10 film che non sapevi fossero stati girati in IMAX

10 film che non sapevi fossero stati girati in IMAX

Pubblicato il04 agosto 2026

Aggiornato il04 agosto 2026

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L'IMAX sta vivendo un momento d'oro. Con l'Odissea di Christopher Nolan, arrivata da poche settimane nelle sale come primo film della storia girato interamente con le cineprese IMAX, il formato è al centro delle conversazioni tra appassionati, riproponendo una distinzione che spesso sfugge. Un conto è vedere un film in una sala IMAX, dove praticamente qualsiasi titolo può essere proiettato. Un altro è che quel film sia stato girato con le cineprese IMAX vere e proprie: macchine enormi e rumorose che catturano un'immagine con dettagli impressionanti.

I nomi che vengono subito in mente sono sempre gli stessi, quasi tutti di Nolan. Il cavaliere oscuro nel 2008 fu il primo film di Hollywood a usare le cineprese IMAX per alcune scene d'azione, e da lì il regista ha continuato con Interstellar (2014), Dunkirk (2017), Tenet (2020) e Oppenheimer (2023) aumentando ogni volta i minuti girati in quel formato. Ma accanto ai casi celebri ce ne sono molti altri, spesso insospettabili, in cui registi diversissimi hanno preso quelle macchine ingombranti e le hanno puntate su un inseguimento, un salto nel vuoto o una minaccia proveniente dal cielo. Una precisazione utile prima di partire: alcuni di questi film hanno usato la pellicola IMAX a 70mm, altri le cineprese digitali certificate IMAX, ma in tutti i casi si tratta di riprese pensate e catturate nel formato, non di semplici proiezioni. Eccone dieci, in ordine di uscita.

Subito dopo Nolan, il primo regista a raccogliere il testimone fu uno che con la cura per i dettagli ha poco a che spartire. Michael Bay girò una decina di minuti di Transformers - La vendetta del caduto con le cineprese IMAX, diventando uno dei pionieri del formato nel cinema d'azione mainstream. La scelta ha una sua logica ferrea: se c'è un tipo di cinema che guadagna dall'immagine gigantesca e dal dettaglio estremo, è quello fatto di esplosioni e giganti di metallo che si prendono a pugni. Il film in sé resta uno dei più caotici della serie, ma l'idea di usare l'IMAX per ingigantire il caos era, a modo suo, coerente. Se avete amato la trilogia originale di Transformers per il puro spettacolo, questo è il capitolo che portò quello spettacolo alle dimensioni massime possibili.
J.J. Abrams girò una mezz'ora di Star Trek Into Darkness, il suo secondo film dedicato all'equipaggio dell'Enterprise, in IMAX, a partire dalla sequenza del vulcano sul pianeta Nibiru che apre la storia, e la differenza si sente tutta. Quando l'immagine si allarga e riempie lo schermo fino in cima, la sensazione di trovarsi dentro quel mondo alieno cambia di livello. È una scelta che ha senso soprattutto per un film di fantascienza, dove metà del lavoro è convincerti che esistano posti che non esistono. Star Trek Into Darkness non è il capitolo più amato della saga rilanciata da Abrams, la gestione del cattivo ha fatto storcere il naso a molti fan storici, ma sul piano visivo resta uno dei più ambiziosi. E per chi conosce il regista solo per Star Wars - Il risveglio della Forza (2015), è un buon promemoria di quanto gli piaccia giocare con la scala dell'immagine.
Sully
Sully

Sully

2016

Ecco forse il titolo più inatteso di tutti. Un film di due ore sul comandante che fa ammarare un aereo di linea nel fiume Hudson, tratto da una storia vera, non è esattamente la prima cosa che viene in mente pensando all'IMAX. Eppure Clint Eastwood ha girato Sully quasi per intero con le cineprese IMAX, lasciando fuori solo un paio di inquadrature nei simulatori, troppo strette per contenere quelle macchine. Il paradosso è che Sully, un film tutto volti e aule di tribunale, sia uno dei titoli più integralmente IMAX mai realizzati. Il risultato è che la sequenza dell'ammaraggio ha una nitidezza e una presenza da kolossal, ma soprattutto che perfino i primi piani di Tom Hanks, il volto di un uomo perbene messo sotto inchiesta, guadagnano un dettaglio che di solito nessuno spreca su una storia così sobria. È la dimostrazione che il formato non serve solo alle esplosioni. Chi ha amato la misura asciutta del cinema di Eastwood, da Gran Torino (2008) in poi, qui la ritrova filtrata attraverso lo strumento più spettacolare che esista.
Pochi lo sanno, eppure Avengers: Infinity War è stato il primo film di Hollywood girato interamente con cineprese digitali IMAX, non solo in qualche scena ma dall'inizio alla fine. Lo stesso vale per il seguito, Avengers: Endgame (2019). Vuol dire che il gigantesco scontro contro Thanos, con decine di supereroi ammassati nella stessa inquadratura, è stato pensato fin dall'inizio per riempire lo schermo IMAX in ogni fotogramma. È una scelta che ha senso per un film corale come questo, dove in ogni momento succede qualcosa in ogni angolo dell'immagine. Molti spettatori lo hanno visto senza sapere che stavano guardando un pezzo di storia del formato. Se rientrate tra quelli, è un ottimo motivo per rivederlo con occhi diversi, magari prima di rituffarvi nella saga con i capitoli più recenti.
Christopher McQuarrie girò due sequenze di Mission: Impossible - Fallout, sesto capitolo delle missioni di Ethan Hunt, in formato IMAX, e non a caso sono le due che tolgono il fiato: il lancio col paracadute da settemila metri sopra Parigi e l'inseguimento finale in elicottero tra le montagne. La scelta è funzionale al modo stesso in cui Tom Cruise fa cinema, cioè eseguendo davvero le acrobazie invece di simularle. Se l'attore rischia l'osso del collo per davvero, tanto vale catturarlo con l'immagine più ampia e dettagliata possibile, così lo spettatore non ha scappatoie per dubitare. Fallout è considerato da molti il vertice della saga, e quelle due sequenze sono una buona parte del motivo. Chi ha amato la corsa a rotta di collo di Mission: Impossible - Rogue Nation (2015) qui trova la stessa follia, ripresa in grande formato.
Damien Chazelle veniva dal trionfo di La La Land (2016) quando ha scelto di raccontare Neil Armstrong e la corsa alla Luna, e ha preso una decisione che dice molto del film. Gran parte di First Man - Il primo uomo è girata volutamente sgranata, con pellicola Super 16mm e macchina a mano, per dare alla Terra e alle capsule quella grana ruvida da documentario anni Sessanta. Poi Armstrong apre il portello del modulo lunare, e l'immagine cambia: le sequenze sulla Luna sono girate con le cineprese IMAX 70mm, e di colpo tutto si allarga, si fa nitido, immenso. È un contrasto costruito apposta, il claustrofobico che lascia il posto allo sconfinato, e funziona proprio perché lo senti sulla pelle nel momento esatto in cui succede. I minuti in IMAX di First Man sono appena una manciata, meno di dieci, ma sono collocati dove pesano di più. Chi ha amato Ryan Gosling nei panni sobri di Armstrong, o il rigore con cui Chazelle aveva già raccontato l'ossessione in Whiplash (2014), qui trova la stessa mano applicata alla più grande impresa del Novecento.
L'ultima avventura di Daniel Craig nei panni di James Bond ha un primato che pochi conoscono: è il primo film della saga dell'agente segreto a essere girato con le cineprese IMAX, con circa mezz'ora di scene catturate nel formato. Altri capitoli come Skyfall (2012) e Spectre (2015) erano arrivati nelle sale IMAX, ma solo distribuiti, non ripresi con quelle macchine. Gli inseguimenti in automobile e le scene d'azione più ampie di No Time to Die guadagnano parecchio da quel formato, che allarga il campo e ti fa sentire dentro la scena invece che davanti. Per una saga lunga sessant'anni, abituata a un certo classicismo visivo, è stata una piccola rivoluzione arrivata proprio all'ultimo giro di Craig. No Time to Die divide ancora i fan per come chiude l'arco del suo protagonista, ma sul piano dello spettacolo è uno dei Bond più curati di sempre. Chi si era affezionato al Bond più cupo inaugurato da Casino Royale (2006) qui lo saluta nel modo più spettacolare possibile, in tutti i sensi.
Nope
Nope

Nope

2022

Con Nope, Jordan Peele ha firmato il primo film horror della storia girato con le cineprese IMAX a 65mm, e non si è limitato a un assaggio: una cinquantina di minuti del film sono in quel formato, ripresi dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema, lo stesso di Nolan. La scelta è tutt'altro che decorativa. Nope è un film sul guardare, sull'ossessione per le immagini e su cosa si nasconde nel cielo, e girarlo in IMAX significa costringere lo spettatore ad alzare gli occhi verso quell'immensità esattamente come fanno i personaggi. La minaccia che aleggia sopra il ranch funziona proprio perché il cielo, sullo schermo grande, diventa enorme e opprimente. Di tutti i film qui elencati, è quello in cui il formato lavora di più dentro il racconto invece che accanto. Chi ha amato Get Out - Scappa (2017) per come Peele nasconde idee dentro il genere qui trova la stessa mente al lavoro, su una tela molto più grande.
Denis Villeneuve aveva già concepito il primo Dune (2021) per il grande formato, girandone larga parte con cineprese certificate IMAX, ma è con Dune - Parte due che si è tuffato del tutto nel formato, girando l'intero film nel rapporto d'immagine IMAX. Il deserto di Arrakis è la ragione per cui la scelta funziona così bene. Le distese di sabbia, i vermi giganti che emergono dalle dune, le astronavi grandi come città: tutto in Dune è costruito sul senso di scala, sul far sentire l'essere umano piccolo davanti a forze immense, e il formato amplifica esattamente questa sensazione. La sequenza in cui Paul cavalca per la prima volta un verme delle sabbie è pensata apposta per quello schermo altissimo, così che la creatura riempia il campo dall'alto in basso. Villeneuve ha poi voluto che il film restasse in sala IMAX in esclusiva per settimane prima di arrivare altrove, segno di quanto quel formato fosse parte del progetto e non un ripensamento. Chi ama la fantascienza che punta sulla meraviglia più che sull'azione, come Arrival (2016) dello stesso regista, qui la ritrova amplificata al massimo.
I peccatori
I peccatori

I peccatori

2025

Ryan Coogler ha fatto una cosa che nessuno aveva mai fatto: girare Sinners combinando le cineprese IMAX a 65mm con quelle Ultra Panavision 70, il primo film della storia ripreso simultaneamente nei due formati. A firmare la fotografia è Autumn Durald Arkapaw, che per questo lavoro è diventata la prima donna a vincere l'Oscar alla fotografia in quasi cent'anni di premi, oltre che la prima a girare su pellicola IMAX 65mm. Il suo film di vampiri ambientato nel Mississippi degli anni Trenta passa così da panorami larghissimi a immagini altissime, chiedendo allo spettatore di usare gli occhi in modo diverso da scena a scena. È una scelta audace per una storia che mescola horror, musica blues e dramma familiare, generi che di solito non pretendono un formato del genere, ed è proprio questo a renderla interessante. Con Sinners, Coogler ha convinto un pubblico enorme che anche una storia intima e personale può avere la scala di un kolossal. Chi conosce il regista per il suo lavoro sui cinecomic con Black Panther (2018) qui lo scopre in una veste completamente diversa e molto più libera. Che un film del genere sia uscito appena un anno prima dell'Odissea di Nolan dice bene in che direzione sta andando il formato: registi che scelgono l'IMAX per come racconta una storia, non per quanto rende sul manifesto.

Informazioni su questa lista

Titoli

10

Costo totale di visione

34,92 €

Durata totale

23h 32min

Generi

Azione e Avventura, Fantascienza, Thriller e Mistero

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Ci sono 10 titoli in questa lista e 3 di questi li puoi guardare su Sky Go. Anche altri 11 servizi di streaming hanno titoli disponibili oggi.

  1. 3 titoliSky Go
  2. 3 titoliParamount Plus
  3. 3 titoliNow TV
  4. 3 titoliParamount+ Amazon Channel
  5. 2 titoliInfinity Selection Amazon Channel