
"Loki": tutto ciò che devi ricordarti prima di vedere "Avengers: Doomsday"
Il 18 dicembre 2026 arriva nelle sale Avengers: Doomsday, e tra le decine di personaggi che si incroceranno nel nuovo grande evento Marvel ce n'è uno che parte da una posizione diversa da tutti gli altri: Loki. Tom Hiddleston ha confermato che il film non ignorerà la trasformazione che il suo personaggio ha vissuto nella serie Loki (2021), anzi, riparte proprio da quel punto.
Il problema è che quella serie si è chiusa nel 2023, e il suo finale è tra i più complessi e meno immediati di tutto il Marvel Cinematic Universe. Se avete bisogno di rinfrescarvi la memoria prima di sedervi in sala, ecco tutto quello che conta ricordare.
Da dio degli inganni a tutt'altro

Conviene partire da lontano, perché il Loki che ritroveremo in Avengers: Doomsday non è quello che molti hanno in mente. Il personaggio originale è morto per mano di Thanos all'inizio di Avengers: Infinity War (2018), strangolato mentre cercava di proteggere il fratello Thor. Quello protagonista della serie è invece una variante, nata da un incidente nel tempo. In Avengers: Endgame (2019) gli eroi tornano indietro fino alla battaglia di New York del 2012 per recuperare il Tesseract, e nella confusione la gemma finisce nelle mani del Loki di quell'epoca, ancora prigioniero e ancora nei panni del cattivo. Lui la afferra e si teletrasporta via, creando così una nuova linea temporale e sfuggendo al destino del Loki che tutti conosciamo. È questa versione fuggitiva a essere subito catturata dalla TVA, la Time Variance Authority, l'organizzazione che sorveglia il flusso del tempo, ed è da qui che parte tutto il percorso della serie.
Cos'è la TVA e perché conta

Per capire dove va a finire Loki bisogna avere chiara la TVA. Nella serie si scopre che questa burocrazia cosmica non protegge il tempo per conto di misteriosi Custodi, come credono i suoi agenti, ma è la creatura di un uomo solo, Colui che Rimane, una variante del futuro villain Kang, che dalla Cittadella alla Fine del Tempo tiene sotto controllo un'unica linea temporale, la Sacra Linea Temporale, potando ogni ramo che se ne discosta. Il suo scopo è impedire che le infinite versioni di sé stesso scatenino una guerra tra universi. Al centro di tutto c'è il Telaio Temporale, la macchina che dovrebbe tenere insieme il flusso del tempo. Questi elementi, che nella serie Loki sembrano dettagli tecnici, sono la chiave di tutto quello che succede dopo.
Il finale spiegato: Loki diventa il Dio delle Storie

Ed eccoci al punto più importante, il finale della seconda stagione, intitolato Gloriosi propositi. Loki acquisisce la capacità di muoversi nel tempo a piacimento e la usa per provare, in secoli di tentativi, a salvare il Telaio Temporale che sta per esplodere e a tenere in vita i suoi amici della TVA. Ma capisce una verità amara: finché esiste il Telaio, le linee temporali sono destinate a essere distrutte, perché la macchina non riesce a reggere gli infiniti rami del multiverso. La soluzione è tanto semplice quanto terribile. Loki distrugge il Telaio, entra nel vuoto che ne resta, raccoglie con le proprie mani i rami morenti di ogni realtà e li porta al trono alla Fine del Tempo, dove si siede e li tiene insieme per sempre.
In quel gesto Loki diventa la struttura vivente che regge l'intero multiverso, dando ai rami la forma di Yggdrasil, l'albero cosmico della mitologia norrena da cui provengono Thor e Asgard. È l'adattamento del Dio delle Storie, un'identità che il personaggio assume nei fumetti di Al Ewing. Il prezzo è altissimo: per garantire a tutte le realtà di sopravvivere e a tutti il libero arbitrio, Loki rinuncia a ogni legame e si condanna a una solitudine eterna sul trono. Colui che aveva sempre desiderato un trono lo ottiene finalmente, ma nelle uniche condizioni che lo rendono privo di gloria.
Cosa significa tutto questo per "Avengers: Doomsday"

Qui entriamo nel campo di ciò che è confermato e di ciò che si può solo ipotizzare. Sul confermato, Hiddleston è stato chiaro in un'intervista: lo status di Loki come Dio delle Storie, custode del multiverso, resta intatto in Avengers: Doomsday, e il film comincia da lì. L'attore ha descritto il ruolo come un nuovo capitolo, non come una ripetizione di quanto già visto, e ha anticipato che Loki condividerà la scena con altri personaggi. Il primo trailer lo ha mostrato con un aspetto diverso da quello del finale della serie, il che ha subito acceso le speculazioni.
Sul piano delle ipotesi, il collegamento più intrigante riguarda proprio il Dottor Destino, il villain interpretato da Robert Downey Jr. che dà il titolo al film. Nei fumetti da cui Avengers: Doomsday e il successivo Avengers: Secret Wars (2027) prendono spunto, esiste un "Dio Imperatore Destino" che regna sul multiverso da un trono ricavato proprio dall'albero Yggdrasil. Che Loki, ora legato a doppio filo a Yggdrasil, si trovi a confrontarsi con Destino per il controllo del multiverso è al momento solo una teoria dei fan, per quanto affascinante, e non un fatto accertato. Vale la pena tenerla a mente, ma senza darla per scontata.
Un dettaglio da non dimenticare: Thor non lo sa

Un ultimo punto, spesso trascurato, rende la situazione ancora più carica. Il Thor di Avengers: Doomsday, impegnato a cercare la figlia adottiva Love, non ha idea che questa versione del fratello esista. Il Loki con cui Thor ha condiviso lo schermo per anni è morto in Avengers: Infinity War, e la variante diventata Dio delle Storie è un'altra persona, che il fratello non ha mai incontrato. Se i due dovessero incrociarsi nel film, sarebbe un momento dal peso emotivo enorme, il ricongiungimento tra due fratelli che però, tecnicamente, non si conoscono. Anche questo, per ora, resta da vedere. Quel che è certo è che Loki arriva a Avengers: Doomsday da un punto che nessun altro personaggio condivide, seduto al centro di tutto.



























