di Kevin Sussman.
"Il calcolo della procreazione" (Stagione 12, episodio 3)
L'episodio in cui Stuart, dopo undici stagioni di solitudine, comincia finalmente una storia d'amore. Stuart inizia a frequentare Denise, una commessa esperta di fumetti tanto quanto lui, e per la prima volta nella serie lo vediamo in una relazione che funziona davvero. Le scene tra i due, accompagnate dalla canzone Smooth Operator, mostrano un Stuart sorprendentemente a suo agio, mentre Howard e Bernadette, nella cui casa Stuart ancora vive, non sanno bene come gestire la nuova situazione sentimentale del loro inquilino.
Dopo aver passato l'intera serie a essere respinto, dimenticato e sfortunato in amore, Stuart merita questo momento di felicità, e la serie glielo concede senza ironia. Denise (interpretata da Lauren Lapkus) diventa una presenza fissa negli ultimi episodi e rappresenta la chiusura del cerchio per il personaggio: il ragazzo più solo di The Big Bang Theory trova qualcuno che lo capisce e lo accetta. Non a caso, Denise sarà al fianco di Stuart anche nello spin-off Stuart Fails to Save the Universe, a conferma che questa è la relazione che ha dato finalmente una direzione al personaggio. Un raro lieto fine per l'uomo più sfortunato di Pasadena.
"Il vortice del D&D" (Stagione 12, episodio 16)
Stuart, per una volta, è il più figo della stanza. Si scopre che partecipa a una partita di Dungeons & Dragons con celebrità del calibro di Wil Wheaton, William Shatner, Joe Manganiello, Kareem Abdul-Jabbar e Kevin Smith, e quando il gruppo lo viene a sapere scatta una gelosia incontrollabile: tutti vogliono entrare nella partita dei famosi, e tutti cercano di usare Stuart per riuscirci.
L'episodio ribalta la dinamica abituale della serie: per una volta è Stuart ad avere qualcosa che gli altri desiderano disperatamente, ed è esilarante vedere Sheldon, Leonard e gli altri umiliarsi pur di ottenere un invito. Stuart, che ha passato dodici stagioni a essere ignorato e usato, si ritrova improvvisamente al centro dell'attenzione, e la cosa più dolce è che non se ne approfitta: cede alla pressione degli amici e finisce per perdere il proprio posto al tavolo dei famosi. La presenza di Wil Wheaton, che interpreta una versione esagerata di sé stesso (e che farà un cameo anche nello spin-off di Stuart), aggiunge il tocco metatestuale che la serie amava nei suoi ultimi anni. Un episodio che regala a Stuart un raro momento di gloria.













