“In Utero” e il desiderio di genitorialità. Tra mancanze, dubbi morali e diritto di scegliere

“In Utero” e il desiderio di genitorialità. Tra mancanze, dubbi morali e diritto di scegliere

Manuela Santacatterina
Manuela Santacatterina

Pubblicato il 05 maggio 2026

Aggiornato il 06 maggio 2026

«Oggi se una donna single vuole diventare madre deve andare in Spagna perché in Italia non può». Maria Sole Tognazzi cita uno dei tanti temi affrontati da In Utero, la serie targata HBO Max, scritta da Margaret Mazzantini e disponibile sulla piattaforma dall'8 maggio con un episodio a rilascio settimanale. Tognazzi cura la regia dei primi quattro episodi e della direzione artistica, mentre i restanti quattro sono diretti da Nicola Sorcinelli.

Ambientata a Barcellona, In Utero racconta le storie di Ruggero (Sergio Castellitto), ginecologo fondatore della clinica di fecondazione assistita “Creatividad”, e Teresa (Maria Pia Calzone), amministratrice e co-fondatrice della struttura. Insieme a loro Angelo (Alessio Fiorenza) e Dora (Thony), patient assistant. Ogni giorno si confrontano con le vicende umane che i pazienti portano con sé insieme alla loro storia clinica. Persone di differente orientamento sessuale e romantico, in coppia o single, attraverso le quali affrontare il desiderio di genitorialità, tra paure, limiti legati alla biologia e scelte complesse.

Accanto a loro un grande cast che spazia da Valentina Romani e Andrea Lattanzi, Ivana Lotito e Marianna Fontana, passando per Maya Sansa, Romana Maggiora Vergano, Donatella Finocchiaro e Fabrizio Ferracane, Sara Drago e Enrico Borello. E ancora: Camille Dugay, Michela De Rossi, Fabrizio Falco, Denise Capezza, Francesco Colella, Daniele Parisi e Astrid Casali.

In Utero e il racconto della maternità, tra desiderio e rischi

Quella messa in scena in In Utero è una storia inedita per il nostro panorama televisivo. Eppure quello che racconta è un argomento centrale per milioni di cittadini che si scontrano quotidianamente con paletti biologici e burocratici. “Sono un po' 'la madre' del progetto. Ho scritto il soggetto insieme a Enrico Audenino e Teresa Gelli, quello che in gergo si chiama 'la Bibbia'. Sono felice di averlo generato, ma non posso dire "è mio" al 100% perché dopo la scrittura iniziale ci hanno lavorato registi e attori. Questa serie ha rappresentato per me l'idea di spiegare cosa scatena la voglia di maternità. Un tema di guerra ormonale e psichica”, spiega Mazzantini.

Il tema è audace. Un tempo la maternità era un fatto naturale, oggi è molto più complessa e dibattuta, scatena dilemmi e lacerazioni. C'è il rischio che il desiderio diventi 'oggettuale'. Siamo abituati a ottenere tutto con rapidità, proiettando le proprie mancanze su un oggetto. Così un figlio diventa la possibilità di catturare ancora qualcosa”.

Tra le tante coppie e storie protagoniste emerge forte il bisogno di stringere tra le braccia un figlio. Ma, sottolinea Maria Sole Tognazzi nelle sue note di regia: “Un figlio non è né un dovere né un diritto né un desiderio”. “Infatti io non ne ho fatti per diverse ragioni”, spiega la regista. “La prima è che, per questioni di salute, non ho più l'utero. Ma non ne avrei fatti comunque: appartengo a quella categoria di donne che non hanno sentito il bisogno di diventare madri. Proprio per questo mi interessava affrontare il tema, raccontare quelle che, invece, sentono questo bisogno e fanno di tutto, rischiando molto. Mi sono domandata cosa potesse spingere qualcuno fino a quel punto. La serie parla di genitorialità, ma si allarga al concetto di famiglia. Non è solo la coppia con bambini, ma quello che decidiamo di avere intorno attraverso le relazioni”.

Anche il personaggio di Calzone ha scelto di non diventare madre.“Teresa, pur occupandosi dei desideri altrui, ha scelto per sé di non avere figli”, racconta l'attrice. “Ma se esiste il diritto di diventare genitori, esiste anche il diritto a non diventarlo. È un valore della mia generazione, quella che ha beneficiato della pillola: il diritto di scegliere. Questo non significa non avere una famiglia o un progetto di vita. La serie riesce a rendere la scienza profondamente umana. Spesso accettiamo la scienza quando abbiamo un dolore fisico, ma siamo ambigui in altre situazioni; questa complessità mi è arrivata profondamente.

Il racconto del rapporto umano con la genitorialità

Libero burro (1999), Non ti muovere (2004), La bellezza del somaro (2010), Venuto al mondo (2012), Nessuno si salva da solo (2015), Fortunata (2017) e Il materiale emotivo (2021). Tutti film diretti da Sergio Castellitto scritti da Margaret Mazzantini o tratti da uno dei suoi romanzi. Una lunga e fortunata unione umana e professionale che si aggiunge ora di un nuovo tassello in attesa di vedere Regina (2026), film co-diretto da entrambi e scritto dall'autrice.

Il progetto nasce 'in famiglia' perché Margaret ha avuto questa idea prodigiosa che attinge al passato per parlare di futuro. Una delle cose che mi è piaciuta di più è stato accorgermi che la voglia di maternità nasce da un "manco" femminile più che maschile”, sottolinea l'attore. “Solo 70 anni fa la principessa Soraya fu ripudiata dallo Scià perché non poteva avere figli. Oggi è diventato un diritto o un’esigenza. Le coppie che arrivano in clinica sono 'inadeguate' rispetto al desiderio che non riescono a soddisfare. Hanno una mancanza che è quasi una malattia,  inappetenza rispetto alla vita. Ci sono 90.000 persone in Italia che desiderano un figlio. Mi domando: 'Cosa pensano queste persone del diritto all'aborto? Come entra questo tema in tutte le direzioni rispetto al sentire umano?'”.

Con In Utero gli spettatori si troveranno di fronte a una molteplicità di storie che portano con loro una serie di dubbi morali e domande. Ma che rappresentano anche un messaggio per il nostro Paese che, al contrario della Spagna, ha regole molto più restrittive sulla fecondazione assistita. “Mi auguro che crei un dibattito intelligente”, confida Enrico Audenino. “Abbiamo scelto la Spagna per avere una 'larghezza' maggiore di racconti. Quando ti addentri in questo mondo ti fai delle domande sul 'figlificio' che queste cliniche rappresentano. Ma poi, come autore, ti concentri sulla singola coppia che entra in quella stanza. Ci interessava il rapporto umano con la genitorialità, non fare un discorso di sistema”.

01

In Utero
Inside an assisted fertilization clinic and follows the stories of Ruggero, the gynecologist who founded the facility, and Angelo, a young embryologist, committed to his path of gender affirmation.

Informazioni su questa lista

Titoli

1

Costo totale di visione

5,99 €

Generi

Drammatico

Dove posso guardare questa lista online?

Scopri quali sono i servizi di streaming con il maggior numero di titoli da questa lista.

C'è 1 titolo in questa lista e puoi guardarlo su HBO Max Amazon Channel. Un altro servizio di streaming ha anche titoli disponibili per lo streaming oggi.

  1. 1 titolo HBO Max Amazon Channel
  2. 1 titolo HBO Max