"House of the Dragon", episodio 8 stagione 3: la spiegazione del finale

"House of the Dragon", episodio 8 stagione 3: la spiegazione del finale

Pubblicato il11 agosto 2026

Aggiornato il11 agosto 2026

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Il finale dell’episodio 7 della stagione 3 di House of the Dragon (2022) si era chiuso con il ritorno di Sole di Fuoco, dato per morto. La sua “resurrezione” ha impedito una morte certa per Aegon e Tyland Lannister, pronti all’ultimo sacrificio contro truppe nemiche. Al contrario, i nemici hanno conosciuto per la prima, e ultima, volta lo strapotere del fuoco e delle creature magiche che lo scatenano.

Ed è proprio la potenza del fuoco, e la sua imprevedibilità, ad essere protagonista dell’episodio 8, l’attesissimo finale di stagione intitolato “I tradimenti a Tumbleton”. La città sotto il controllo di Ormund Hightower è ormai destinata a diventare il territorio di guerra in cui i draghi non stanno più solo a guardare. Scopriamo cosa è successo tra i Neri e i Verdi, prima di analizzare un finale che potrebbe anticipare il futuro.

Rhaenyra usa la forza ad Approdo del Re mentre i Neri si preparano all’assedio di Tumbleton

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Una notizia inizia a circolare tra le mura di Approdo del Re, fino a raggiungere le orecchie di Rhaenyra. Aegon II è vivo e, con lui, anche il suo drago. La regina si mostra ansiosa e preoccupata davanti a Daemon, che cerca di rinfrancarla e di convincerla a usare il potere dei draghi. Nonostante Corlys sia prigioniero nella città, Rhaenyra sembra ritornare in sé ordinando la distruzione di Tumbleton a Daemon. La decisione porta a un conflitto con Baela, che preferirebbe vedere la liberazione di suo padre. I problemi per Rhaenyra non sono finiti.

Helaena si rifiuta di mangiare, ormai provata dalla prigionia. Allo stesso tempo, la testa della Regina è focalizzata anche sull’Alto Septon, il leader religioso che non l’ha ancora accettata come regnante. In entrambi i casi, Rhaenyra opta per il pugno duro. Helaena viene nutrita a forza, consolidando il suo odio verso la Regina, mentre l’Alto Septon viene ucciso da Alyn su ordine di Rhaenyra. Incontrastata, la donna arringa la folla raccontando la profezia di Aegon il Conquistatore, il Canto del Ghiaccio e del Fuoco, e legittimando la sua ascesa.

L’episodio 8 ha mostrato anche dei cambiamenti all’interno della cerchia di Rhaenyra. I servigi di Mysaria non sono più necessari e all’ex membro del Concilio viene ordinato di recarsi a Pentos. Mentre l’influenza di Mysaria sulla regina è giunta al termine, Alyn sembra mostrare sempre di più la sua fedeltà a Rhaenyra, non solo con l’uccisione dell’Alto Septon, ma anche con la scelta di appoggiare l’attacco a Tumbleton nonostante la prigionia di suo padre. Daemon e Rhaenyra sembrano aver superato l’affare Ladro di Pecore e il Re consorte è pronto a distruggere Tumbleton.

Ormund si prepara a difendere Tumbleton con un asso nella manica

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Arrivato sul luogo dello scontro, però, Daemon deve escogitare la migliore strategia per espugnare le possenti mura delle città, sopra le quali si trovano in prima fila alcuni bambini. Questa provocazione è complicata ulteriormente dal gioco parallelo di Gwayne e Daeron, pronti a rilasciare Corlys in cambio della salvezza della città dal fuoco di Caraxes e della vita risparmiata di Daeron. Il Re consorte, tuttavia, ha altri piani e fa prigioniero Corlys accusandolo di tradimento. Successivamente ordina a Roderick Dustin e ai suoi di non avere alcuna pietà con il nemico.

Mentre l’enorme esercito dei Neri inizia a prendere posizione fuori dalle mura di Tumbleton, i preparativi sul versante dei Verdi sono incessanti. Mentre soldati e bambini vengono schierati sulle mura, Ormund nomina Daeron cavaliere, status obbligatorio per poter ambire al Trono di Spade. Il numero uno di casa Hightower è sicuro che il tradimento di Ulf e l’utilizzo del suo drago contro i Neri potrebbe cambiare le sorti dell’assedio. Tuttavia, il cavaliere di draghi non si è ancora fatto vivo, suscitando l’ira di Ormund. Ed è proprio questa reazione che spinge Daeron e Gwayne a cercare un compromesso con Daemon.

Come già menzionato, il loro tentativo è vano, con Daemon che nega qualsiasi collaborazione con il nemico. Quando tutto sembra perduto, Daeron sente dentro di sé una nuova linfa di coraggio, aumentata dall’essere appena diventato cavaliere. Contro il parere negativo di Gwayne, Daeron vuole dimostrare alla gente di Tumbleton di avere la stoffa per essere Re, decidendo di entrare in battaglia quando la città fosse attaccata. Tumbleton è, ormai, al centro dell’attenzione e il suo fato raggiunge anche le mura di Harrenhal. Qui Aemond allaccia un rapporto sempre più stretto con Alys e incontra suo fratello Aegon, redivivo e pronto a riprendersi il trono.

Ecco cosa è accaduto nella battaglia di Tumbleton tra i Neri di Daemon e i Verdi di Ormund

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Dopo una marcia estenuante, la gente dei Fiumi è finalmente al cospetto delle mura di Tumbleton. Ser Roderick dà il via alle danze correndo verso il castello. Ad attenderlo ci sono centinaia di frecce che colpiscono le sue truppe. Mentre i suoi cercano di entrare e vengono respinti, Daemon carica con la seconda ondata, ancora più imponente. Ancora una volta, Roderick è l’avanguardia dei Neri, riuscendo a entrare dalle mura a sud. Come promesso, l’uomo non mostra pietà uccidendo anche un giovanissimo abitante della città. Per rispondere all’attacco, i Verdi scoccano frecce infuocate che incendiano alcune barriere che separano il gruppo di assalitori fuori dalle mura.  

Mentre Ser Roderick continua a cercare l’entrata principale del castello, Daemon decide di prendere in mano la situazione utilizzando il suo drago. Grazie a Caraxes, il Re Consorte distrugge il portone del castello. Durante l’attacco dei Neri, Ormund Hightower non è reperibile, perché è impegnato con altri suoi uomini a stanare Ulf, scoprendo anche il tentativo di compromesso di Gwayne e Daeron. Solo il suo drago può fermare la furia che i Neri riversano su Tumbleton. Daemon si ritrova a infilzare nemico dopo nemico, sopravvivendo anche a uno scontro uno contro uno che quasi lo uccide. Tuttavia, l’arrivo di Ulf sembra capovolgere il vantaggio acquisito dai Neri.

Infatti, Ormund riesce a trovarlo e, dopo averlo ripetutamente schiaffeggiato, gli ordina di dirigersi verso i Neri, recandosi poi alla battaglia lui stesso. Il suo attacco è impetuoso e il fuoco del suo drago penetra facilmente nelle carni dei nemici schierati fuori dalle mura. Mentre tutto ciò si consuma, Roderick ha finalmente raggiunto il centro dello scontro, trovandosi a tu per tu con Ormund. I due si fronteggiano senza esclusione di colpi, rimanendo gravemente feriti. Roderick viene trapassato al busto e subisce l’amputazione di un avambraccio, mentre Ormund riceve una coltellata profonda nelle zone intime. Entrambi feriti a morte, riescono comunque ad assistere all’impensabile.

Nei momenti finali della battaglia, Ulf decide di vendicare gli schiaffi subiti da Ormund, dirigendo la sua bestia verso Tumbleton. Anche la città passa sotto il fuoco del drago, che pone fine alle sofferenze di un arrabbiato Ormund e di un gioioso Roderick. Ed è tra il caos lasciato da Ulf che Corlys ritrova Daemon, avvisandolo del doppio gioco teso dall’uomo e invitandolo ad abbandonare la città, non essendo più possibile espugnarla. L’utilizzo dei draghi nei conflitti tra umani ha portato a un innalzamento del livello di potenza e di distruzione degli eserciti. Tuttavia, le azioni dei draghi finiscono sempre nel caos e nello sterminio indiscriminato da ogni parte.

Ecco cosa è successo nel finale della stagione 3 di “House of the Dragon”

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Dopo la carneficina su entrambi i fronti patita durante la battaglia di Tumbleton, il finale della stagione 3 poteva ritenersi concluso in un tripudio di epicità e tragedia. Tuttavia, l’episodio 8 va oltre, tornando per i minuti finali all’interno delle mura di Approdo del Re. Qui, Rhaenyra scopre un fatto sconcertante che molti spettatori temevano già da tempo. Stremata psicologicamente da una vita rinchiusa, Helaena ha deciso di togliersi la vita gettandosi da una finestra. Con lei muore anche il possibile erede al trono che portava nel grembo. Alla Regina non resta che un ricamo che la lascia di sasso.

Il lembo di tessuto mostra, in primo luogo, Approdo del Re e una donna con ali di farfalla che cade nel vuoto, a simboleggiare la volontà del gesto. Tuttavia, ciò che lascia perturbata Rhaenyra è la seconda raffigurazione. Mentre ai lati si scorge un drago morente avvolto nelle fiamme, il centro del disegno di fili raffigura proprio la regina. Rhaenyra si trova sul Trono di Spade e brandisce lei stessa un’arma. Nonostante ciò, dalla sua faccia rivoli di sangue cadono al suolo. Helaena era conosciuta per le sue potenti visioni e questo ultimo “regalo” lasciato alla Regina potrebbe essere frutto di uno di questi sogni premonitori.

La serie prequel vede la dinastia Targaryen all'apice assoluto del suo potere, con più di 15 draghi sotto il loro giogo. La maggior parte degli imperi, che siano reali o immaginari, crollano quando raggiungono tali poteri e tali altezze. Nel caso dei Targaryen, la loro lenta caduta inizia quasi 193 anni prima degli eventi de Il Trono di Spade, quando re Viserys Targaryen rompe un secolo di tradizione nominando sua figlia Rhaenyra erede al Trono di Spade. La corte rimane scioccata quando Rhaenyra mantiene il suo status di erede nonostante Viserys in seguito avrà un figlio maschio, legittimo erede. Inizia così ad attecchire il seme della divisione e forti attriti in tutto il regno.

Informazioni su questa lista

Titoli

1

Costo totale di visione

5,99 €

Durata totale

27h 18min

Generi

Azione e Avventura, Drammatico, Fantasy

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