
10 film che dimostrano che anche i grandi registi fanno flop
Il cinema e il business sono sempre stati legati a doppio filo e, anche se la tendenza a mettere al primo posto i profitti è oggi ai massimi storici, i numeri al box office contano sin dai primi passi della settima arte. Anzi, nessun regista è stato immune al tanto temuto flop e la lista di nomi illustri che hanno visto naufragare le loro opere è, pressoché, infinita.
Ne sa qualcosa un certo Ridley Scott, autore di film ultra redditizi come Alien (1979) e Il gladiatore (2000). La sua carriera lo ha visto inciampare più volte ai botteghini, come nel caso di The Dog Stars - Le stelle dopo la fine (2026). La sua versione del film post-apocalittico non ha convinto il pubblico, dimostrando come anche i grandi registi possano toppare.
Sia chiaro, una debacle ai botteghini non significa necessariamente che ci si trovava davanti a una pellicola di pessima qualità. Al contrario, molto spesso i registi più brillanti vengono puniti al box office pur avendo creato opere significative e coraggiose. Alcuni titoli qui sotto, addirittura, sono oggi considerati veri e propri capolavori.
di Orson Welles
Iniziamo subito con una bomba nucleare. Quarto potere è considerato da mezzo mondo come il miglior film di sempre. L’esordio come regista di Orson Welles - qui in veste anche di attore, co-sceneggiatore e co-produttore a soli 26 anni - ha cambiato la storia del cinema per sempre. Dalle inquadrature completamente innovative per l’epoca all’impianto narrativo complesso e moderno, l’esordio di Welles è un film immortale. Peccato che nel 1941 non ebbe un grande successo al cinema, complice l’ira del magnate dei media William Randolph Hearst a cui l’attore si era ispirato. È proprio come nei migliori film horror: se Quarto potere può fare flop, nessuno è al sicuro.
di Alfred Hitchcock
Da un maestro ad un altro, ora è il turno di Alfred Hitchcock. La donna che visse due volte (1958) è un altro classico senza tempo che ha influenzato generazioni di cineasti. Il regista inglese controlla accuratamente il tuo battito cardiaco in base alla dose di suspense che infonde nella scena, mentre la tavolozza caleidoscopica della fotografia ti ipnotizza. Il film con James Stewart e Kim Novak è passato alla storia anche per l’innovazione tecnica che ha portato al dolly zoom. Questo movimento di camera, zoomata più carrellata all’indietro, mostra visivamente il disagio provato dai protagonisti. All’uscita, però, La donna che visse due volte riuscì solamente a pareggiare il bilancio dei soldi spesi per la sua produzione.
di Michael Cimino
I cancelli del cielo è, forse, il film più emblematico della lista. L’epopea western di Michael Cimino è, letteralmente, passata alla storia per essere il film che ha affossato la Nuova Hollywood. Dopo un decennio di libertà artistica e progetti arditi, l’establishment hollywoodiano ritornava a pensare solamente al dollaro, controllando nei minimi dettagli la produzione di nuove pellicole. Infatti, I cancelli del cielo incassò poco più di tre milioni contro un budget di 44. Questa fama avversa ha impedito a molti di guardare questo mezzo capolavoro che, ironicamente, critica proprio il sogno americano e il dominio della banconota sulla vita umana.
di Brian De Palma
Come vedrete, gli anni ‘80 non si sono aperti male solamente per Michael Cimino. Brian De Palma deve aver subito un grande contraccolpo dopo aver visto uno dei suoi migliori film, Blow Out, cadere ai botteghini. Al contrario di Quarto potere (1941), il film ispirato a Blow-up (1966) di Antonioni non riesce neanche a recuperare i soldi del budget. Non gli basta neanche il plauso unanime della critica, che incensano (giustamente) De Palma come nuovo mito. Questo flop avrà anche dimostrato che i grandi registi non sono immuni agli scivoloni al box office, ma ha reso chiaro un altro concetto: i numeri passano, l’arte resta.
di John Carpenter
Dopo Cimino e De Palma, ora è il turno del maestro dell’horror John Carpenter e del suo capolavoro più grande, La cosa. Il regista dovette vedersela con un altro film uscito nel 1982 con al centro un alieno, ovvero E.T. l'extra-terrestre (1982). Il secondo fu un campione di incassi, mentre Carpenter dovette subire non solo un tiepido risultato ai botteghini, ma anche la critica di molti esperti recensori. All’epoca, neanche i formidabili effetti speciali manuali di Rob Bottin salvarono un film che, con il tempo, è diventato non solo il fiore all’occhiello di Carpenter, ma anche un pilastro della fantascienza horror.
di Martin Scorsese
La lista di grandi registi che hanno fatto flop negli anni ‘80 termina con un altro pezzo da novanta, Martin Scorsese con il suo Re per una notte. Prima che Todd Phillips si ispirasse alla pellicola per Joker (2019), il film con Robert De Niro e Jerry Lewis era considerato un titolo minore nella leggendaria filmografia del regista. Molti sottovalutavano Re per una notte anche per il fallimento totale ai botteghini, dove non aveva raggiunto neanche la doppia cifra. Dobbiamo quindi ringraziare Phillips, anche se il potenziale reale della pellicola è sempre stato davanti ai nostri occhi. Sono sicuro che tra vent’anni, Re per una notte verrà riverito come meriterebbe.
di Tim Burton
Ancora non mi capacito di come Mars Attacks! sia stato un flop all’uscita. Tim Burton aveva collezionato solamente successi di critica e di pubblico fino ai primi anni ‘90, rimanendo fedele alla sua visione di cinema senza compromessi. Il regista ha continuato la sua visione cadendo con il sottovalutato Ed Wood (1994) e con questa gemma sci-fi. Nessuno l'amò, tanto che ai botteghini Mars Attacks! (1996) raggiunse i 100 milioni contro un budget equivalente. Dopo decenni, però, questa versione pazza e surreale di Independence Day (1996) è rimasta nel cuore di molti, fino ad affermarsi come cult anni ’90, per palati sopraffini, da riscoprire.
di Quentin Tarantino
Quando si tratta di botteghino, c’è un regista che è quasi del tutto intoccabile. Durante tutta la sua carriera, Quentin Tarantino non ha mai fatto un passo falso in fatto di numeri. L’unico neo è rappresentato da Grindhouse - A prova di morte, film complementare con Grindhouse - Planet Terror (2007) di Robert Rodriguez che omaggia i film di serie b anni ‘70. Forse, la scelta di marketing di portarli al cinema nel formato “doppio spettacolo” e, in seguito al flop, cambiare idea e distribuirli separatamente ha creato qualche confusione e ha allontanato gli spettatori dalla visione. Resta comunque il fatto che A prova di morte è riuscito solamente a racimolare gli stessi soldi spesi per la sua produzione, nonostante alcuni degli inseguimenti più belli della storia del cinema.
di Guillermo del Toro
Nel panorama del cinema moderno, Guillermo del Toro è considerato un regista dalle grandi doti. Da un lato, le sue sceneggiature vengono lodate per la costruzione dei personaggi e il complesso bandolo di emozioni che suscitano. Dall’altro, la sua cifra stilistica si esprime attraverso una cura dettagliata e creativa all’aspetto visivo ed estetico delle sue opere. La fiera delle illusioni - Nightmare Alley è l’ennesima riprova della sicurezza autoriale con la quale il regista messicano affronta i suoi progetti. Nonostante ciò, questo neo-noir dalle venature psicologiche non ha colpito il pubblico, finendo con un rovinoso risultato che non rende giustizia a un grande film.
di Francis Ford Coppola
Francis Ford Coppola non si è mai tirato indietro quando si tratta di realizzare un sogno. Si è avventurato nella giungla delle Filippine per Apocalypse Now (1979). Ha combattuto costantemente con gli studios durante Il padrino (1972). Ma niente ha raggiunto il livello di passione e tenacia mostrato in Megalopolis, film che ha interamente prodotto dopo il rifiuto di Hollywood. Il “no” degli studios è stato sicuramente lungimirante da un punto di vista economico, visto che Megalopolis è stato un clamoroso disastro. Tuttavia, l’impresa di Coppola, a più di ottant’anni di età, ha dimostrato come i grandi registi potranno anche fare flop, ma lo faranno categoricamente a modo loro e senza alcuna paura.









































