
“Love Me Love Me”: Mia Jenkins, Pepe Barroso Silva e Luca Melucci raccontano i loro guilty pleasure
Con oltre 23 milioni di letture sulla piattaforma Wattpad era chiaro che il ciclo di romanzi scritti da Stefania S. avrebbe attratto il mercato audiovisivo. E così è stato. Il primo capitolo del fenomeno letterario Young Adult si è trasformato in un film, Love Me Love Me, disponibile su Prime Video.
Diretta da Roger Kumble, già regista di Cruel Intentions (1999) e After 2 (2020), la pellicola segue la storia di June (Mia Jenkins), una ragazza inglese che si trasferisce a Milano dopo la tragica morte del fratello.
Iscritta dalla madre alla prestigiosa Saint Mary’s International School, si trova immediatamente divisa tra due migliori amici dal carattere agli antipodi: Will (Luca Melucci), studente modello, e James (Pepe Barroso Silva), bello quanto tormentato con una seconda vita fatta di combattimenti clandestini di MMA.
Tra lutto, amicizia, redenzione e ricerca della propria identità, il film è un mix di romanticismo, azione e tensione emotiva. Per molti un guilty pleasure. Per questo non potevamo esimerci dal chiedere ai suoi protagonisti, incontrati a Roma per la presentazione del film, quali siano i loro “piaceri proibiti” legati a cinema e serie TV.
L'amore per "Modern Family" e "Una mamma per amica"
Per Mia Jenkins non esiste il concetto di guilty pleasure. E l'attrice ha le idee molto chiare quando si parla di show del cuore. Nulla è come Modern Family (2009) e Una mamma per amica (2000). La prima è la sitcom che ha ridefinito i contorni della commedia familiare grazie alla tecnica del mockumentary, in cui i personaggi rompono la quarta parete per parlare direttamente a una telecamera invisibile. Protagonista è la famiglia Pritchett divisa in tre distinti nuclei familiari attraverso i quali toccare tematiche attuali come adozione, coppie LGBTQIA+, sfide relazionali e rapporto genitori/figli, ma sempre con un registro comico.
La seconda è il capolavoro di Amy Sherman-Palladino con protagoniste Lauren Graham e Alexis Bledel. Una dramedy ambientata nella fittizia Stars Hollow. Una cittadina che milioni di spettatori hanno imparato ad amare grazie ai suoi personaggi. A partire da Lorelai Gilmore e sua figlia Rory. Una madre e figlia dal rapporto complice e simbiotico che seguiamo nel corso degli anni, tra parlantina fulminea, il caffè di Luke e le cene del venerdì sera. Un comfort show capace di abbracciare più generazioni senza perdere il suo smalto.
La felicità chiamata "The Big Bang Theory"
E per restare in zona comedy, anche Luca Melucci ama lasciarsi andare alla visione di una serie TV che ha fatto la storia della comicità moderna: The Big Bang Theory (2007). Il racconto, sotto forma di sitcom, della vita quotidiana di un gruppo di giovani scienziati, tra passione smisurata per i fumetti, videogiochi e fantascienza. È grazie a personaggi come Leonard (Johnny Galecki) e Sheldon (Jim Parsons) che essere nerd e geek ha iniziato ad essere visto con uno sguardo diverso.
Dodici stagioni che, tra termini tecnici, equazioni e fisica, hanno definito un'epoca e che hanno riscosso talmente tanto successo da dare vita a due spin-off: il prequel, Young Sheldon (2017), dedicato all'infanzia dell'omonimo personaggio e un sequel, Georgie & Mandy's First Marriage (2024), incentrato su Georgie Cooper.
Hollywood secondo "Entourage"
Quando si tratta di serie TV, anche Pepe Barroso Silva non ha dubbi sul genere preferito. Restiamo sempre in zona commedia con Entourage (2004), show creato da Doug Ellin dedicato alle vicende del giovane attore Vincent Chase e dei suoi amici d'infanzia del Queens mentre cercano di ritagliarsi un posto a Hollywood nei primi anni 2000. Tra i produttori anche Mark Wahlberg alle cui esperienze giovanili come aspirante attore è ispirata la sceneggiatura.
Prima di The Studio (2025) e delle sue incredibili guest star (come dimenticare Martin Scorsese in lacrime?), anche la serie Hbo ci ha regalato una miriade di cameo di vere celebrità alle prese con l'interpretazione di versioni parodistiche di se stesse, da Zac Efron a Christina Aguilera passando per Eminem e Snoop Dogg. Mostrando il dietro le quinte di produzioni colossali, contratti milionari e party esclusivi, Entourage è come sbirciare dietro il buco della serratura di Hollywood. Ma senza mai dimenticare l'(auto)ironia.
Nessun “pleasure” è un guilty pleasure
“Non me ne vergogno affatto”, ammette senza esitazione Mia Jenkins quando le chiediamo quale sia il suo guilty pleasure. “Mi piacciono molto Gilmore Girls e Modern Family. Sono le serie che potrei guardare all'infinito”. “Per me è The Big Bang Theory”, le fa eco Luca Melucci. “Quando la vedo in TV, penso: 'Ok, devo guardarla fino alla fine dell'episodio perché mi piace molto e mi fa sentire davvero felice'”. “Di solito non guardo molta commedia”, ammette, invece, Pepe Barroso Silva. “Ma se c'è una serie che ho visto così tante volte e che mi mette di buon umore, probabilmente è Entourage”.

























