“Il labirinto del fauno”: il fauno è il vero villain?

“Il labirinto del fauno”: il fauno è il vero villain?

Pubblicato il25 settembre 2026

Aggiornato il25 settembre 2026

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Ma chi è il vero villain ne Il labirinto del fauno (2006) di Guillermo Del Toro? A vent'anni dall'uscita del film manifesto di Del Toro – sì, avete capito benissimo! VENT’ANNI! – questa 

domanda continua a tormentare chi si approccia a questa incredibile pellicola per la prima volta, probabilmente perché completamente a digiuno della filmografia e poetica del regista messicano premio Oscar, uno dei più grandi amanti e creatori di mostri per parlare, molto semplicemente, dei reali orrori del nostro tempo.  Quel fauno che guida Ofelia attraverso prove sempre più pericolose, enigmi e frasi poco chiare, è davvero dalla sua parte, oppure la sta manipolando verso qualcosa di oscuro? 

La domanda è legittima, non lo mettiamo in dubbio, del resto il titolo del film è “il labirinto del fauno” e non “il labirinto di Pan”, nome aggiunto dalla distribuzione inglese ma lo stesso Del Toro ci ha sempre tenuto a precisare che la sua creatura non è il dio greco, quanto piuttosto un'incarnazione più antica e ambigua, pensata fin dal principio per non lasciarsi incasellare facilmente tra il bene e il male; pertanto ha senso che il pubblico si interroghi sulla reale natura degli scopi del fauno. Perciò, prima di rispondere effettivamente se il cattivo de Il labirinto del fauno sia il fauno stesso o no, capiamo prima di tutto chi sia questa creatura. 

Chi è davvero il fauno?

pan's labyrinth

Come già precedentemente detto, Guillermo Del Toro ha più volte spiegato che il suo fauno va inteso come una creatura né buona né cattiva, proprio come la natura stessa, una presenza chiamata a fare da testimone e guida nel rito di passaggio di Ofelia, priva però di un obiettivo proprio, a cui non importa se lei vivrà o morirà. Un po’ spiazzante, non trovate? Quello che intendiamo dire è che normalmente associamo l'indifferenza verso la sorte di una bambina a qualcosa di malvagio, ma è proprio qui che sta il senso più profondo del personaggio: la natura, con le sue leggi cicliche di morte e rinascita, non risponde a categorie morali umane. Può apparire crudele senza volerlo essere, esattamente come una tempesta o una stagione che muta, ed è dentro questa ambiguità strutturale che il fauno prospera fin dalla sua prima apparizione.

L'ambiguità come specchio della natura

pan's labyrinth

Del Toro ha raccontato di aver costruito il fauno come una figura fisicamente inaffidabile fin dal primo incontro, scricchiolante e tutt'altro che attraente, proprio per rendere ancora più significativa la scelta di Ofelia di fidarsi comunque di lui. Con il procedere della storia, però, il fauno invecchia all'incontrario, diventando progressivamente più giovane e più bello man mano che le sue richieste si fanno più perverse e ambigue, un meccanismo quasi subliminale per cui la bambina finisce per diffidare di lui proprio nel momento in cui appare più seducente. Del Toro applica un rovesciamento intelligente delle regole classiche della fiaba, dove solitamente è il mostro esteriore a nascondere il pericolo, mentre qui è la bellezza crescente a dover insospettire.

Ma allora, chi è il vero villain?

labirinto del fauno

Tuttavia, se il fauno resta sospeso in un'ambiguità morale che rispecchia le leggi della natura, chi è il vero antagonista del film? Ecco, qui in nostro soccorso arriva la reale poetica di Guillermo Del Toro, dove i veri mostri, alla fine, sono pur sempre coloro che fin dall’inizio sono stati umani. Pensate a qualsiasi opera di Del Toro da La Spina del Diavolo (2001) a Hellboy (2004), da La forma dell’acqua (2017) a Pinocchio (2022), fino ad arrivare al recentissimo Frankenstein (2025); i veri nemici non sono mai i mostri, ma sempre e comunque gli uomini. Dittatori, militari, scienziati. E quasi sempre in tutti questi film lo spettro della guerra fa cipiglio, portando con sé tutto il trauma generazionale del Messico che registi come Guillermo Del Toro, Alfonso Cuarón e Alejandro Iñárritu continuano a indagare attraverso il loro cinema e stile. 

Pertanto, fatta questa doverosa premessa, la risposta non lascia più alcun dubbio interpretativo: è il Capitano Vidal, il patrigno di Ofelia, ufficiale della Guardia Civile impegnato a stroncare la resistenza antifranchista nella Spagna del 1944, il vero antagonista de Il labirinto del fauno. Ossessionato dal controllo, dalla puntualità e dalla propria eredità, Vidal incarna un male perfettamente umano e riconoscibile, capace di uccidere senza esitazione chiunque si opponga alla sua autorità. Del Toro ha spiegato di aver voluto costruire il personaggio come un uomo fisicamente attraente e magnetico proprio perché, a suo dire, uno dei pericoli reali del fascismo sta nella sua capacità di apparire seducente, con un'estetica curata fatta di uniformi e disciplina capace di sedurre gli animi più deboli, invece di affidarsi al solito villain sgraziato e riconoscibile a prima vista.

La scelta di Ofelia

ofelia labirinto del fauni

Non è un caso che, alla fine del film, sia proprio la disobbedienza a determinare il destino di Ofelia che rifiutandosi di versare il sangue del fratellino come richiesto dal fauno, e scegliendo invece di sacrificare il proprio, la bambina antepone la propria coscienza morale a qualunque autorità esterna, che si tratti del patrigno o della stessa creatura magica che l'ha guidata fin lì. 

Doug Jones, interprete del fauno sotto il trucco prostetico, ha confermato che il personaggio era dalla parte di Ofelia fin dall'inizio, nonostante l'ambiguità costruita ad arte lungo tutta la narrazione, un dettaglio che ribalta la domanda iniziale senza però risolverla del tutto: il fauno non è mai stato davvero il villain della storia, ma la sua indifferenza verso l'esito della prova resta comunque distante anni luce dalla premura di un vero alleato.

Probabilmente è proprio in questa distanza, tra un'entità naturale che osserva senza intervenire e un uomo in carne e ossa che sceglie ogni giorno di fare del male, che si nasconde il motivo per cui, a vent'anni di distanza, continuiamo ancora a interrogarci sulle reali intenzioni del fauno, invece di guardare all'orrore molto più concreto che gli sta accanto per tutto il film. Del resto, non è che non possiamo riconoscere il vero mostro, semplicemente ci fa molto comodo non farlo.

Spagna 1944. Durante l'avanzata di Franco la giovane vedova Carmen raggiunge il nuovo compagno Vidal, capitano dell'esercito, con la figlia dodicenne Ofelia. La bambina, che non ama il nuovo patrigno, per sfuggire alla difficile situazione si rifugia in un mondo di fiabe che si materializza con la presenza di un fauno inviato a rivelarle la sua vera identità, quella di principessa di un regno sotterraneo.

Informazioni su questa lista

Titoli

1

Costo totale di visione

4,99 €

Durata totale

1h 58min

Generi

Di produzione europea, Drammatico, Fantasy

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