
10 film famosi che sono stati presentati al Festival di Cannes (alcuni ti sorprenderanno!)
Cannes ha aperto le danze. Tra gli appuntamenti più attesi tra gli addetti ai lavori e appassionati, quest’anno si è giunti alla 79° edizione della kermesse, la cui giuria quest’anno sarà presieduta dal regista e sceneggiatore sudcoreano, Park Chan-wook, che esordì a Cannes con il suo Old Boy (2003), con cui vinse il Grand Prix Speciale della Giuria.
Dell’edizione corrente ne abbiamo scritto qui. Ora è il tempo delle curiosità, che scavano nel glorioso passato del celebre Festival, nato nel 1946, ancora oggi tra i più importanti al mondo. Stavolta, parliamo infatti di “film famosi” che sono passati sulla Croisette. Sì, perché il programma non è infatti esclusivamente dedicato a pellicole d’autore, realizzate dai cineasti di tutto il mondo. Da sempre si è dedicato spazio a blockbuster e a titoli dall’ampio successo commerciale, più appetibili per il grande pubblico. Basti ricordare proprio l’anno scorso, con l’anteprima mondiale di Mission Impossible: The Final Reckoning (2025), l’ultimo capitolo della saga dello spericolato agente segreto Ethan Hunt, presentato dal suo interprete e produttore, Tom Cruise, che ha suscitato grande interesse.
Tra combattimenti a colpi di spade laser tra Jedi e un iconico panda amato dai bambini, ecco dieci pellicole acclamate che sono state presentate a Cannes. Sì, alcune di loro vi sorprenderanno.
Patrick Swayze e Jennifer Grey hanno presenziato sul red carpet. L’occasione fu proprio l’anteprima mondiale di Dirty Dancing – Balli proibiti (1987), di cui erano protagonisti. Era il 12 maggio del 1987 quando il pubblico vide per la prima volta quello che si sarebbe trasformato in un vero e proprio cult romantico, che portò persino alla vittoria di un Oscar per la miglior canzone originale con (I’ve Had) The Time of My Life, eseguita da Bill Medley e Jennifer Warnes.
Nel film di Emile Ardolino Baby (Grey), una ragazza di diciassette anni, costretta a trascorrere con la famiglia, si imbatte in un maestro di ballo, Johnny (Swayze), che le propone di partecipare con lui a un importante spettacolo. È l’inizio di una grande storia d’amore, che ancora oggi portiamo nel cuore.
Durante le riprese, tra l’altro, fu lo stesso Swayze, che era ballerino professionista, a eseguire la maggior parte delle coreografie. È solo una delle tante curiosità legate a un lungometraggio che si è trasformato in un simbolo, che ha fatto sognare diverse generazioni, tra balli proibiti e amori impossibili.
Tra i più grandi cult della fantascienza cinematografica, Il quinto elemento (1997) fu infatti selezionato come film d’apertura della 50° edizione del Festival di Cannes. Fuori concorso, la pellicola di Luc Besson fu accolta dagli spettatori in maniera contrastante, tra applausi e fischi.
Un progetto mastodontico, su cui Besson ha lavorato per parecchi anni. Il regista e sceneggiatore elaborò infatti il mondo de Il quinto elemento appena adolescente, cominciando a scrivere la sceneggiatura a soli sedici anni. L’intenzione iniziale era di farne un romanzo, ma poi si trasformò in una delle produzioni europee più costose di sempre, con un budget di ben 90 milioni di dollari.
Il successo al botteghino internazionale fu strabiliante, complice sicuramente quel passaggio a Cannes che suscitò inevitabilmente interesse per un’opera così innovativa, portandolo allora a essere uno dei maggiori trionfi cinematografici per la Francia.
Sequel di The Blues Brothers – I fratelli Blues (1980), Blues Brothers – Il mito continua (1998) riunisce John Landis e Dan Aykroyd. Diciotto anni dal primo film, viene presentato fuori concorso al 51° Festival di Cannes. Fu dedicato a John Belushi, Cab Calloway e John Candy, che erano nel cast originale. Proprio l’assenza di Belushi, prematuramente scomparso nel 1982, non giovò sicuramente alla pellicola, di cui forse non si sentiva proprio il bisogno.
Proprio la sceneggiatura di Landis e Aykroyd tiene conto della grave perdita, con Elwood, che esce di prigione e apprende della morte del fratello Jake e di Curtis, il dipendente dell’orfanotrofio che aveva avvicinato il duo alla musica. Non è bastato, e stavolta l’effetto nostalgia non si è rivelato fortunato.
Un film che ha segnato un capitolo importante per il Festival. Dopo diversi decenni, Shrek (2001) è stato infatti il primo lungometraggio d’animazione in concorso a Cannes. L’ultima volta era all’inizio degli anni Cinquanta, con Le avventure di Peter Pan (1953), che si è ritrovato a competere per l’ambitissima Palma d’Oro.
La storia del quinto film targato DreamWorks ruota attorno a un orco burbero di nome Shrek, che insieme all’asino Ciuchino si ritrova protagonista di una serie di rocambolesche avventure per salvare la principessa Fiona, tenuta prigioniera in un castello.
Considerato ancora oggi tra i più grandi film animati di sempre, Shrek ha dato vita a una fortunata saga cinematografica, di cui è previsto per il prossimo anno un quinto capitolo, oltre a uno spin-off dedicato al personaggio del gatto con gli stivali.
No, Solo: A Star Wars Story (2018) non è stata la prima volta sulla Croisette per il franchise di Guerre Stellari. Proprio il 15 maggio 2005 il capitolo finale della trilogia prequel di George Lucas veniva presentato fuori concorso al 58° Festival di Cannes: Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith (2005).
Poco più di vent’anni fa giungeva infatti al termine la trilogia ambientata prima degli eventi di quella classica. Si chiudeva con un film cupo, che esplorava la caduta di Anakin Skywalker che si sarebbe trasformato nell’iconico villain della saga, Darth Vader.
Il red carpet vide così presenti Natalie Portman, Hayden Christensen e Samuel L. Jackson, oltre allo stesso Lucas, scortati dagli Stromtrooper, con tanto di comparsata di Darth Vader che non si è sottratto ai flash.
Era impossibile per Cannes fare a meno di un cast stellare. Presentato in anteprima fuori concorso alla 60° edizione del Festival, Ocean’s Thirteen (2007) portò per la prima volta l’amato gruppo di attori, guidato da George Clooney, Matt Damon e Brad Pitt, sulla Croisette, trasformando la proiezione in uno dei principali eventi mondani della manifestazione.
Risultò, sicuramente, fondamentale l’eco del passaggio a Cannes del terzo capitolo della saga diretta da Steven Soderbergh per il successo commerciale, che superò di poco i 300 milioni di dollari. Una conferma della ricetta che rese vincente quel fortunato primo film, Ocean’s Eleven – Fate il vostro gioco (2001), che giocava sul mix tra ironia, glamour e intrattenimento, capace di colpire soprattutto gli appassionati di heist movie.
Up (2009) ha segnato la storia di Cannes. È stato infatti il primo film d’animazione ad aprire il Festival, inaugurando così la sua 62° edizione. Al contrario di Shrek, la pellicola di Pete Docter e Bob Peterson è stata presentata fuori concorso, ottenendo un ottimo riscontro da parte di pubblico e critica, che ha sicuramente contribuito al successivo grande incasso.
Oltre ai 700 milioni di dollari al botteghino, il film ottenne anche due Oscar, uno per miglior film d’animazione e l’altro per miglior colonna sonora, ma soprattutto una storica candidatura per miglior film. Stiamo parlando di un titolo che ha toccato l’apice nella produzione Pixar, dall’incredibile profondità, soprattutto capace di affrontare con un linguaggio mitigato il tema del lutto.
Un’ulteriore dimostrazione della potenza del Festival di Cannes sull’immaginario collettivo, una manifestazione fondamentale per il cinema, che i grandi colossi non si possono permettere assolutamente di snobbare. E sicuramente viceversa.








































