"Mammina" è la prova che un nuovo Stephen King sta dominando l'horror

"Mammina" è la prova che un nuovo Stephen King sta dominando l'horror

Pubblicato il28 luglio 2026

Aggiornato il28 luglio 2026

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Con l'uscita in sala di The Witch (2015) di Robert Eggers, Scappa – Get Out (2017) di Jordan Peele ed Hereditary – Le radici del male (2018) di Ari Aster ha preso il via una nuova ed eccitante stagione per l'horror. Una triade di film che ha aperto la strada a un nuovo modo di intendere il genere, sempre però con uno sguardo rivolto ai tropo del passato. Questo ha permesso di ampliare il suo bacino di spettatori e, complice anche la scalata di A24 e Neon, dare ampio spazio a nuovi autori, da Ti West a Rose Glass passando per Danny e Michael Philippou o Jane Schoenbrun.

Tutto questo si è tradotto anche in un dominio del box office che, recentemente, ha visto Backrooms (2026) di Kane Parsons e Obsession (2026) di Curry Barker scrivere una pagina di storia per l'horror con incassi record. La riprova che il pubblico c'è e che ha voglia di storie originali. È per questo che, ad esempio, dopo il successo della trasposizione cinematografica della Creepypasta nata su 4chan sono già in produzione altre due pellicole legate a leggende horror web: Siren Head e The Mandela Catalogue (quest'ultimo addirittura prodotto da Steven Spielberg).

Ma per decenni, l'orrore ha avuto un nome e un cognome, Stephen King, e una casa, Derry, nel Maine. Lo scrittore, dagli adattamenti di Shining (1980) e IT - Capitolo Uno (2017), oltre a una miriade di film televisivi, corti e serie TV, è stato – ed è tutt'ora – una fonte inesauribile di storie spaventose attraverso le quali ha affrontato tematiche come i traumi infantili, le complesse dinamiche familiari e l'isolamento. È stato lui a insegnarci che i mostri nascosti nel buio erano spaventosi, ma che gli esseri umani – specie quelli a noi più vicini – non erano da meno.

Ne hanno avuto una dimostrazione gli spettatori di Odissea (2026) che, prima della proiezione del film di Christopher Nolan, hanno potuto vedere il trailer di Mammina (2026) di Rob Savage, tratto dal romanzo Incidents Around the House di Josh Malerman, restandone terrorizzati. Tutto merito (o colpa) di uno jumpscare che, subito dopo la diffusione del trailer online, è diventato virale.

Josh Malerman è l'erede di Stephen King?

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Prodotto da James Wan con la sua Atomic Monster, già dietro il successo di Backrooms, e da Blumhouse, tra i finanziatori di Obsession, Mammina vede protagonista la piccola Bela (Arabella Olivia Clark). Una ragazzina che, nella sua casa, stringe un legame con un'entità sinistra che somiglia in modo inquietante a sua madre, interpretata da Jessica Chastain. Sul web già si rincorrono varie teorie che provano a decifrare le tematiche nascoste dietro l'orrore. Ma quello che è certo – rispetto a ciò su cui si concentrerà la sceneggiatura di Nathan Elston - è che Malerman nel suo romanzo ha affrontato le paure della genitorialità, l'innocenza infantile contrapposta alla realtà adulta, l'incomunicabilità e il concetto di casa non come luogo sicuro, ma come simbolo dei conflitti familiari e di coppia.

Scrittore, cantante e musicista – è suo il brano "The Luck You Got" scelto come sigla di Shameless (2011) -, Josh Malerman ha una bibliografia molto ampia fatta di romanzi, novelle, saggi e racconti brevi. Ma, prima dell'adattamento di Incidents Around the House era già divenuto noto a livello mondiale grazie al suo romanzo d'esordio del 2014, Bird Box, da cui è stato tratto l'omonimo film Netflix con protagonista Sandra Bullock (oltre allo spin-off in lingua spagnola Bird Box Barcelona del 2021). Non propriamente una trasposizione indimenticabile (molto più riusciti i meme scaturiti da un fotogramma del film), ma più che sufficiente a far conoscere la sua penna anche in Europa e sottolineare come le sue opere fossero perfette per essere portate sullo schermo.

Ecco allora che Mammina diventa il titolo perfetto per intrattenere e terrorizzare il pubblico. Non con il gore quanto con le reazioni emotive di chi è messo di fronte all'ignoto o a situazioni apparentemente incomprensibili ed estreme. E se l'industria cinematografica si è resa conto che gli spettatori sono stanchi di sequel, prequel, spin-off e reboot, c'è una lunga lista di titoli di Josh Malerman dai quali Hollywood può pescare.

Pensiamo a Black Mad Wheel in cui Philip Tonka, pianista di una band di Detroit, viene contattato dall'esercito per trovare la fonte di un suono misterioso nel deserto africano che potrebbe rivelarsi l'arma più potente mai creata; Unbury Carol in cui horror e western convivono; Inspection, una storia ambientata in due scuole esclusive nascoste nella foresta - una per soli ragazzi e una per sole ragazze ignari dell'esistenza dell'altro sesso – nate per plasmare geni "puri"; Daphne, omaggio ai classici slasher degli anni '80 e Pearl, rimando ai B-movie. Perfetta, infine, per il piccolo schermo potrebbe essere Goblin, una raccolta di sei novelle collegate tra loro, ambientate nella fittizia e inquietante omonima cittadina che tanto ricorda quella Derry nel Maine da cui ha preso il via l'orrore letterario e cinematografico di Stephen King.

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Mammina
Un viaggio terrificante nel mondo sempre più oscuro di Bela, una ragazzina che instaura un rapporto con un’entità sinistra presente nella sua casa, che assomiglia in modo inquietante alla sua stessa madre.
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