“Furious”, Emmy Rossum: “La rabbia femminile? Non è una moda, esiste da sempre. Sono affascinata dalle zone d'ombra della morale”

“Furious”, Emmy Rossum: “La rabbia femminile? Non è una moda, esiste da sempre. Sono affascinata dalle zone d'ombra della morale”

Pubblicato il22 luglio 2026

Aggiornato il22 luglio 2026

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Cos'hanno in comune New Girl (2011), Dying for Sex (2025) e Furious? Guardando al tono e ai temi trattati, si potrebbe dire nulla. Ma c'è un nome che li accomuna tutti: Elizabeth Meriwether. La sceneggiatrice e produttrice statunitense ha lavorato in vesti diverse a ognuno di questi titoli e, dal 27 luglio, arriva su Disney+ con la sua ultima creazione.

Un crime thriller con protagonista Emmy Rossum nei panni di Alice Black, un’agente dell’FBI alla ricerca di Catherine (Lola Petticrew), una serial killer misteriosa e scaltra. Le loro vite finiscono per intrecciarsi nel corso di un'indagine legata all'omicidio di una serie di uomini. Entrambe, animate da un ideale di giustizia perseguito con metodi opposti, si ritroveranno su un sentiero in cui il confine tra bene e male è estremamente labile.

Scavare nelle zone più oscure di se stessi

furious

Di serie crime, negli ultimi vent'anni, ne abbiamo viste a decine. Alcune più riuscite di altre, alcune con personaggi e intrecci più coinvolgenti. È anche vero, però, che spesso molti elementi si ripetono seguendo schemi narrativi riconoscibili. Uno degli aspetti interessanti di Furious risiede nel fatto che, sebbene la protagonista dia la caccia a qualcuno che compie crimini efferati, c'è una profonda attenzione nel far capire allo spettatore cosa muova la serial killer. Non per giustificarla o chiederci di assolverla, ma per dimostrare che nulla è mai bianco o nero.

Come attore, quando approcci un ruolo – sia che tu interpreti il buono o il cattivo –, il tuo compito è accostarti a tutto con empatia. E quando un personaggio è diverso da te, la parte entusiasmante sta proprio nell'imparare a scavare e cannibalizzare le tue zone più oscure, quelle che ti fanno paura, con lo scopo di dare vita al mondo del personaggio e creare un legame con il pubblico”, spiega Rossum.

La narrazione è al suo massimo quando risuona con qualcosa dentro di noi. È un'occasione per guardare il mondo in modo diverso dal solito. Alice è certamente un personaggio molto distante da tutti quelli che ho interpretato finora”, continua l'attrice. “È una donna introversa, riservata, profondamente scollegata da se stessa. E questo vale per entrambi i personaggi femminili. A causa delle violenze subite nel passato, hanno quasi bisogno di situazioni estreme per riuscire a provare qualcosa”.

Dovevo trovare la strada per entrare in sintonia con ciò che serviva a questo personaggio. Non solo perché è vittima di violenza, ma anche perché nelle forze dell'ordine devi staccarti dalle tue parti più morbide e femminili per poter fare quel lavoro, per esistere in un ambiente dominato dagli uomini e in un settore che mantiene quella stessa intensità anno dopo anno, decennio dopo decennio. Penso che Elizabeth appicchi un fuoco e poi, come attori, il nostro compito sia correre verso quel fuoco e capire cosa fare”.

La ricerca della giustizia e la complessità umana

the crowded room

Alice è una donna che si porta dietro i segni invisibili di un profondo trauma. Se, da un lato, questo rende la sua vita privata un disastro, dall'altro le permette di esercitare il mestiere con una sensibilità e un intuito maggiori. Una dualità che, per chi deve interpretarla, rappresenta una sfida emozionante. “A volte i nostri superpoteri possono essere anche i nostri lati più complessi. Credo davvero che il motivo per cui il mio personaggio ha un istinto quasi magnetico nei confronti di Catherine sia perché si fanno da specchio”, afferma l'attrice. “E scopriremo che sono molto più simili di quanto non siano diverse. Sono donne profondamente imperfette, che lottano per la giustizia e per la vendetta”.

La differenza è che Alice ha rinunciato a credere di poter ottenere giustizia per se stessa e ne cerca una su scala più ampia. Opera ancora all'interno della cornice della legge, pur sapendo che quella stessa legge l'ha delusa. C'è poi il personaggio di Catherine che, come il mio, è sempre stato sottovalutato e sta cercando di ottenere giustizia in modo esplosivo e diretto. Non solo per sé, ma per le donne nel loro complesso e per una figura in particolare, il mistero della cui morte sarà al centro dello show. Il bello di una performance è che non hai la responsabilità di trasmettere tutto in ogni singolo istante. Devi procedere un momento alla volta, una scena alla volta. Avere colleghi straordinari intorno a me, insieme alla scrittura di Liz, è un dono. Bisogna fare come quando si mangia una mela: un morso alla volta”.

Dalla Fiona Gallagher di Shameless (2011) passando per la miniserie Angelyne (2022), Emmy Rossum ci ha abituati a scelte mai scontate. Donne complesse, difficili da classificare moralmente. E con l'agente dell'FBI protagonista di Furious aggiunge un altro importante tassello alla sua carriera. “Sono affascinata dalle zone d'ombra della morale. Penso che il dono di non essere più una giovane ingenua sia proprio l'opportunità di interpretare personaggi imperfetti, dinamici e con un passato alle spalle”, afferma l'attrice.

Corro letteralmente incontro a queste occasioni. Spesso uno dei miei agenti mi dice: 'Probabilmente la maggior parte degli attori non vorrebbe farlo, quindi mando il copione a te'”, prosegue Rossum. “E penso che siano proprio quei ruoli – come in The Crowded Room (2023), dove ho interpretato una madre che negava gli abusi sessuali subiti da sua figlia – a provocarmi una reazione forte, che mi spinge a superare il giudizio iniziale, la confusione o la vergogna. Accetto queste sfide perché penso significhi che c'è qualcosa da scavare dentro di me, nella mia empatia e in quella della società. Per le donne è molto facile sentirsi dire: 'O sei un angelo o sei un diavolo. O sei buona o sei cattiva'. Io, invece, sono molto più interessata alla caoticità della realtà e alla complessità umana”.

Una furia condivisa

furious

Guardando gli episodi è impossibile non pensare alla cronaca recente, allo scandalo degli Epstein Files, a quanto sia sempre più difficile avere fiducia nelle istituzioni e di come, nella popolazione mondiale, sia cresciuta una rabbia per tutte le ingiustizie che ci circondano. Una furia che rimanda al titolo stesso della serie. “Sento che incasellare lo show come il riflesso di un caso specifico faccia un torto sia alla serie sia alla profondità e alla vastità dei sistemi oppressivi del patriarcato e della misoginia, a quanto siano radicati e a quanto a lungo sia andata avanti questa storia”, riflette l'attrice.

Riceviamo molte domande poste quasi come se la rabbia femminile stesse vivendo un momento di popolarità nella cultura attuale, come se non fosse sempre stata presente nella nostra cultura. Basti pensare al nome della serie e alle Furie dell'antica Grecia. Quindi, ridurre tutto alla cronaca di un singolo caso specifico credo tolga valore alla conversazione”.

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Furious
Furious

Furious

2026

Dalla produttrice esecutiva Liz Meriwether, Furious segue l'agente dell'FBI Alice Black (Emmy Rossum) a caccia di una misteriosa e calcolatrice serial killer (Lola Petticrew). Entrambe cercano la propria giustizia e, mentre le loro vite si intrecciano, il confine tra bene e male si fa sempre più labile.

Informazioni su questa lista

Titoli

1

Costo totale di visione

5,99 €

Durata totale

7h 4min

Generi

Drammatico, Giallo, Thriller e Mistero

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