Fin dal suo debutto, nel 2019, Apple TV ha sempre tenuto a mente un obiettivo: distinguersi dalla massa. E così ha fatto in questi sette anni scarsi di attività. Rispetto alle altre piattaforme concorrenti come Prime Video e Netflix, il servizio di produzione e distribuzione digitale nato da una costola di Apple ha sempre puntato sulla qualità rispetto alla quantità. Una scelta che, lentamente, ha ripagato e dato i suoi frutti.
Lo dimostra il primo Oscar vinto da una piattaforma con CODA – I segni del cuore (2021) e la lunga lista di nomination e premi ottenuti dalle sue produzioni originali. Pubblicità pari a zero, passaparola e un numero di produzioni mirate ne hanno fatto un punto di riferimento per addetti ai lavori e pubblico. E i titoli acclamati, diventati dei fenomeni pop, sono innumerevoli – da Scissione (2022) a Ted Lasso (2020) passando per Slow Horses (2022) e Pluribus (2026), ma è anche vero che il catalogo nasconde delle perle che vale la pena recuperare.
JustWatch ha stilato una guida ai film e serie TV targati Apple TV da non perdere.
Little America (2020)
Uscita durante il primo mandato della presidenza Trump, Little America è un promemoria emozionante, divertente, buffo, inaspettato sull'importanza delle storie degli immigrati negli Stati Uniti. Un tentativo (riuscito) di andare oltre i titoli dei giornali per raccontare le vite vere di chi ogni giorno cerca di restare in equilibrio in un Paese dalla doppia faccia. Lo stesso che, per una miriade di motivi diversi, hanno scelto come casa e che, troppo spesso, li respinge. Due stagioni, per un totale di 16 episodi da 30 minuti, per un racconto antologico che concentra ogni puntata su un protagonista diverso. È così che la serie esplora l'impatto degli immigrati sulla cultura americana.
Una perla nascosta che sceglie di focalizzarsi sull'umanità a discapito (per fortuna) dei luoghi comuni. La struttura antologica, poi, permette alla serie di essere attraversata da una varietà di toni e registri diversi così come alla regia di giocare con lo stile. È il trionfo della quotidianità, delle piccole sfide, dei sogni e delle paure di uomini e donne straordinari nella loro normalità. Una visione imprescindibile per capire meglio l'orrore perpetrato dall'I.C.E. negli Stati Uniti di oggi. Se poi ti è piaciuta Ramy (2019), non puoi proprio perdere Little America.
Il canto del cigno (2021)
Se ami le atmosfere di Black Mirror (2011), divise tra fantascienza ed emozioni, Il canto del cigno è una delle perle nascoste di Apple TV che difficilmente ti deluderà. Diretta e scritta dal premio Oscar Benjamin Cleary, la pellicola deve molto della sua riuscita alle ottime interpretazioni di Mahershala Ali, Naomie Harris, Awkwafina e Glenn Close. Ambientato in un futuro prossimo, il film racconta la storia di un padre di famiglia malato terminale a cui viene offerta la possibilità di sostituirsi con un clone per risparmiare ai suoi cari il dolore del lutto.
Una riflessione dal respiro intimista sulla perdita e i limiti etici del progresso scientifico. Una di quelle visioni che accompagna ben oltre la sua fine per le domande che pone capaci di risuonare potenti in noi spettatori. La tecnologia c'è, ma Cleary – nei 112 minuti di durata - sceglie un approccio mai invasivo quanto votato al minimalismo. Struggente il confronto/scontro tra il protagonista e il suo clone, entrambi profondamente legati alla vita. Da vedere se ti sei emozionato con Non lasciarmi (2010).
Roar (2022)
“Favole femministe cupamente comiche”. È così che Liz Flahive e Carly Mensch, le creatrici di GLOW (2017-2019), definiscono Roar. La seconda serie antologica di questa guida ai migliori titoli (nascosti) di Apple TV. Ma, questa volta, il focus è il femminile raccontato in una stagione da otto episodi da 30 minuti dai toni surreali incentrati sulle sfide, le contraddizioni e i desideri delle donne di ieri e di oggi. Basata sui racconti di Cecelia Ahern, Roar sceglie il realismo magico come lente attraverso la quale osservare e raccontare il quotidiano.
La “moglie trofeo” si trasforma in una donna letteralmente costretta a vivere su una mensola dal marito o c'è chi, pur di non perdere i proprio ricordi, sceglie di mangiare fotografie. Prodotta, tra i tanti, da Nicole Kidman (anche protagonista di un episodio), la serie brilla anche grazie a un grande cast composto da Cynthia Erivo, Merritt Wever, Alison Brie e Betty Gilpin. Provocatoria, coraggiosa, onirica, audace, grottesca, la serie è un esperimento narrativo e visivo che si muove tra satira e dramma per catturare cosa significhi essere donna. Se hai apprezzato Tell It Like a Woman (2022), non puoi perderti questa serie.
Sugar (2024)
Senza paura di essere smentiti: Sugar è una delle migliori serie (poco conosciute) targate Apple TV. Una rivisitazione moderna del genere poliziesco con protagonista un grande Colin Farrell, perfetto nel dare vita a un investigatore privato enigmatico amante del cinema classico hollywoodiano. Un amore che si rispecchia anche nel montaggio, elegantissimo, che introduce brevi riferimenti a film in bianco e nero visti e rivisti dal protagonista.
A questo va aggiunta una colonna sonora jazz che trasporta lo spettatore in una Los Angeles luminosa quanto inedita e dalle atmosfere rarefatte. E se pensate che lo show sia una semplice indagine investigativa, preparatevi a un colpo di scena clamoroso che vi farà ripensare interamente a tutto ciò che avete visto fino a quel momento. Una stagione da otto episodi tra i 40 e i 50 minuti – già rinnovata per una seconda – che non puoi perdere se sei un ammiratore dei classici noir come Il lungo addio (1973).
Eternity (2025)
Una delle domande che gli esseri umani si pongono da sempre riguarda la vita dopo la morte. All'annoso quesito ha risposto David Freyne in Eternity mostrandoci la sua idea di al di là. Una commedia fantastica, con protagonisti Elizabeth Olsen, Miles Teller e Callum Turner, in cui una donna deve decidere con quale dei suoi due mariti trascorrere l'eternità: quello perso tragicamente in gioventù o quello con il quale ha trascorso la vita?
Un mix di romanticismo, dramma, umorismo e riflessioni filosofiche che ne fanno una visione irresistibile per una pellicola dal sapore artigianale che si diverte a ricreare visivamente un mondo post-mortem simile a una stazione. Pieno di luce e colori, Eternity in poco meno di due ore parla di memoria, identità e ricordi senza dimenticare l'emozione, merito anche della scelta di tre protagonisti altrettanto luminosi. Se il racconto della vita dopo la morte al centro di Soul ti ha commosso e divertito (2020), questo film non ti deluderà.













































































































