Tutti i film Pixar in ordine di uscita (e la nostra Top 10)

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Alessandro Zaghi

Alessandro Zaghi

Editor a JustWatch

La Pixar ha cambiato il cinema d'animazione nel modo in cui i Beatles hanno cambiato la musica pop: prima di loro il mondo era in un modo, dopo di loro era in un altro, e non si è più tornati indietro. Quando Toy Story arrivò nelle sale nel 1995, l'idea che un film interamente realizzato in computer grafica potesse competere con i classici Disney disegnati a mano sembrava una scommessa azzardata. 

Trent'anni dopo, la Pixar ha prodotto ventinove lungometraggi, vinto undici Oscar per il miglior film d'animazione, e costruito un catalogo che attraversa tre generazioni di spettatori, dai bambini che piangevano con Woody ai genitori che piangono con Riley.

Non tutti questi film sono capolavori. La Pixar ha avuto i suoi momenti di stanchezza creativa, sequel non sempre necessari, idee che funzionavano meglio sulla carta che sullo schermo. Ma quando funziona (e funziona spesso) lo studio di Emeryville produce un tipo di cinema che riesce a parlare ai bambini da punti di vista inaspettati, continuando a commuovere anche generazioni di adulti. Con Jumpers (2026) in uscita in questi giorni e Toy Story 5 annunciato per la fine dell'anno, il momento è perfetto per fare il punto su trent'anni di lampade salterine. Ecco i nostri dieci film Pixar preferiti, seguiti dall'elenco completo di tutti i lungometraggi in ordine di uscita. Tutti i titoli sono disponibili su Disney+.

“Toy Story” di John Lasseter (1995)

Woody è il giocattolo preferito di Andy, il cowboy che comanda la cameretta. Quando per il compleanno arriva Buzz Lightyear, un astronauta convinto di essere vero, Woody vede minacciato il suo primato e cerca di liberarsene. Il piano va storto, i due finiscono nella casa del terribile Sid, il ragazzino che tortura i giocattoli, e devono collaborare per sopravvivere.

Il primo lungometraggio interamente realizzato in CGI è anche, a trent'anni di distanza, uno di quelli che reggono meglio alla revisione. La grafica di Toy Story oggi appare inevitabilmente datata, certo, ma la sceneggiatura firmata da Joss Whedon, Andrew Stanton, Joel Cohen e Alec Sokolow ha una precisione di scrittura che non invecchia mai. Ogni battuta funziona, ogni scena fa avanzare la storia, non c'è un secondo di troppo nei suoi ottantuno minuti di durata. Tom Hanks e Tim Allen danno a Woody e Buzz due voci che sono diventate parte dell'infanzia di milioni di persone, e il tema dell'obsolescenza, della paura di essere sostituiti, della gelosia che si trasforma in amicizia, colpisce gli adulti almeno quanto i bambini. Il film che ha inventato un genere e che ha lanciato una saga che proseguirà con il quinto capitolo entro la fine dell'anno. Stupendo a tutte le età, da rivedere assolutamente per capire dove tutto è cominciato.

“Monsters & Co.” di Pete Docter (2001)

A Monstropolis i mostri esistono davvero, e il loro lavoro consiste nello spaventare i bambini per raccogliere le urla, che sono la fonte di energia della città. Sulley è il miglior spaventatore della Monsters Inc., Mike il suo assistente e migliore amico. Un giorno una bambina di due anni, Boo, riesce a entrare nel mondo dei mostri, e Sulley scopre che le creature che dovrebbero fare paura ai bambini in realtà ne sono terrorizzate.

Pete Docter, che sarebbe poi diventato il capo creativo della Pixar, con Monsters & Co. firma il suo primo capolavoro, costruendo un mondo parallelo con regole proprie che funzionano come satira del mondo del lavoro. La Monsters Inc. è un'azienda con i suoi obiettivi trimestrali, i suoi impiegati frustrati, le sue rivalità interne, i suoi dirigenti cinici. Il colpo di genio è il ribaltamento del rapporto mostro-bambino, un'idea talmente semplice da sembrare ovvia ma che nessuno aveva mai sviluppato con questa profondità. John Goodman e Billy Crystal prestano le voci a un duo comico che ricorda i grandi classici di Abbott e Costello, ma è la piccola Boo a portarsi via il film con una tenerezza che disarma. Il finale, con quella porta che si riapre e quel sorriso che non vediamo ma intuiamo, è tra i più commoventi della storia Pixar. Perfetto per una serata in famiglia, e tra le migliori porte d'ingresso al catalogo Pixar per i bambini più piccoli. 

“Alla ricerca di Nemo” di Andrew Stanton (2003)

Marlin è un pesce pagliaccio vedovo, iperprotettivo, terrorizzato dall'oceano e da tutto ciò che contiene. Quando suo figlio Nemo viene catturato da un subacqueo e finisce in un acquario a Sydney, Marlin attraversa l'intero Pacifico per ritrovarlo, accompagnato da Dory, un pesce chirurgo con gravi problemi di memoria a breve termine che dimentica tutto nel giro di pochi secondi.

Andrew Stanton costruisce un'avventura marina che funziona come un road movie, con ogni tappa che presenta nuovi personaggi e nuovi pericoli, dagli squali vegetariani alle meduse, dalla corrente australiana orientale ai pellicani di Sydney. La Pixar qui raggiunge un livello di realismo visivo nell'animazione dell'acqua che all'epoca era senza precedenti, ma l'aspetto tecnico non prevale mai sulla storia, che è essenzialmente un racconto sulla difficoltà di lasciar andare chi si ama. Marlin deve imparare che proteggere Nemo non significa imprigionarlo, e il viaggio fisico diventa viaggio interiore senza che il film lo sottolinei con pesantezza. Ellen DeGeneres dà a Dory una voce che è insieme comica e malinconica, creando un personaggio che avrebbe meritato il proprio film, e infatti l'ha avuto tredici anni dopo con Alla ricerca di Dory (2016). Alla ricerca di Nemo è in questa lista perché nessun altro film Pixar racconta con altrettanta grazia il rapporto tra un genitore e un figlio, ed è il titolo perfetto da recuperare se avete amato Oceania (2016) e cercate un'altra avventura acquatica Disney, i temi sono simili ma qui sono raccontati con una profondità emotiva diversa.

“Gli Incredibili” di Brad Bird (2004)

I supereroi sono stati messi fuorilegge e costretti a vivere sotto copertura come normali cittadini. Bob Parr, in arte Mr. Incredibile, lavora in un'assicurazione e odia ogni minuto della sua nuova vita. Sua moglie Helen, ex Elastigirl, cerca di tenere insieme la famiglia. I figli Violetta e Flash nascondono i loro poteri a scuola. Quando Bob riceve una misteriosa offerta per una missione segreta su un'isola, non resiste alla tentazione.

Brad Bird, che arrivava dalla delusione commerciale de Il gigante di ferro (1999), porta alla Pixar una sensibilità diversa, più adulta, più cinefila, più interessata all'azione come linguaggio espressivo. Gli Incredibili è il film Pixar che più di ogni altro dialoga con il cinema live-action, mescolando l'estetica dei primi James Bond con i temi familiari dello studio, e il risultato è un film che funziona su due livelli paralleli. Per i bambini è un'avventura con superpoteri, per gli adulti è una storia sulla crisi di mezza età, sul matrimonio che scricchiola, sulla frustrazione di chi si sente destinato a fare grandi cose e invece timbra il cartellino. Il villain Sindrome, un fan deluso diventato cattivo, anticipa di vent'anni il discorso sulla cultura del fandom tossico. Gli Incredibili è il film d'animazione più vicino a un action movie che la Pixar abbia mai prodotto, e chi ama i cinecomic Marvel ma cerca un tonalità più leggere troverà qui esattamente quello che cerca. Il sequel del 2018 è divertente ma non raggiunge le stesse vette.

“Ratatouille” di Brad Bird (2007)

Rémy è un topo con un olfatto sopraffino e un sogno impossibile, diventare chef in un ristorante parigino. Quando finisce nelle cucine del Gusteau's, un tempo il più celebre ristorante di Parigi, scopre di poter controllare i movimenti del giovane sguattero Linguini nascondendosi sotto il suo cappello da cuoco e tirandogli i capelli. Insieme, formano un duo improbabile che riporterà il ristorante agli antichi fasti.

Brad Bird firma il suo secondo capolavoro Pixar consecutivo, e la Parigi che ricostruisce è una delle scenografie più belle che lo studio abbia mai animato, dalle luci lungo la Senna ai tetti di zinco, dalle cucine fumanti dove tutto si muove a velocità vertiginosa fino ai vicoli notturni. Il film è una dichiarazione d'amore per la cucina francese e per l'idea che il talento possa emergere ovunque, anche nel posto più improbabile, ed è difficile non leggerci una metafora della Pixar stessa, uno studio di animazione al computer che ha sfidato l'establishment Disney dimostrando che le grandi storie non avevano più bisogno del pennello. Peter O'Toole presta la voce al critico gastronomico Anton Ego, e il suo monologo finale sulla critica e la creatività è uno dei momenti più alti della scrittura Pixar, un pezzo di cinema che andrebbe studiato nelle scuole di giornalismo. Ratatouille è il film perfetto per chi ama Parigi, per chi ama la cucina, e per chi ha bisogno di ricordarsi che non importa da dove vieni ma dove vuoi arrivare. Se avete amato Il favoloso mondo di Amélie (2001), qui ritroverete la stessa Parigi incantata, ma con un topo ai fornelli.

“WALL·E” di Andrew Stanton (2008)

La Terra è stata abbandonata dagli esseri umani, sommersa dai rifiuti. L'unico abitante rimasto è WALL·E, un piccolo robot compattatore che da settecento anni accumula spazzatura in grattacieli di cubi compressi e colleziona oggetti che lo incuriosiscono. Un giorno atterra una sonda spaziale di nome EVE, e WALL·E se ne innamora.

La prima mezz'ora di WALL·E è praticamente cinema muto. Non ci sono dialoghi, non ci sono esseri umani, c'è solo un robottino arrugginito che guarda le stelle e ascolta Hello, Dolly! su un vecchio videoregistratore. Andrew Stanton riesce a creare un personaggio con due lenti al posto degli occhi e qualche suono metallico al posto della voce, eppure WALL·E è più espressivo di molti attori in carne e ossa. Il film è anche una delle critiche ambientali più efficaci mai prodotte da uno studio mainstream, perché non predica mai, si limita a mostrare un pianeta distrutto dal consumismo e lascia che le immagini parlino da sole. La seconda parte, ambientata sulla nave spaziale dove gli umani sono diventati enormi e incapaci di camminare, è meno potente della prima, ma WALL·E nel suo insieme resta uno dei vertici assoluti dell'animazione contemporanea. Consigliato a chi ama la fantascienza che fa pensare senza rinunciare alla poesia, con tanto di citazione a 2001: Odissea nello spazio (1968) ma tradotto in un linguaggio accessibile a tutte le età. 

“Up” di Pete Docter (2009)

Carl Fredricksen è un vedovo di settantotto anni che ha trascorso tutta la vita accanto alla moglie Ellie, con cui condivideva il sogno di viaggiare fino alle Cascate Paradiso in Sudamerica. Quando gli sviluppatori edilizi minacciano di demolire la sua casa, Carl attacca migliaia di palloncini al tetto e parte. Con lui, involontariamente, c'è Russell, uno scout di otto anni che voleva solo guadagnare la sua ultima medaglia.

I primi dieci minuti di Up sono diventati leggendari, un montaggio senza parole che racconta un'intera vita a due, dall'incontro all'amore, dai sogni rimandati alla vecchiaia, fino alla sedia vuota accanto a Carl. È un cortometraggio dentro il film, e da solo basterebbe a giustificare l'intera filmografia Pixar. Pete Docter ha il dono di trovare l'emozione nei luoghi più inaspettati, e qui la trova nella figura di un vecchio burbero che ha smesso di vivere quando ha perso la persona che dava senso alla sua vita. Il viaggio con Russell lo costringe a riaprirsi al mondo, e il rapporto tra i due, che è insieme comico e commovente, è costruito con una delicatezza che il cinema per adulti raramente raggiunge. Up è in questa lista perché quei primi dieci minuti da soli valgono l'intero catalogo Pixar, e il resto del film è all'altezza della promessa. Preparate i fazzoletti, vi serviranno, sul serio. Fu il secondo film d'animazione nella storia a essere candidato all'Oscar come miglior film, dopo La bella e la bestia (1991).

“Coco” di Lee Unkrich e Adrian Molina (2017)

Miguel è un ragazzino messicano che sogna di diventare musicista, ma la sua famiglia ha bandito la musica da generazioni a causa di un antenato che li abbandonò per inseguire la fama. Durante il Día de los Muertos, Miguel finisce accidentalmente nella Terra dei Morti, dove ha tempo fino all'alba per ottenere la benedizione dei suoi antenati e tornare nel mondo dei vivi.

Coco è il film Pixar più radicato in una cultura specifica, quella messicana, e la cura con cui è stato realizzato si vede in ogni dettaglio: le decorazioni degli altari, i colori dei fiori di cempasúchil, i vestiti, la musica, i rituali. La Pixar ha lavorato per anni con consulenti culturali messicani, e il risultato è una rappresentazione del Día de los Muertos che in Messico è stata accolta con un affetto enorme, diventando un fenomeno che ha superato i confini del cinema per bambini. Ma non serve conoscere la tradizione messicana per piangere durante il finale, quando Miguel canta Ricordami alla bisnonna Coco e il volto della vecchia si illumina di un ricordo che sembrava perduto per sempre. È una scena che parla di memoria, di famiglia, di cosa resta di noi quando non ci siamo più, e che riduce in lacrime adulti di ogni latitudine con una precisione chirurgica, messicani e non. L'Oscar come miglior film d'animazione è stato meritatissimo. Coco è il film da guardare il giorno dei morti, a Natale con i nonni, o in qualsiasi momento in cui sentite il bisogno di chiamare qualcuno che non sentite da troppo tempo. Se Encanto (2021) vi è piaciuto per il modo in cui racconta la famiglia attraverso la cultura latinoamericana, Coco lo fa con una profondità ancora maggiore.

“Soul” di Pete Docter (2020)

Joe Gardner è un insegnante di musica di mezza età che ha passato la vita ad aspettare la grande occasione. Quando finalmente ottiene l'ingaggio dei suoi sogni, un concerto jazz in un club di New York, cade in un tombino e finisce nell'Ante-Mondo, il luogo dove le anime si preparano alla vita sulla Terra. Lì incontra 22, un'anima che non ha nessuna intenzione di nascere perché non trova un motivo valido per vivere.

Pete Docter, al suo terzo film nella nostra lista, conferma di essere il regista Pixar con la sensibilità filosofica più sviluppata. Soul affronta nientemeno che il senso della vita, e lo fa senza mai diventare pedante. Il film è anzi leggero, divertente, pieno di gag visive che funzionano perfettamente per i bambini, mentre sottotraccia lavora su temi che riguardano molto più gli adulti. L'idea che la vita non sia fatta per realizzare un grande scopo ma per assaporare i momenti minimi, la luce del sole su una foglia, il sapore di una pizza, il suono di una nota che vibra nell'aria, è commovente nella sua semplicità. La sequenza jazz, animata con uno stile astratto che ricorda Kandinsky, è tra le scene più eleganti mai prodotte dalla Pixar. Trent Reznor e Atticus Ross, i compositori di The Social Network (2010) o Challengers (2024), firmano una colonna sonora che mescola elettronica e jazz con risultati straordinari. Soul è uscito direttamente su Disney+ durante la pandemia e meritava la sala più di quasi tutti i film di quell'anno. È il Pixar più adulto nel senso migliore del termine, quello da guardare dopo una giornata in cui vi siete chiesti se state facendo la cosa giusta con la vostra vita. Se avete amato La La Land (2016) per il modo in cui racconta il sogno artistico e il prezzo che richiede, qui troverete lo stesso tema affrontato con una maturità ancora più profonda.

“Inside Out 2” di Kelsey Mann (2024)

Riley ha tredici anni e le emozioni che conoscevamo dal primo film, Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto, devono fare i conti con l'arrivo di nuove coinquiline nella sala di comando, tra cui Ansia, Invidia, Imbarazzo e Noia. L'adolescenza irrompe nella mente di Riley come un cantiere sempre aperto, e Ansia, convinta di fare il bene della ragazza, prende il controllo.

Il rischio di un sequel di Inside Out (2015) era enorme, perché il primo film aveva raggiunto un equilibrio quasi perfetto tra intrattenimento e profondità psicologica, e replicarlo sembrava impossibile. Kelsey Mann, al suo esordio alla regia, sceglie di non cercare la copia ma di spostare il discorso: se il primo parlava della necessità di accettare la tristezza come parte della vita, il secondo parla dell'ansia come compagna inevitabile della crescita, della paura di non essere abbastanza, del bisogno di controllare il futuro che finisce per paralizzare il presente. Maya Hawke dà ad Ansia una voce frenetica e insicura che è perfetta per il personaggio, e la scena in cui Riley ha un attacco di panico è rappresentata con una precisione davvero autentica. Ha incassato oltre un miliardo e seicento milioni di dollari, diventando il film d'animazione con il maggior incasso nella storia del cinema. Inside Out 2 non è solo un sequel riuscito, è un film che aveva bisogno di esistere, e che andrebbe visto insieme ai propri figli adolescenti, perché racconta le loro emozioni meglio di quanto qualsiasi conversazione a tavola potrebbe fare.

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  1. Toy Story - Il mondo dei giocattoli

    # 1

    Nell'universo confinato che è la stanza di Andy i suoi giocattoli si autogestiscono facendo riferimento a Woody il cowboy, da sempre il preferito del bambino. Quando però una festa di compleanno porta in casa lo space ranger Buzz Lightyear, giocattolo nuovo e moderno, gli equilibri e le preferenze cominciano a cambiare. Buzz ha un carattere diverso da Woody, pensa di essere un vero space ranger e piace a tutti. Questo proprio a pochi giorni dal temutissimo grande trasloco in cui tutti i giocattoli temono di essere persi...
  2. A Bug's Life - Megaminimondo

    # 2

    A Central Park, in una piccola colonia di formiche è indebolita dalla siccità e assediata dalla perfida banda di cavallette guidate dal cattivo Hopper. La giovane formica Flik è un inventore pasticcione ma dal cuore grande. Capisce che solo con un aiuto esterno potrà salvare la colonia, e così parte per un viaggio durante il quale assolda un gruppo di insetti-attori, provenienti da un circo di pulci, con i quali sconfigge Hopper e conquista l'amore della principessa Atta.
  3. Toy Story 2 - Woody & Buzz alla riscossa

    # 3

    Il film inizia quando Buzz Lightyear si ritrova sul pianeta Zurg. L'eroe, dopo aver superato una serie di difficoltà, compresa una che ricorda Indiana Jones, raggiunge il tiranno galattico, venendo tuttavia disintegrato. Rex giocava al gioco dedicato a Buzz e alle sue avventure, e non vede l'ora di poter sconfiggere Zurg e finire il livello. A casa di Andy, Woody e Buzz sono diventati amici. Un giorno, Woody cercava il suo cappello aiutato dai suoi amici, perché voleva andare al campo campeggio cowboy, finché Slinky lo trova ma riferisce anche che sta arrivando Buster, il vivace cagnolino di Andy.
  4. Monsters & Co.

    Monsters & Co.

    2001

    # 4

    I mostri che escono di notte dall'armadio non solo esistono ma sono anche ben organizzati. In un mondo parallelo i mostri vivono in una società civile tanto quanto la nostra (cioè ben poco), in cui spaventare bambini è un lavoro, il più importante di tutti, perchè dalle loro urla si genera l'energia che alimenta la città. Tra gli spaventatori di professione della Monsters & Co. Sulley e Mike sono la coppia più affiatata, quella che detiene il record di urla generate, un punto di riferimento per tutti, almeno fino a che per un errore una bambina non passa dal mondo degli uomini a quello dei mostri rischiando di metterne a repentaglio la carriera.
  5. Alla ricerca di Nemo

    # 5

    Una covata di pesci pagliaccio viene distrutta dall'attacco di un feroce barracuda. Sopravvivono solamente il papà, Marlin, e un unico piccolo che viene chiamato Nemo. Il pesciolino ha una pinna atrofizzata e il padre è iperapprensivo nei suoi confronti al punto di desiderare che l'inizio della scuola venga ritardato. Un giorno però Nemo viene catturato da un dentista appassionato di pesca subacquea e l'acquario sarà la sua prigione. Marlin deve quindi vincere tutti i suoi timori per ritrovarlo. Verrà aiutato da Dory, una pesciolina simpaticamente smemorata.
  6. Gli Incredibili - Una "normale" famiglia di supereroi

    # 6

    Bob Parr, noto a tutti come Mr. Incredible, è sempre stato considerato uno dei più importanti supereroi del mondo. Dopo quindici anni di lavoro nel salvare vite e risolvere problemi Bob e sua moglie, altrettanto supereroina, si sono ritirati a vita privata con i loro figli. Bob cerca di combattere la noia e il sovrappeso e sogna di tornare all'azione. L'occasione si presenta quando un misterioso messaggio lo convoca su un'isola per una missione segretissima.
  7. Cars - Motori ruggenti

    # 7

    L'astro nascente delle corse Saetta McQueen, un fiammante bolide con il successo come obiettivo, si trova costretto a un'inaspettata deviazione nel corso del lungo viaggio alla gara più importante della sua carriera. Bloccato nella sonnacchiosa cittadina di Radiator Springs lungo il vecchio tracciato della Route 66, Saetta incontra Sally, Cricchetto, il dottor Hudson e tutta una serie di bizzarri personaggi che lo aiuteranno a capire che nella vita non contano solo i trofei e la fama.
  8. Ratatouille

    Ratatouille

    2007

    # 8

    Remy è un topolino dotato di un olfatto straordinario e di un talento naturale per la cucina gourmet. Dopo una serie di rocamboleschi accadimenti, si trova separato dalla sua colonia e finisce a Parigi, nel ristorante che porta il nome del suo chef preferito, il famoso Gusteau. Qui fa conoscenza con il giovane imbranato Linguini, un timido sguattero che, grazie ai consigli del topo-chef, diventa ben presto famoso e celebrato. I due sembrano invincibili ma resta da superare il giudizio del temibile Anton Ego, il più feroce tra i critici culinari francesi.
  9. WALL•E

    WALL•E

    2008

    # 9

    Wall-e è l'ultimo robot rimasto sulla terra dopo che gli umani l'hanno abbandonata perchè invasa dai rifiuti. Si sono dimenticati di spegnerlo e lui da 700 anni continua a fare quello per cui è stato costruito: comprimere e ammassare rifiuti. Non parla ma si fa capire molto bene a gesti e attraverso una gamma di suoni espressivi come faceva R2-D2 di Guerre Stellari. È un robot animato come un animale antropomorfo, un piccolo Charlot: operaio alienato che sogna un domani migliore guardando il cielo stellato. E quando dal cielo questo domani migliore arriva sotto forma di un altro robot, Eve, più moderno e programmato per cercare vita sulla Terra, Wall-e lo insegue sull'astronave madre. Lì, sempre come il vagabondo di Chaplin, sarà un portatore sano e inconsapevole di caos e anarchia assieme agli altri "devianti" della società cioè i robot difettosi, l'equivalente di quella famiglia di freak che erano i pesci da acquario con cui aveva a che fare Nemo.
  10. Up

    Up

    2009

    # 10

    In una sala cinematografica si proietta un cinegiornale su un esploratore, Charles Muntz, che è tornato dall'America del Sud con lo scheletro di un uccello che la scienza ufficiale qualifica come falso. Muntz riparte per dimostrare la sua onestà. Un bambino occhialuto, Carl, è in sala. Muntz è il suo eroe. Incontrerà una bambina, Ellie, che ha la sua stessa passione. I due cresceranno insieme e si sposeranno. Un giorno però Carl si ritrova vedovo con la sua villetta circondata da un cantiere e con il sogno che i contrattempi della vita non hanno mai permesso a lui ed Ellie di realizzare: una casa in prossimità delle cascate citate da Muntz come luogo della sua scoperta. Un giorno un Giovane Esploratore bussa alla sua porta. Sarà con lui che Carl, senza volerlo, comincerà a realizzare il sogno.