“Mammina” non è ispirato a “Coraline”, ma è comunque tratto da un romanzo

“Mammina” non è ispirato a “Coraline”, ma è comunque tratto da un romanzo

Pubblicato il26 luglio 2026

Aggiornato il26 luglio 2026

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Pochissimi giorni fa è stato diffuso online il trailer di quello che promette essere l’horror più atteso della stagione autunnale, ovvero Mammina (2026) di Rob Savage e che avrà come protagonista Jessica Chastain. 

Se ci fate caso, fin dai primi secondi si viene investiti da uno strano senso di dejavu, qualcosa che riporta alla mente le vibes di “Coraline”, celebre romanzo di Neil Gaiman del 2002 trasposto in stop motion nell’omonimo film del 2009 da Henry Selick e Studio Laika. 

La ragione è evidente fin dal primo fotogramma: una bambina, una madre che sembra sdoppiarsi in una seconda versione di sé stessa, più inquietante, più affamata di attenzione. Mammina (in inglese Other Mommy) non nasce però da Neil Gaiman, ma da un romanzo horror pubblicato nel 2024 negli Stati Uniti, con una storia editoriale e tematica completamente diversa da quella a cui il trailer sembra alludere.

Da dove arriva davvero "Mammina"

mammina

Come già detto, il film è diretto da Rob Savage, autore già noto agli appassionati del genere per Host (2020), Dashcam (2022) e The Boogeyman (2023), su una sceneggiatura firmata da Nathan Elston, sceneggiatore di Succession (2018-2022), e prodotto da James Wan attraverso la sua etichetta Atomic Monster, in collaborazione con Blumhouse. Una serie di combo che promettono benissimo! 

Alla base c'è “Incidents Around the House”, in Italia tradotto con il nome “L’altra mamma” per Giunti Editore, decimo romanzo di Josh Malerman, autore già noto per Bird Box – anche di questo è stato fatto un adattamento cinematografico nel 2018 da Netflix con protagonista Sandra Bullock –, pubblicato nel 2024 e arrivato in finale al Locus Award e in nomination al Bram Stoker Award. 

Il libro è interamente narrato in prima persona da Bela, una bambina di otto anni che vive con i genitori, Mommy e Daddo, con la nonna Ruth, e con colei che definisce Other Mommy, ovvero l'entità che esce dal suo armadio ogni sera per chiederle sempre la stessa cosa, se può entrare dentro il suo cuore. 

Nel film Jessica Chastain interpreta entrambi i ruoli, quello della madre reale, Ursula, e quello della sua controparte inquietante, affiancata da Jay Duplass nei panni del padre, da Arabella Olivia Clark in quelli di Bela e da Karen Allen nel ruolo della nonna. 

Negli Stati Uniti il film uscirà il 9 ottobre, mentre in Italia arriverà il giorno prima.

Perché l’inevitabile paragone con Coraline?

coraline

Al di là della fonte letteraria diversa, capire perché il pubblico abbia associato così rapidamente le due storie non richiede molto sforzo. In Coraline la protagonista attraversa una porta segreta per raggiungere un mondo alternativo apparentemente perfetto, dove trova due genitori più attenti e affettuosi di quelli reali, salvo scoprire che la loro gentilezza nasconde un piano di possesso, culminato nella richiesta di cucirsi dei bottoni al posto degli occhi. È un orrore che si allontana da casa per rivelarsi altrove, in una dimensione parallela costruita apposta per sedurre una bambina trascurata. Mammina lavora su un meccanismo diverso, più claustrofobico: qui non c'è nessuna porta magica né nessun mondo alternativo, l'entità esce direttamente dall'armadio della camera di Bela, dentro la stessa casa, gli stessi genitori, la stessa quotidianità già segnata da una crisi coniugale in corso. Non è una fuga verso un altrove ingannevole, è una minaccia che abita quello stesso spazio domestico apparentemente sicuro e la stessa identità che la bambina conosce già, il che rende il concetto ancora più disturbante rispetto al film di Selick.

La metafora nascosta, un genitore che cambia identità

other mommy romanzo

È proprio in questa scelta di ambientare l'orrore dentro le mura di casa, senza portali né mondi alternativi, che si nasconde la lettura più interessante della storia. Per un bambino, un genitore affetto da una malattia mentale, o comunque attraversato da una crisi psichica che ne modifica il comportamento, può somigliare esattamente a questo, una persona che sembra cambiare completamente identità agli occhi di chi la osserva senza avere gli strumenti per comprenderla. La voce narrante di Bela, ingenua e priva di filtri adulti, racconta esattamente questo tipo di smarrimento: l'incapacità di distinguere in ogni istante quale versione della madre si trovi davanti, se quella riconoscibile e amata o quella che sembra provenire da un'altra persona pur avendo lo stesso corpo e la stessa voce. 

Il romanzo di Malerman costruisce la propria tensione non tanto sull'entità in sé, quanto sulla progressiva incrinatura del matrimonio dei genitori di Bela, un dettaglio che nel trailer emerge con chiarezza e che sposta il centro della paura dal soprannaturale al domestico. Lo stesso Rob Savage, parlando del progetto, ha descritto l'idea di base come quella di una figura familiare e rassicurante che si trasforma in qualcosa da temere, un rovesciamento che funziona meglio di qualunque mostro esterno perché intacca la fiducia più elementare che un figlio ripone in chi dovrebbe proteggerlo. È in questo cortocircuito, più che nella somiglianza superficiale con Coraline, che va cercata la vera chiave di lettura di Mammina

Cosa aspettarsi da ottobre

other mommy

Il trailer, per ora, gioca soprattutto sulla fisicità perturbante di Chastain, che piega il proprio corpo in posizioni innaturali per rendere credibile la sostituzione, un'iconografia che Savage e Wan sperano possa diventare parte dell'immaginario horror stagionale, al pari di altre figure spettrali diventate simboli riconoscibili. Per Jessica Chastain si tratta di un ritorno al genere dopo Mama (2013), Crimson Peak (2015) e IT: Capitolo Due (2019), con la particolarità di dover sostenere da sola il doppio registro emotivo di madre amorevole e minaccia domestica. 

Resta da vedere quanto il film riuscirà a mantenere, nel passaggio dalla pagina allo schermo, quella tensione psicologica sommersa che nel romanzo si costruisce lentamente, capitolo dopo capitolo, attraverso gli occhi di una bambina che non ha ancora le parole per chiamare le cose con il loro nome.

Un viaggio terrificante nel mondo sempre più oscuro di Bela, una ragazzina che instaura un rapporto con un’entità sinistra presente nella sua casa, che assomiglia in modo inquietante alla sua stessa madre.
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