
Tutti i film vincitori dei premi BAFTA 2026
Si è svolta pochi giorni fa a Londra l’ultima edizione dei BAFTA Film Awards. Spesso definiti gli “Oscar inglesi”, si tratta dei premi assegnati dalla British Academy of Film and Television Arts, che negli anni si sono rivelati “altamente indicativi” per gli Academy Awards, la cui cerimonia di assegnazione si svolgerà nella notte tra il 15 e il 16 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles. Il vincitore assoluto dei BAFTA? Una battaglia dopo l’altra (2025) di Paul Thomas Anderson, che si è portato a casa ben sei premi, tra cui miglior film. Tante le sorprese, tanti i colpi di scena.
Il più inaspettato? Sicuramente la vittoria di Robert Aramayo, che ha conquistato la statuetta di miglior attore protagonista per I Swear (2026), sbaragliando una concorrenza di nomi del calibro di Leonardo DiCaprio (Una battaglia dopo l’altra (2025)) e Timothée Chalamet (Marty Supreme (2025)).
È andata bene anche a I Peccatori (2025), che oltre ad aver segnato un record agli Oscar con ben sedici candidature, è entrato anche nella storia dei BAFTA, con Ryan Coogler che è diventato il primo regista di colore ad essere premiato per la miglior sceneggiatura originale. Ripercorriamo i principali vincitori di quest’anno, aggiungendo infine la lista di tutti i titoli premiati.
“Una battaglia dopo l’altra” (2025): 6 premi
Sei premi per Una battaglia dopo l’altra (2025). Il miglior film di questa edizione è proprio l’ultima opera di Paul Thomas Anderson, un film d’autore dal sapore commerciale, che parla a un pubblico molto ampio con un sapiente mix tra azione, dramma, thriller e commedia. Al centro della trama un gruppo di ex rivoluzionari, che si riunisce dopo sedici anni per salvare la figlia di uno di loro dal ritorno di un vecchio nemico. Tra i titoli più interessanti arrivati in sala lo scorso anno, gode di interpretazioni eccezionali, da uno spaesato Leonardo DiCaprio a un cattivissimo Sean Penn, che è stato premiato come miglior attore non protagonista. Due ore e quaranta minuti, tante sequenze memorabili per una pellicola pluripremiata, che ha portato a casa anche la miglior regia, la migliore sceneggiatura, il miglior montaggio e la migliore fotografia. Ne sentiremo sicuramente parlare di nuovo, anche da Los Angeles.
“I peccatori” (2025): 3 premi
Nuovo primato per I peccatori (2025). Dopo le 16 candidature agli Oscar, un record assoluto, per la prima volta nella storia dei BAFTA un regista di colore ha vinto un premio, quello per la miglior sceneggiatura originale. Ma la pellicola scritta e diretta da Ryan Coogler ha ottenuto anche altri due premi, miglior attrice non protagonista, conferito a Wumni Mosaku, e miglior colonna sonora originale. Acclamato dal pubblico e dalla critica, anche se c’è chi ha storto il naso di fronte al gran numero di nomination per la prossima edizione degli Academy Awards, è un film che racconta la storia di due gemelli afroamericani, ambientata nel Mississippi degli anni Trenta. I protagonisti, entrambi magnificamente interpretati da Michael B. Jordan, decidono di aprire un Juke Joint, nel tentativo di lasciarsi un passato travagliato alle spalle e ricominciare una nuova vita, che verrà inevitabilmente messa a repentaglio da una presenza oscura. Un dramma storico dagli elementi soprannaturali, che gioca con diversi generi, dal musical all’horror, tra vampiri e Ku Klux Klan, che si è sicuramente conquistato un posto di rilievo tra le “esperienze cinematografiche più originali dello scorso anno”. Da guardare, almeno una volta.
“Hamnet – Nel nome del figlio” (2026): 2 premi
Sono due i premi conferiti a Hamnet – Nel nome del figlio (2026). La pellicola di Chloé Zhao è infatti il miglior film britannico, ma soprattutto si avvale della miglior interpretazione femminile. Indossando i panni di Agnes, moglie di William Shakespeare, Jessie Buckley ha infatti ottenuto la statuetta come miglior attrice protagonista. Stavolta il risultato sembrava abbastanza scontato, in quanto la Buckley, reduce dal Golden Globe per la miglior attrice in un film drammatico, ha fatto un lavoro sbalorditivo sul personaggio, una madre annichilita dal dolore per la morte del figlio undicenne, Hamnet, che avrebbe poi portato il drammaturgo a scrivere l’Amleto. Un dolore tangibile per lo stesso spettatore, che fino al termine della visione non potrà fare a meno di ricorrere ai fazzoletti per asciugare le lacrime. Tra i titoli più struggenti degli ultimi mesi, è un film imperdibile, che toglie il fiato, da recuperare assolutamente all’alba della notte degli Oscar, dove sicuramente saprà lasciare il segno.
“Sentimental Value” (2025): 1 premio
Otto candidature, un premio vinto. Sentimental Value (2025) si è portato infatti a casa la statuetta per “Miglior film non in lingua inglese”, un riconoscimento importante per un titolo decisamente degno di attenzione. L’ultima opera di Joachim Trier è uno spaccato familiare, protagonista un pessimo padre (Stellan Skarsgård), per anni un fantasma nella vita delle due figlie, che da adulte lo ritrovano improvvisamente nelle loro vite. L’uomo, famoso regista cinematografico, è infatti intenzionato a girare un film autobiografico, pensato per la figlia Nora che fa l’attrice, che invece non vuole saperne nulla. Un rifiuto che lo porterà ad affidare il ruolo a una giovane star hollywoodiana, che finirà per sconvolgere ulteriormente degli equilibri familiari già precari. Una cornice metacinematografica per raccontare una famiglia nelle sue fragilità: si potrebbe forse riassumere con questa immagine la pellicola del regista norvegese, la cui filmografia vanta titoli come La persona peggiore del mondo (2021), con cui condivide la protagonista, che anche stavolta si conferma di essere uno degli autori più interessanti della cinematografia europea.
“I Swear” (2026): 2 premi
L’indimenticabile colpo di scena dei BAFTA. A gran sorpresa, tanto che non riusciva a crederci nemmeno lui, Robert Aramayo ha infatti vinto sia il premio come miglior attore esordiente (EE Rising Star, l’unico votato direttamente dal pubblico) sia quello come miglior attore protagonista per I Swear (2026), il film di Kirk Jones che accende i riflettori sulla sindrome di Tourette. Si aggiunge anche la vittoria per il miglior casting per una pellicola ancora inedita negli Stati Uniti e in Italia, che ripercorre la vita dell’attivista John Davidson, affetto da una grave forma della patologia. Sì, perché Aramayo, che interpreta Davidson da adulto, ha avuto la meglio su dei rivali che ci hanno regalato delle grandi performance, come Leonardo DiCaprio e Timothée Chalamet, i grandi favoriti. Basta forse solamente questa vittoria totalmente inaspettata, che ha lasciato addetti ai lavori e non solo a bocca aperta, per correre a vedere I Swear (2026), la cui uscita è prevista entro la fine dell’anno.
“Frankenstein” (2025): 3 premi
Tre premi anche per Frankenstein (2025). Presentato in concorso alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, la rilettura di Guillermo del Toro del romanzo di Mary Shelley si aggiudica “miglior scenografia”, “miglior trucco e acconciatura” e “migliori costumi”, ponendo così enfasi sul lato tecnico. Si tratta di riconoscimenti importanti per questo tipo di pellicola, cui il regista messicano ha dedicato decenni di lavoro prima di metterla in scena. Se avete amato Il labirinto del fauno (2006) e La forma dell’acqua (2017), ritroverete in questo adattamento tutta la sua poetica, capace di trasformare ancora una volta l’orrore in opera d’arte dai profondi risvolti umani.
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I Swear
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Boong
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This Is Endometriosis






























