"La Casa - Il rogo del Male": la scena più spaventosa ha a che fare con un bacio

"La Casa - Il rogo del Male": la scena più spaventosa ha a che fare con un bacio

Pubblicato il15 luglio 2026

Aggiornato il15 luglio 2026

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La Casa - Il rogo del Male (2026) mantiene intatta la vocazione della saga per la violenza fisica più estrema, tra motoseghe, trapani, cani posseduti e un cadavere che si tira fuori dalla bara durante la propria cremazione. Ma se credete che questo sia il momento più disturbante dell’intero film, vi sbagliate. 

La scena che ha turbato la maggior parte degli spettatori non ha a che fare con lo splatter, ma più con il sottotesto della pellicola, ed è il bacio appassionato tra Susan e il marito Edgar, ormai completamente trasformato in Deadite. Un gesto che nella storia della saga non era mai stato mostrato con questa carica intima, nonostante l’attitude da Don Giovanni di Ash, ma che funziona proprio per ciò che sussurra tra quelle labbra prese da una fame disperata e rabbiosa.

Di famiglie disfunzionali e maledizioni infernali

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Per capire il peso di quella scena bisogna guardare a chi sono davvero Susan ed Edgar prima ancora che i Deadite entrino in casa. Susan è la matriarca della famiglia Price, una donna che ha costruito la propria identità intera attorno al ruolo di moglie e madre, figlia e sorella, sacrificando qualsiasi cosa somigliasse a un'ambizione personale per tenere insieme un nucleo familiare già logorato da tempo. Edgar, dal canto suo, è il padre distante e nervoso che ha trasmesso ai figli lo stesso rapporto malato con la rabbia e il controllo, quello che nel corso del film emerge con chiarezza come la radice degli abusi di Will su Alice. 

Quando l’anziana Polly, già posseduta, convince la figlia Susan ad aprire la finestra e a lasciare entrare Edgar ormai Deadite, non sta solo aprendo la casa al pericolo, sta offrendo a Susan l'occasione per riconoscere qualcosa che aveva scelto di non vedere per anni.

Da queste poche righe di descrizione, tanto della scena quanto dei personaggi, possiamo farci un quadro abbastanza esplicativo di come, le radici del male di cui parla questo secondo capitolo della nuova radice, abbiano più che a fare con le relazioni malate e tossiche all’interno di un nucleo famigliare che con i demoni di un vecchio libro maledetto. Del resto, la vita di Susan è stata scandita dall’assenza di una figura maschile, quella del padre, l’artefice dei problemi che legano i Price al Necronomicon e tutta la sua mitologia; Susan ha accettato l’amore corrotto di Edgar e vi ha modellato la sua idea distorta di coppia proprio perché nella sua memoria non è presenta una visione sana della vita di coppia. Questo spiega perché la stessa Susan interiorizzi un certo tipo di violenza e nonostante fosse a conoscenza dell’indole violenta di Will contro Alice, non ha mai fatto nulla, diventando lei ed Edgar a sua volta un modello tossico di famiglia. Tuttavia, in cuor su, Susan la reale passione, il vero senso dell’amore e dell’innamoramento, lo conosce bene. 

“Non mi baciavi così da anni”, la frase che ribalta tutto

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Il bacio arriva con tutta la crudezza fisica che ci si aspetta da un corpo posseduto, la bocca di Edgar piena di sangue che cola sul mento di entrambi mentre Susan lo accoglie, affamata e bisognosa, con un trasporto che nulla ha a che fare con la paura. È la battuta che segue, “Non mi baciavi così da anni”, a spostare il senso dell'intera sequenza. Più che reagire al soprannaturale, Susan sta commentando un'assenza che precede di molto l'arrivo dei demoni, la scomparsa di un'intimità che il matrimonio aveva smesso di offrirle molto prima che Edgar cessasse di essere umano. In quella frase si misura tutta la distanza tra il lutto per un figlio morto e quello, più silenzioso e più antico, per un marito che era già emotivamente assente da tempo, e la facilità con cui Susan si lascia manipolare da lui in quel momento racconta più di lei, della sua fragilità, trauma e bisogno di qualunque flashback avrebbe potuto fare.

Un grande esempio di narrazione, semplice e potente, solo attraverso un singolo frame su cui si va a posare l’intero peso emotivo di un personaggio e, al tempo stesso, la chiave di lettura dello stesso film che indaga proprio sulla complessità dei sentimenti, dei legami di sangue e della famiglia che ci scegliamo. 

Il vero mostro del Rogo del Male

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Sébastien Vaniček costruisce l'intero film attorno al tema dell'abuso domestico e della misoginia interiorizzata, usando i Deadite come amplificatore di dinamiche già marce dentro la famiglia Price prima ancora che la maledizione arrivasse a bussare. In questo senso il bacio tra Susan ed Edgar non è un momento horror che si stacca dal resto per shock value, è la sintesi più chiara di quello che il film sta davvero raccontando, la certezza che il mostro peggiore non indossa mai una maschera diversa da quella di famiglia. Ma soprattutto che l’amore vero non ferisce, non umilia, picchia o, peggio, uccide.

Dopo la perdita del marito, una donna cerca conforto presso i suoceri nella loro isolata casa di famiglia. Mentre uno dopo l'altro vengono trasformati in "Deadites" - rendendo l'incontro un infernale riunione di famiglia - lei scoprirà che i voti pronunciati in vita... continuano a vivere anche oltre la morte.
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Informazioni su questa lista

Titoli

1

Durata totale

1h 50min

Generi

Orrore

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