"Ladies First": 3 motivi per vedere la commedia dark che ha scalato le classifiche Netflix

"Ladies First": 3 motivi per vedere la commedia dark che ha scalato le classifiche Netflix

Andrea Ballerini
Andrea Ballerini

Pubblicato il 02 giugno 2026

Aggiornato il 02 giugno 2026

In poco più di una settimana, Ladies First (2026) è riuscito a imporsi su Netflix diventando il film numero uno in molte nazioni. Il remake del film francese Non sono un uomo facile (2018), sempre di casa Netflix, vede protagonisti Sacha Baron Cohen e Rosamund Pike. L’attore interpreta Damien Sachs, un pezzo grosso di un’agenzia pubblicitaria dalla mentalità maschilista. Pike, invece, è Alex Fox, una subordinata di Damien che viene promossa solamente per far sembrare più inclusivo il posto di lavoro.

Con un twist di realismo magico e una botta in testa, Damien si ritrova in un mondo dove i ruoli di genere sono capovolti. Da qui, inizia una commedia a tratti romantica a tratti dissacrante che cerca sia di intrattenere che di far pensare. Per chi non avesse ancora dato un’occhiata a questo nuovo titolo Netflix, speriamo che questi 3 motivi vi faranno premere il tasto play per gustarvi la commedia di Thea Sharrock.

Sacha Baron Cohen e Rosamund Pike rubano la scena

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Per far sì che una commedia funzioni davvero, la scelta del cast è sempre una delle fasi più complicate ed entusiasmanti. Il ritmo comico e le modalità di recitare una battuta sono paragonabili a un’arte ed è per questo che non tutti gli attori e le attrici possono confrontarsi con questo genere di film. Sacha Baron Cohen è ormai un veterano della comicità, avendoci regalato film immortali come Ali G (2002) e Borat (2006). Qui, però, il livello demenziale è più moderato rispetto ai due titoli. Nonostante ciò, l’attore britannico fa il suo sporco lavoro con grande convinzione.

I film commedia non mancano dal curriculum di Rosamund Pike, anche se l’attrice ha mostrato il lato più potente della sua recitazione in thriller come L'amore bugiardo - Gone Girl (2014) e Saltburn (2023). Questa pellicola più distesa non cambia, però, le carte in tavola. L’attrice è sempre una certezza, dovendo qui recitare in due ruoli dal carattere psicologico diverso. Pike, infatti, si destreggia tra la Alex Cox del mondo reale, che alterna fierezza e insicurezza, e la sua versione alternativa, schietta e dominatrice della sua vita. La sua prova e quella di Baron Cohen sorreggono l’intero film, nonostante la trama a volte formulaica.

Una commedia divertente sui ruoli di genere (se si accetta questa premessa)

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Il successo di pubblico di Ladies First (2026) non ha sorpreso pochi, soprattutto a causa delle recensioni della critica ufficiale non proprio convincenti. Parliamoci chiaramente: la trama della pellicola poteva essere curata meglio. Avrebbero gridato al miracolo se l’idea dell’universo parallelo dove tutto è al contrario fosse stata concepita negli anni ‘80. 45 anni dopo sembra leggermente fuori tempo massimo. Non sto certo parlando della critica al maschilismo insita nella trama, tuttora rilevante e necessaria, ma della scelta di narrare la storia in quel modo. Tuttavia, questo anacronismo stilistico potrebbe essere un vantaggio nascosto per accrescere ancora di più la potenzialità comica della pellicola.

L’unica cosa che lo spettatore deve fare è accettare questa modalità di narrazione come un ulteriore livello umoristico. In fin dei conti, questa pellicola cerca di mostrare l’assurdità del maschilismo lasciando un sorriso sullo spettatore. Per le generazioni più giovani, la trama un po’ “boomeresca” non dovrebbe scoraggiarne la visione, ma, proprio come il mondo alternativo di Ladies First (2026), dovrebbe far suscitare tutto l’opposto. Certo, questo significherebbe trovare ilare qualcosa che la regista Thea Sharrock non riteneva necessariamente tale. Tuttavia, accettando questa premessa, le saltuarie cadute di tono date dalla narrazione a tratti superata non hanno lo stesso impatto sulla qualità complessiva del film. Anzi, si ride ancora di più.

Una scena di sesso demenziale e intelligente (da morire)

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Sono sicuro che le tentazioni di andare oltre con il livello demenziale possono essere state tante. In fin dei conti, può capitare quando uno dei protagonisti è Sacha Baron Cohen, autore di una delle sequenze più trash della storia del cinema. Sì, proprio quella dell’elefante in Grimsby - Attenti a quell'altro (2016). Thea Sharrock, al contrario, riesce a trovare un equilibrio perfetto nelle sequenze più “spinte”. Prendete per esempio il terzo motivo per guardare il film: una scena di sesso divertente che bilancia un inizio demenziale con un finale più acuto.

Questa scena “a luci rosse” viene introdotta con grande e folle potenza. Siamo nell’universo parallelo con i ruoli al rovescio ed è per questo che il polso della scena c’è l’ha la figura femminile, che chiede a quella maschile di “fare l’elicottero”. Oltrepassata la soglia della demenzialità, bastava un attimo per caricare ancora di più la scena cercando di eguagliare Grimsby (2016). Il colpo di genio, però, sta nel ridimensionarla sul finale. La figura femminile raggiunge il climax senza neanche essere toccata, solamente attraverso una fantasia che lei stessa richiede alla figura maschile. Peccato solamente che sarà l’ultima.

La vita fatta di soldi, potere e avventure occasionali di un donnaiolo arrogante ma carismatico è sconvolta quando si risveglia in un mondo parallelo dominato dalle donne.

Informazioni su questa lista

Titoli

1

Costo totale di visione

13,99 €

Durata totale

1h 30min

Generi

Commedia, Fantasy, Romantico

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