“Mayday”, Kenneth Branagh: “Un buddy movie tra Top Gun e la Guerra Fredda. Il sogno americano? Uno spazio di libertà”

“Mayday”, Kenneth Branagh: “Un buddy movie tra Top Gun e la Guerra Fredda. Il sogno americano? Uno spazio di libertà”

Pubblicato il16 settembre 2026

Aggiornato il16 settembre 2026

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“Sono arrivato sul set con circa tre settimane di anticipo per provare le coreografie dei combattimenti, imparare a incassare i colpi, fare molto yoga e stretching. Alla mia età ci vuole più tempo per scaldarsi e defaticare. Ho dovuto portare pazienza”. Kenneth Branagh, classe 1960, ammette candidamente e con un velo di ironia che il suo corpo non è più quello dei vent'anni e che per prepararsi all'azione di Mayday, action comedy targata Apple TV, ha dovuto impegnarsi parecchio da un punto di vista prettamente fisico.

Diretta da John Francis Daley e Jonathan Goldstein, la pellicola vede l'attore e regista inglese fare coppia con Ryan Reynolds in un buddy movie che stravolge il genere spy thriller. Reynolds interpreta il tenente Troy “Assassin” Kelly, pilota della Marina Militare americana inviato in missione top secret in territorio russo nel pieno della Guerra Fredda. Quando l'operazione fallisce, rimane bloccato dietro le linee nemiche. Scoperto da Nikolai Ustinov (Branagh), un burbero ex agente del KGB con un debole per la cultura americana, Troy pensa di essere spacciato. Ma l'improbabile alleanza tra i due potrebbe portarlo al salvataggio e dare vita a un legame del tutto inaspettato.

Un inedito duo comico

mayday

Mayday porta sullo schermo una coppia del tutto inedita del cinema contemporaneo. E parte della riuscita del film risiede proprio nella freschezza dell'abbinamento che mette vicino due attori provenienti da tradizioni recitative molto diverse. Un contrasto perfetto che amplifica ancor di più le differenze tra Nikolai e Troy. “Ryan è molto libero, presente e sa ascoltare benissimo. Trattandosi di una buddy comedy in cui tutto dipendeva dalla chimica tra noi, era prontissimo a fare da 'spalla'”, racconta Branagh.

“È stato felice di parlare meno rispetto alla sua solita e brillante agilità verbale, comprendendo che Nikolai era il motore comico della scena. La sua grande capacità di ascolto è stata fondamentale. È stato generoso, gentile, puntuale e completamente presente, rendendo il lavoro un vero piacere. Condividiamo lo stesso approccio a questo mestiere”.

Nel film, tra i vari passaggi comici, i due sono anche protagonisti di una sequenza in cui il personaggio di Branagh sussurra all'orecchio di quello di Reynolds mentre sono chiusi in un armadio. “Quella scena è stata particolarmente difficile”, ammette l'attore. “Eravamo così vicini fisicamente che la situazione era già di per sé ridicola e divertente. I registi ci hanno messi in quella posizione per farci provare la tensione di ciò che accadeva appena fuori dall'armadio: un oligarca minaccioso, la sua amante e l'arrivo della moglie. L'imbarazzo e la tensione di essere chiusi lì erano fortissimi. A un certo punto Ryan mi ha detto: 'Mio Dio, sei più vicino a me delle mie mutande!'. Per non scoppiare a ridere dovevo fare pensieri cupi, mordermi l'interno del labbro e far accettare ai registi che mi scendessero le lacrime per lo sforzo. Hanno detto che le avrebbero eliminate con gli effetti visivi!”.

Tra Top Gun e sogno americano

top gun

Appassionato di cultura a stelle e strisce, Nikolai ha una vera e propria venerazione per Top Gun (1986) e Bruce Springsteen. “Nik vive prima in isolamento e poi in esilio. Cerca dei simboli di ciò che percepisce come libertà, potere, modernità e progresso tecnologico”, osserva Branagh. “Vede in questi elementi l'esempio di una cultura americana che esprime una libertà e una spinta che sente di non avere o di non aver avuto nella sua precedente vita al KGB. Diventano dei punti di riferimento”.

“Il mio personaggio è eccentrico e idealista nel suo entusiasmo per la cultura americana”, continua l'attore. “Tuttavia è complesso: se necessario, sa essere spietato ed estremamente efficiente nell'uso della violenza a causa del suo addestramento. È imprevedibile perché può farti ridere con la sua ingenuità, ma di fronte a una minaccia è qualcuno che vorresti avere dalla tua parte. Questa sua imprevedibilità tiene il pubblico sulle spine, chiedendosi se i due protagonisti si fideranno mai davvero l'uno dell'altro, allontanandosi dai classici cliché dei thriller sulla Guerra Fredda”.

Mayday, anche attraverso le passioni di uno dei protagonisti, ricorda la potenza del sogno americano. “L'America è stata la destinazione di generazioni di immigrati, un luogo con lo spazio fisico per accogliere chi cercava una nuova avventura”, sottolinea Branagh. “Nel film siamo a soli due anni dalla caduta del Muro di Berlino. Dopo aver vissuto l'intensità della Guerra Fredda, della crisi dei missili di Cuba e della corsa allo spazio, un film come Top Gun rappresentava il fascino, la velocità, l'ostentazione e il potere. Per una persona cresciuta nel sistema sovietico, tutto questo equivaleva alla libertà. Per quanto mi riguarda, il sogno americano rappresenta soprattutto uno spazio di libertà”.

Mayday e il potere della comicità

mayday

La pellicola è ambientata in un periodo segnato da un'ideologia molto rigida, eppure affronta questo mondo attraverso la commedia. Un approccio diametralmente opposto a quello del genere drammatico, ma che può permettere di scoprire delle sfumature dei personaggi nati e cresciuti all'interno di contesti e mentalità lontani da quelli occidentali. “L'umorismo offre una via più rapida alla comprensione, perché spesso nasce dalla condivisione di aspetti comuni. Ci sono dinamiche familiari — il personaggio di Troy con il padre e Nikolai con la figlia — che sono estremamente umane e prescindono dall'essere una spia, un agente del KGB o un pilota militare statunitense”, riflette l'attore.

“In una commedia d'azione con una componente buddy, la posta in gioco è alta, c'è un conto alla rovescia e si parla di vita o di morte. I registi, insieme a Ryan, si sono impegnati a mantenere seria questa base drammatica. All'interno di questo contesto, la commedia mostra come il pericolo porti le emozioni in superficie più velocemente. Permette agli uomini di superare le proprie reticenze ed esprimere ciò che provano in modo più diretto e personale, diventando una chiave d'accesso per scoprirne l'umanità”.

“Capire cosa fa ridere una persona ti fa comprendere i suoi gusti, la sua visione del mondo, il suo grado di compassione e la sua capacità di cogliere l'assurdo”, prosegue. “Spesso un vivo senso dell'assurdo è un meccanismo di difesa per affrontare l'imprevedibilità della vita. La nascita di questa complicità tra Troy e Nik aiuta a costruire la loro amicizia: scoprono gradualmente di condividere un punto di vista umano, e l'umorismo ne è la spia principale”.

Kenneth Branagh e l'amore per i western

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Se il russo Nikolai ha una passione viscerale per il pilota di caccia F-14 della Marina degli Stati Uniti interpretato da Tom Cruise, l'inglese Kenneth Branagh di quali film americani si è innamorato da ragazzo? “I film western che mostravano paesaggi mitici in cui venivano affrontati grandi dilemmi morali”, ammette l'attore e regista. “Nel mio film Belfast (2021) ho inserito una clip di Mezzogiorno di fuoco (1952) di Fred Zinnemann con Gary Cooper. Quel tipo di narrazione, unita ai paesaggi iconici come la Monument Valley dei film di John Wayne, in cui storie umane minuscole avevano una risonanza epica, hanno avuto un'enorme influenza sulla mia immaginazione”.

“Ho amato Sentieri selvaggi (1956) di John Ford per lo stile visivo, i colori e la scala epica. È stato una grande fonte d'ispirazione anche per Thor (2011), insieme a Orizzonti di gloria (1957) di Stanley Kubrick, continua. “Per quanto riguarda i personaggi, sono sempre stato affascinato da Paul Newman in Nick mano fredda (1967) e da opere come Lawrence d'Arabia (1962). Adoro i film che uniscono la forza delle immagini epiche alla capacità di scavare nella psicologia dei personaggi”.