
Da “Logistics” a "Modern Times Forever”: i film più lunghi della storia del cinema
Cos'hanno in comune The Irishman (2019), Avatar: Fuoco e Cenere (2025), Killers of the Flower Moon (2023), Oppenheimer (2023), Project Hail Mary (2026)? Non si tratta del genere di appartenenza o degli attori protagonisti, ma della lunghezza. Sono tutte pellicole che superano nettamente un'ora e 30 minuti. Un trend che negli ultimi anni ha preso sempre più piede, portando sia pubblico che critica a interrogarsi sui suoi risvolti positivi e negativi.
Ma se pensate che le tre ore e mezza dedicate alla storia del veterano di guerra diventato sicario della mafia con il volto di Robert De Niro nel film di Martin Scorsese siano parecchie, preparatevi a scoprire quali sono i titoli più lunghi della storia del cinema.
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La Flor
Il film più lungo della storia del cinema argentino e il terzo titolo non sperimentale più lungo di sempre. Un'opera della durata complessiva di 13 ore e 28 minuti diretta da Mariano Llinás che appare sullo schermo per spiegare la struttura del film divisa in sei episodi distinti. Se i primi quattro iniziano e finiscono in medias res, il quinto è l'unico a procedere dall'inizio alla fine mentre il sesto è il solo con una conclusione.
Realizzato insieme al gruppo di produzione El Pampero Cine e alla compagnia di attori Piel de Lava, La Flor alterna generi diversi. Si parte con un B-movie horror e si passa a un racconto con due trame parallele fino a una storia metanarrativa in cui quattro attrici si ribellano al regista e alla sua complessa struttura narrativa e a un remake in bianco e nero di Partie de campagne (1946) di Jean Renoir. Un film che celebra le mille anime del cinema e la sua capacità di reinventarsi attraverso generi diversi.
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The Journey
Con i suoi 873 minuti tradotti in 14 ore e 33 minuti, Resan è il film non sperimentale più lungo mai realizzato. Un documentario diretto da Peter Watkins che, tra il 1983 e il 1985, ha viaggiato per 12 paesi diversi intervistando famiglie provenienti da cinque continenti sulle armi nucleari. Un progetto nato dalla necessità del regista di lanciare un appello pacifista e contrastare il silenzio di media e istituzioni sulla corsa agli armamenti nucleari durante la Guerra Fredda.
Nessun attore professionista, ma comuni cittadini - provenienti da Giappone, Norvegia, Australia e Canada - interrogati sulle effettive conoscenze dei pericoli legati all'uso di questi specifici ordigni esplosivi. Le interviste sono intervallate da ricostruzioni di attacchi nucleari che riflettono sul loro processo di realizzazione e, tramite una voce fuori campo, invitano a riflettere sull'immagine appena vista. Presentato a Cannes nel 1987, Resan è stato proiettato solo in pochissime altre occasioni e tutte le emittenti televisive contattate si sono rifiutate di mandarlo in onda.
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The Cure for Insomnia
Per il Guinness World Records è il film sperimentale più lungo mai proiettato. Merito dei suoi 3 giorni e 15 ore di durata. Diretto da John Henry Timmis IV e scritto da Nickoli Schirripa, The Cure for Insomnia non ha una trama vera e propria, ma consiste nell'artista LD Groban che legge il suo poema di 4.080 pagine.
Una struttura ripetitiva e provocatoria proiettata per la prima volta dal 31 gennaio al 3 febbraio 1987 presso la School of the Art Institute di Chicago. Le uniche interruzioni alla lettura sono rappresentate da brevi spezzoni di filmati pornografici e video musicali heavy metal che creano un forte contrasto con la monotonia data dalla lettura. Mai impresso su VHS o DVD, del film restano solo 85 secondi essendo andate perse tutte le sue copie conosciute.
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Modern Times Forever
Diretto dal collettivo artistico Superflex composto da Bjørnstjerne Reuter Christiansen, Jakob Fenger e Rasmus Nielsen, Modern Times Forever è il terzo film più lungo al mondo con i suoi 14.400 minuti che si traducono in 240 ore totali pari a 10 giorni. Anche qui nessun attore e nessuna storia convenzionale per un documentario che si concentra a catturare la decadenza accelerata della sede della Stora Enso, un iconico edificio di Helsinki.
Proiettato per la prima volta proprio sulla facciata dell'immobile stesso, il documentario – grazie all'uso della tecnologia digitale – mostra il lento soccombere della struttura a causa di intemperie e progressivo scorrere dei decenni fino a un ipotetico futuro in cui l'umanità è scomparsa. Una riflessione sulla fragilità dell'uomo, le insidie dei cambiamenti climatici e la forza della natura.
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Logistics
Mettetevi (estremamente) comodi perché con Logistics ci troviamo di fronte al film sperimentale più lungo mai realizzato con una durata di 51.420 minuti che equivalgono a 857 ore. Un totale di 35 giorni e 17 ore per un titolo ideato e diretto da Erika Magnusson e Daniel Andersson. Un'opera che si interroga sulla moderna globalizzazione e le origini degli oggetti tecnologici che hanno invaso le nostre vite.
Per farlo la coppia ha deciso di filmare in tempo reale il viaggio di un contapassi, seguendo però un ordine cronologico inverso – dalla vendita a Stoccolma alla produzione in Cina passando per Paesi Bassi e Spagna – muovendosi tra treni, camion, navi cargo e fabbriche. Potendo assistere al tempo impiegato, al consumo e all'inquinamento necessari per consentirci di stringere tra le mani un oggetto costruito dall'altra parte del mondo, Logistics ci porta a riflettere sulla produzione industriale in un mondo in cui essere iper-connessi ha un costo altissimo in termini di sostenibilità.





