
"House of the Dragon", episodio 5 stagione 3: la spiegazione del finale
L’episodio 4 della stagione 3 di House of the Dragon (2022) ha svelato come dietro l’apparente solidità dei due schieramenti che si affrontano per il Trono di Spade ci siano, in verità, molteplici fragilità. Se l’arrivo di Daeron come nuovo pretendente mischia le carte in tavola per i Verdi, i pochi fondi disponibili potrebbero affossare il sogno di gloria di Rhaenyra e dei suoi Neri.
Quest’atmosfera di incertezza è continuata anche nell’episodio 5 “Mai inchinati e mai piegati”. Questo titolo dai toni irriducibili si riferisce a Meria Martell, la principessa di Dorne che resistette ad Aegon il Conquistatore. Ed è così che si sente Ormund di fronte a Rhaenyra. Se il primo uomo di casa Hightower è sicuro di sé, la regina ad Approdo del Re sembra aver perso il polso della situazione.
Per fare chiarezza su cosa stia accadendo nella capitale di Westeros e nello schieramento a lei contrapposto, trovate di seguito un riassunto di cosa è successo, nell'episodio 5, tra i ranghi dei Neri e dei Verdi. Inoltre, troverete anche una spiegazione della parte finale dell’episodio e delle conseguenze che echeggeranno in quello successivo.
Approdo del Re non è più sicura, mentre Rhaenyra sembra vacillare

Quasi tutte le parti dell’episodio 5 che trattano dei Neri si svolgono tra i confini di Approdo del Re. La presa della capitale da parte di Rhaenyra doveva essere uno dei tasselli fondamentali della sua salita al potere, legittimata anche dall’esecuzione di Otto Hightower proprio nella sala del Trono. Eppure, dal suo arrivo Approdo del Re non ha fatto che sprofondare sempre più nel caos. I motivi di questa situazione in bilico sono molteplici.
In primis, la sorella di Aegon II, Helaena, è incinta e porta in grembo un possibile erede al trono. È per questo che Alicent, sfruttando la sua amicizia con il Gran Maestro Orwyle, si procura un intruglio abortivo da farle bere. La perdita del figlio significherebbe l’incolumità di Helaena, che però si rifiuta di ingerirlo. Alicent è, però, costretta a berlo per non far insospettire Mysaria. Non solo, l’ex regina sta pianificando di scappare insieme a Helaena, facendosi però beccare proprio da Mysaria. Scoperta la gravidanza, l’ex Larva Bianca viene convinta da Alicent a non parlare.
Oltre a un altro possibile erede, Rhaenyra deve vedersela con il malcontento da parte della popolazione, che ha assunto una forma violenta e simbolica. Infatti, corpi sbudellati di Cappe Dorate vengono periodicamente rinvenuti nella capitale. Daemon pensa che si tratti di alcune ritorsioni dopo il pugno di ferro utilizzato contro la popolazione per alcuni graffiti anti-regina. Per questo, è determinato a moderare il guizzo autoritario di Rhaenyra e delle Cappe Dorate, il cui malcontento continua a salire per i loro fratelli morti e il mancato pagamento degli stipendi.
Le morti sospette delle Cappe Dorate non sono accompagnate solo da proteste tra i ranghi, sedate da un discorso da leader di Daemon. Il Re consorte e la sua Regina iniziano a pensare che questi cadaveri facciano parte di un piano più grande e ben congegnato, arrivando a temere che il nemico si trovi all’interno, tra i vicoli della città. Tutto questo caos porta Rhaenyra ad avere un brutto presagio e questa diventa realtà quando Daemon scopre che dietro tutto ciò c’è Ormund.
Dopo aver cavato un occhio a un sospettato, Daemon gli estorce la verità: lui e altri agivano per conto di Ormund, che ha consacrato Daeron a nuovo Re e coniato monete a suo nome. Messo di fronte al vero stratega - che stava tramando nell’oscurità e con mezzi asimmetrici contro di loro - Daemon non può far altro che informare la sua Regina, che rimane attonita e senza parole. Rhaenyra ora sa di avere un altro rivale al Trono, la cui morte può essere l’unica risposta possibile.
Ormund e Daeron sono in pole position, mentre Aegon II e Aemond lottano contro i demoni

Mentre Ormund fortifica Tumbleton in vista dell’arrivo minaccioso degli Uomini dei Fiumi, non vuole rinunciare all’offensiva ed è in seguito a una missiva da Approdo del Re che scopriamo le sue tattiche. Mentre l’Hightower numero uno colpisce dall’interno la legittimità di Rhaenyra, continua nel suo intento di modellare Daeron a nuovo Re, raccontandogli la storia di Meria Martell citata nell’introduzione. Ormund ha fatto suo il lascito strategico della principessa di Dorne: contro i draghi si usa il sotterfugio e l’inganno.
Criston Cole l’aveva già capito nell’episodio 3, votandosi alla guerriglia contro Rhaenyra e gli Uomini dei Fiumi che si dirigono su Tumbleton. La sua missione, però, sembra destinata alla tragedia. Cole sta marciando nelle condizioni più terribili, tra cibo scarso e clima inospitale. Inoltre, il suo gruppo viene prima colpito da trappole lasciate dagli Uomini del Fiume e poi scopre che quest’ultimi hanno già passato il fiume e si trovano sempre più vicini a Ormund. Sapendo di non poterli più fermare, Cole è deciso a battersi comunque e ad andare incontro a una morte certa.
I fratelli Aegon II e Aemond sono ancora dispersi, ma si ritrovano a combattere battaglie psicologiche simili. Aegon II è sempre in viaggio con Larys, ossessionato da un solo obiettivo: vendicare sé stesso e il suo drago uccidendo suo fratello. Aemond continua a essere nella sua mente, anche se Larys gli ricorda come fosse stato il suo passato edonista, e non il fratello, a danneggiarlo una volta sul trono. Oltre a Larys, Aegon II riesce ad avere al suo fianco Tyland Lannister, redivivo tra gli sfollati a Riposo del Corvo, dopo essere stato buttato fuori bordo da Sharako Lohar.
Mentre Aegon II lotta con l’immagine di suo fratello nella sua mente, Aemond si trova nascosto ad Harrenhal tra le mani di Alys Rivers. Le mura del castello inducono visioni e sogni strani nelle persone e Aemond non è da meno. Il pretendente al trono sogna la sua dragonessa Vhagar ed è turbato dall’essere sempre stato secondo ad Aegon. Il suo stato mentale lo porta ad avvicinarsi sempre di più ad Alys, che salva dopo aver ucciso l’ennesima spedizione di uomini alle sue calcagna. L’evento sembra averlo risvegliato dal limbo psicologico di Harrenhal.
Ecco cosa è accaduto nel finale dell’episodio 5 della stagione 3 di “House of the Dragon”

Per tutto l’episodio 5, il tema ricorrente è stato il caos che serpeggia tra le mura di Approdo del Re, contrapposto all’apparente solidità di Casa Hightower, le cui trame segrete stanno indebolendo la regina. I minuti finali dell’episodio hanno voluto confermare questa dicotomia, mostrando l’incertezza nella capitale e il destino già quasi segnato tra alcune delle fila dei Verdi.
Con un montaggio alternato, segnato dalla voce in sottofondo di Criston Cole, assistiamo a tre eventi correlati da incertezza e morte. Alicent e Helaena trovano un passaggio segreto nella loro stanza e cercano un’altra volta di scappare. Cole arringa i suoi e li prepara alla morte, mentre il fratello di Alicent Gwayne decide di abbandonarlo. Daemon cerca Ser Luthor, il comandante delle Cappe Dorate, e si imbatte in uno spettacolo macabro.
La fuga di Alicent e Helaena si infrange in un muro di mattoni che sbarra la via, destando nella mente di molti il sospetto che le due si trovino in trappola e a rischio di morte. Cole non solo è pronto a morire, ma questa sua decisione era già stata presa all’inizio della missione. Daemon scopre una decina di Cappe Dorate morte, i cui corpi sono allestiti come se fosse l’Ultima Cena. Al centro di questo spettacolo sanguinolento c’è proprio Ser Luthor.
Se l’episodio 4 aveva voluto mandare un messaggio netto e inequivocabile, ovvero la scesa in campo di Ormund con Daeron Re, il cinque è molto più frammentato e rispecchia le dinamiche sempre più complesse, incerte e ultra-violente che stanno dominando questa fase della Danza dei Draghi. Come questo finale, il destino dello scontro in casa Targaryen non ha ancora una direzione univoca, ma sguazza nell’instabilità e nell’odore del sangue.












